Nuovo disco per il chitarrista lughese Stefano Savini. Paolo Fresu lo definisce “un lavoro maturo”

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Prodotto da Dodicilune distribuito in Italia e all’estero da IRD e nei migliori store on line da Believe Digital, lo scorso 17 novembre è uscito Aliquid novi del quintetto guidato dal lughese Stefano Savini. Nelle undici composizioni originali il chitarrista è affiancato da Giacomo Uncini alla tromba, Davide Di Iorio al flauto e al sax soprano, Mauro Mussoni al contrabbasso, Andrea Grillini alla batteria e, in tre brani, dalla voce di Sara Jane Ghiotti. «Un lavoro maturo, articolato e ben scritto e tutti i musicisti del quintetto suonano bene», sintetizza Paolo Fresu.

«Questo mio nuovo disco è incentrato su una ricerca e su una precisa convinzione», sottolinea Savini. «Il lavoro del musicista è personalizzare un’idea, ricercando l’originalità nella propria arte musicale, scavando nella propria interiorità apertamente senza remore e paure, anche al di fuori dei canoni richiesti dal pubblico. Credo che questa sia la vera natura dell’artista, che emoziona e diverte. Per quello che mi riguarda io ci provo sempre, il risultato è questa mia nuova musica che attinge dalle fonti più importanti del jazz, per poi trasversalmente attraversare tanti stilemi che mi hanno sempre influenzato come la musica classica, la tradizione popolare, certa musica d’uso e l’istinto incosciente di uno sperimentatore, quale mi sento», racconta il musicista e compositore.

«Spesso le composizioni musicali risultano evocative, e ciò che viene invocato, prima o poi giunge. Stefano Savini sa questo e, tramite la sacralità che in loro, da sempre, custodiscono gli strumenti musicali, richiama, in un unicum, in un evento esclusivo, presenze, atmosfere, geografie, climi, anche lontani fra loro», scrive nelle note di copertina il poeta, narratore, pittore, teorico d’arte, drammaturgo, performer Gian Ruggero Manzoni. «Ogni composizione risulta, in questo modo, un canto, e il suono, di per sé componente astratta, via via, carico di tali insiemi poetici, prende anche forma, prende sembianza, donandoci visione. Stefano Savini compone musica, evoca, come di solito la parola può fare, e, inoltre, crea immagini, in modo che il suo procedere espressivo racchiude in sé più arti, più discipline, inseguendo un’opera che, già nell’antichità, alchemicamente, veniva giustamente definita: totale».

Chitarrista e compositore, Stefano Savini è diplomato in Chitarra Classica, Musica Jazz e Laurea al Biennio Superiore di II livello in Chitarra Jazz presso il Conservatorio di Bologna, dove ha studiato composizione e contrappunto. Ha seguito seminari di studi in chitarra jazz con Jim Hall, Pat Metheny, Kevin Eubanks. Musicista poliedrico ha effettuato nella sua carriera varie esperienze musicali professionali come session-man per studi di registrazione, e con un’attività concertistica che l’ha portato a lavorare per vari teatri, musei, TV, festival e rassegne internazionali in Italia ed in Europa. Ha suonato in session, studiato e collaborato negl’anni, con musicisti quali: Curtis Fuller, Terence Blachard, Ray Mantila, Gian Luigi Trovesi, Franco D’Andrea, Carlo Atti, John De Leo, Bruno Tommaso, Harold Mabern, Stefano Senni ed altri ancora. Da anni ha creato un proprio stile musicale originale dalla profonda personalità riconosciuta dalla critica specializzata (Musica Jazz, Cadence, Jazzit) e da musicisti come Paolo Fresu, Marco Biscarini, Gabriele Mirabassi, Lew Tabackin. Le sue musiche sono state trasmesse da: Sky, Rai3Tv, RadioRai2, RadioRai3, Believe Digital U.S.A, ect. Attualmente ha all’attivo 7 lavori discografici a suo nome con musiche sue per diverse discografiche. “Aliquid Novi” è il suo secondo cd per l’etichetta Dodicilune dopo “Musica semplice” (2013). Le sue composizioni per chitarra sono pubblicate dalle Edizioni Sinfonica-Jazz.

Giacomo Uncini è diplomato in Tromba e in Jazz presso il Conservatorio di musica “G. Rossini” di Pesaro. Grazie a una borsa di studio, dopo il diploma prosegue poi gli studi alla New School for Jazz and Contemporary Music di New York con Charles Tolliver, Cecil Bridgewater, Vic Juris, Charlie Persip, Reggie Workman. Attualmente svolge attività concertistica in varie formazione nei jazz club e festival in Italia e all’estero. Nel 2010 fonda lo Spinning Quintet che si avvale della presenza di Mike Melillo, pianista storico del jazz internazionale, con cui incide l’album “Nice if you can”. Nel 2015 esce “Indian Summer”, lavoro discografico incentrato su composizioni di Uncini e del chitarrista Carlo Petruzzellis, con la preziosa presenza di Massimo Manzi e dell’ospite Giulio Carmassi. Ha inoltre collaborato e suonato tra gli altri con: Franco Cerri, Roberto Rossi, Gege’ Munari, Eyal Vilner, Gianni Giudici, Andrea Molinari, Bruno Tommaso, Colours Jazz Orchestra, Massimo Manzi , Mike Melillo. L’ultimo lavoro discografico esce nel 2019, si intitola “Time Heals Everything” per la Notami Records insieme a Andrea Molinari, Pietro Lussu, Luca Fattorini e Marco Valeri.

