Esce “Gli invincibili”, nuovo singolo del ravennate Tommaso Sangiorgi. “Dedicato a mio padre e a chi non si arrende”

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Il suo ultimo pezzo “Gli invincibili”, uscito da pochi giorni e disponibile su YouTube, si chiude con una grande promessa: “Camminerò, alla fine io camminerò”. Ed è la promessa che Tommaso Sangiorgi, 24enne di Ravenna, fa a suo padre, due anni fa, quando scrive questa canzone. “Gli invincibili” infatti è un testo che racconta tutte le emozioni, le paure e i sentimenti, che Tommaso ha provato, vissuto e superato durante un periodo piuttosto buio della sua vita, due anni fa appunto, quando il papà si ammala e lui smarrisce la strada.

tommaso sangiorgi

“In quel periodo, vedere mio padre stare male, ha fatto emergere in me tantissimi ricordi legati alla mia infanzia, ma anche tantissime nuove paure, che spesso percepivo come sensi di colpa. Il mio mondo, le mie certezze in un attimo erano svanite. Tutto mi stava crollando addosso e non riuscivo a rimettere insieme i pezzi. Avvertivo su di me una responsabilità troppo grande, che mi terrorizzava. – ci racconta Tommaso in arte DTJ nel ricordo di quei due anni – Per questo era più facile lasciarsi andare, perdersi. Ed infatti da studente modello quale ero sempre stato all’università, ho smesso di studiare e mi sono completamente abbandonato a giornate prive di senso. Passavo il tempo sul divano, uscivo tutte le sere ed esageravo con l’alcol.  Ogni giorno sempre la stessa routine: era il mio modo di fuggire dalla realtà e più mi circondavo di amici, conoscenti, persone e più mi sentivo solo. Stavo con tutti, ma in realtà non stavo con nessuno. Gli invincibili” nasce alla fine di questo triste momento, quando mio padre piano piano supera la malattia ed io prendo consapevolezza della vita sregolata che stavo conducendo e che iniziavo a non tollerare più. É una canzone infatti che dedico a lui, ma che parla ad entrambi perché “siamo caduti insieme, e siamo ancora qui…siamo appunti, gli invicibili.”

“A volte sprechiamo così tanto tempo per delle cose inutili: litighiamo, ci arrabbiamo con i nostri cari, i nostri amici e li feriamo. Ecco – aggiunge Tommaso – questa canzone è un grande “ti voglio bene” che rivolgo a mio papà, per tutte le volte che avrei dovuto dirglielo e non l’ho fatto, per tutto il tempo che ho perso, per quei musi lunghi che avrei potuto evitare. E “Gli invincibili” è anche il tempo delle mie confessioni: in cui confesso a mio padre tutto quello che ho fatto, come ho vissuto quei due anni, anche se non ne vado fiero. Quando ho scritto questa canzone, finalmente, iniziavo a liberarmi da una situazione che mi stava schiacciando. Sono tornato in superficie e ho promesso a mio padre che “camminerò tra luci e vertigini, ma alla fine io camminerò”. Da lì a poco infatti mi sono laureato. E anche se con due anni di ritardo, il giorno della laurea mio padre si è commosso tanto, perché anche io come lui, ce l’avevo fatta.”

Tommaso Sangiorgi infatti oltre a scrivere e comporre testi musicali (l’ultimo suo album è uscito cinque anni fa con “Cambia il senso”), ha studiato Scienze della comunicazione a Bologna e fra poco inizierà la specialistica in Impresa e Management a Reggio Emilia. Il suo sogno, fin da piccolo, è sempre stato quello di diventare un cantante. Lo è ancora oggi, ma, come lui stesso ci racconta, adesso lo vive “con i piedi per terra” ed è il motivo per cui  ha deciso di continuare gli studi.

Gli piacerebbe infatti lavorare sempre nel mondo della musica, e se non da protagonista, magari dietro le quinte dei concerti e dei grandi eventi, come responsabile dell’ufficio stampa e della comunicazione. “La musica sarà sempre parte di me, perché solo quando scrivo riesco veramente ad esprimere ciò che sento e ad essere me stesso. Ed è una grandissima soddisfazione quando le parole di una mia canzone “arrivano” alla gente, quando i miei coetanei mi scrivono “Tommy sai che anche io ho vissuto certe cose”, “Tommy mi rivedo un sacco nelle tue parole”, perché è proprio in quel momento che si crea una comunità. Una comunità formata da persone diverse, ma che vivono e sentono le stesse cose. E questo mi fa pensare che in fondo, siamo tutti uguali. A volte pensiamo di essere gli unici a vivere determinate situazioni – continua Tommaso -, a soffrire, e questo ci porta a chiuderci, ad isolarci. Quando invece sarebbe meglio aprirci a chi ci sta vicino, comunicare con loro e abbattere le barriere che da soli ci siamo costruiti. Troppo spesso siamo portati a vedere negli altri nemici, anziché persone in grado di aiutarci. Anche per questo motivo cerco sempre attraverso la musica di trasmettere un messaggio sociale ben preciso.”

Tommaso si è avvicinato alla musica quando era ancora un bambino, grazie a sua madre che gli ha trasmesso questa passione. Insieme a lei ascoltava diversi generi  e soprattutto Lucio Battisti. Dopo, alle superiori, ha iniziato a scrivere i suoi primi testi e a registrarli insieme al suo migliore amico nella tavernetta di casa. Adesso invece incide in uno studio a Bologna. Il suo genere si ispira al pop-rap e se quando ha esordito amava ispirarsi alla musica di Fedez, adesso ascolta principalmente per il rap Rkomi e per il genere pop Elisa. “Lei mi piace tantissimo – ci dice Tommaso – perché scrive sempre le sue canzoni utilizzando un linguaggio semplice, chiaro, ma diretto, che sa arrivare alle persone.”

Tornando al suo ultimo pezzo, Tommaso ci spiega che fa parte di un progetto più grande, intitolato “Te ora”, che nel linguaggio Mãori significa “vita”, ma anche nel nostro assume un significato molto importante, e cioè quello di “esserci”. Ogni canzone di “Te ora”, come “Gli invincibili, è infatti una dedica fatta ad una persona diversa: a suo padre, a sua mamma, alla sua ragazza, a suo zio, al suo migliore amico. A tutte quelle persone che per lui ci sono sempre state, spronandolo ad andare avanti e grazie alle quali ho superato i momenti più difficili. Ma in questo album c’è molto di più.

“In “Te ora” è racchiuso anche un messaggio più intimo e profondo, che parla di coraggio e di speranza, rivolto soprattutto ai giovani come me. Vorrei incoraggiare ciascuno di loro a non abbattersi mai, perché anche gli ostacoli che ci appaiono più grandi possono essere superati. C’è sempre speranza. Tutti dovremmo imparare a comunicare di più con gli altri, senza chiuderci in noi stessi. Dovremmo imparare a “fare” comunità. E questo secondo me oggi vale più che mai, se pensiamo alla situazione che stiamo vivendo a causa del Covid. Imparare a dare e ricevere fiducia, ci sprona ad essere persone migliori, più responsabili. Ad essere parte di una vera comunità, dove ciascuno nel suo piccolo e con spirito di sacrificio, fa la sua parte”.

Il video è stato realizzato da Lumos Produzioni ed è stato girato nelle colline toscane, vicino ad Asciano.

tommaso sangiorgi

Tommaso Sangiorgi

 

 

 

 

 

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