Davide Di Iorio, flautista, sassofonista, arrangiatore e compositore, ha conseguito il Diploma di Flauto Traverso e il Diploma Accademico di II° livello in Musica Jazz. Finalista al Concorso Nazionale “Chicco Bettinardi” di Piacenza per Nuovi Talenti del Jazz Italiano, tiene regolarmente attività concertistica partecipando a festival e rassegne musicali. Musicista duttile, collabora a vari progetti spaziando oltre l’ambito classico, dal tango alla musica brasiliana, dal jazz alla musica d’autore.

Mauro Mussoni si avvicina alla musica jazz seguendo corsi e masterclass con Buster Williams, Furio Di Castri, Paolino Dalla Porta, Yuri Goloubev, Benny Golson, George Cable, Jimmy Cobb, John Kinnyson, Jesse Smith, Joey De Francesco, Michael Blake. Si diploma in musica jazz presso il Conservatorio di Adria (Ro). Vanta collaborazioni con Fabrizio Bosso, Flavio Boltro, Jimmy Owens, Max Ionata, Nico Gori, Mario Biondi, Rosalia De Souza, Fabio Concato, Barbara Casini, Nicola Conte, Tanya Michelle Smith, Marco Tamburini, Roberto Tarenzi, Claudio Filippini. Dario Chiazzolino, Roger Beaujolais, Stefano Bedetti, Carlo Atti, Joyce E. Yuille, Gianni Giudici, Stefano Savini, e molti altri.

Batterista/percussionista, compositore, improvvisatore, Andrea Grillini inizia gli studi dello strumento sotto la guida di Christian Rovatti, Mauro Gherardi, Maxx Furian. Negli anni della sua formazione ha partecipato a numerosi seminari di jazz e di improvvisazione tra cui Nuoro Jazz, Siena Jazz, Castellammare Jazz, Cemm (Marc Ducret, Bruno Chevillon). Ha suonato e collaborato con numerosi musicisti sia in Italia che all’estero, tra cui: David Murray, Ken Vandermark, Achille Succi, Fabrizio Puglisi, Carlo Atti. Ha preso parte alla Human Rights Nights Film Festival promosso dalla Cineteca di Bologna suonando al ”Soweto Art Festival” toccando in tour varie città sudafricane: Johannesburg, Pretoria, Soweto, Saint Lucia. Con Bad Uok incide il primo disco da solista edito per Auand record e arriva terzo classificato al concorso nazionale dei conservatori italiani. Con il Fuel Quartet vince il premio ‘’We Ensist’’ organizzato da MIDJ. L’attività live lo porta a suonare in tour in Europa, Africa, Regno Unito e USA, partecipando ai più prestigiosi festival jazz, sia Italiani che internazionali. Lavora stabilmente con: Ground 71, Bad Uok , Tell no Lies, Tower jazz Composer Orchestra, Yoruba, Piero Bittolo Bon Bread & fox , Slow Gold,Guglielmo Pagnozzi 4tet.

Cantante, arrangiatrice, compositrice, autrice, direttrice di coro, insegnante di jazz, Sara Jane Ghiotti ha studiato Canto Jazz presso il Conservatorio Rossini di Pesaro, sotto la guida dei M° G. Gualandi e B. Tommaso, laureandosi con lode. Laureata con lode in Arrangiamento e Direzione per Orchestra Jazz presso il Conservatorio Rossini di Pesaro. Ha cantato all’interno d’importanti Festival e rassegne teatrali, quali il Festival di Jerash (Giordania), Artusi Jazz Festival, Urbino Plays Jazz, JazzIt Fest, Ferrara Jazz Club, Festival Jazz di Cala Gonone. Nel 2018 canta con Joss Stone nel suo format YouTube “Total world tour” un brano di sua composizione “Samba da Felicidade”. Ha cantato su palchi celebri quali il Teatro Rossini di Pesaro, il Teatro Titano di San Marino, il Charity Caffè, Il Ballad Cafè e l’Alexander Platz di Roma, il Teatro Smeraldo di Milano. Rispettivamente nel 2015 e nel 2016 interpretata come protagonista l’Opera delle Filastrocche di Gianni Rodari e la favola musicale Ali Babà e i 40 Ladroni, entrambe dirette dal M° Noris Borgogelli, con l’orchestra sinfonica della Repubblica di San Marino.

L’etichetta Dodicilune, fondata da Gabriele Rampino e Maurizio Bizzochetti è attiva dal 1996 e dispone di un catalogo di oltre 270 produzioni di artisti italiani e stranieri. Distribuiti nei negozi in Italia e all’estero da IRD, i dischi Dodicilune possono essere acquistati anche online, ascoltati e scaricati sulle maggiori piattaforme del mondo grazie a Believe Digital.

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