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Cervia. Bonaretti (M5s) all’assessore Zavatta: “servono idee e coraggio per rilanciare il sistema culturale”

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Scambio epistolare sulla Cultura a Cervia. Il Consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Pierre Bonaretti ha risposto con una Lettera Aperta alla Lettera Aperta dell’ assessore alla cultura cervese Cesare Zavatta, sottolineando l’importanza della cultura e quindi la necessità di pianificare strategie e fondi per le tante realtà culturali locali, dopo i lunghi mesi del covid.
Bonaretti ritiene indispensabile che vi sia “coraggio di essere “visionari” e di cercare nuove prospettive di attrazione culturale”.

LA LETTERA

Gentile Assessore,

ho letto con attenzione la Sua lettera aperta sulla Cultura e ci tengo a restituirle una risposta, attraverso una lettera aperta, che possa essere un invito alla riflessione, nonché un punto di partenza (o sarebbe meglio scrivere di ripartenza) per il nostro sistema culturale, il quale è bisognoso – oggi più che mai – di idee, di interventi e, soprattutto, di coraggio.

Vorrei cominciare ringraziandola per aver scelto di scrivere apertamente riguardo questa tematica che, troppo spesso, viene giudicata d’importanza secondaria rispetto ad altre questioni territoriali. Il prezzo che si paga a causa di questa mentalità rischia di essere, come noto, sempre molto alto.

Non entro nei contenuti specifici della Sua lettera, che tratta per lo più di eventi trascorsi e illustra la direzione che l’Amministrazione ha intrapreso sul fronte culturale, in questi ormai due anni di mandato. D’altra parte, se avessi voluto semplicemente contestare questo o quel passaggio della lettera, l’avrei chiamata e non avrei disturbato redazioni e lettori.

Vorrei invece soffermarmi su un primo dato di fatto: la Sua lettera è declinata al passato e non al futuro. Mi sarebbe piaciuto – lo dico da cittadino – avere una visione complessiva di ciò che l’Amministrazione comunale intende programmare nei prossimi mesi e, perché no, nei prossimi anni sul piano culturale.

A maggior ragione, lo trovo fondamentale a fronte di un momento, come Lei sa meglio di me, estremamente drammatico per i settori della Cultura e dello Spettacolo.

Dunque, cerco di restituire in poche righe alcune considerazioni e spunti che spero vorrà raccogliere e dalle quali possa nascere un confronto ampio, che ci porti ad essere pronti nel momento in cui il nostro teatro, il museo e i vari enti e associazioni del territorio potranno riaprire le porte in via definitiva.

La giusta premessa da cui partire è affermare che occorrano fondi e una pianificazione per la loro distribuzione. Il nostro territorio è ricco di enti e associazioni che, nonostante le criticità del momento, non si sono fermate e hanno cercato di garantire – nei limiti del possibile, sperimentando nuove modalità di lavoro – i loro servizi culturali. Questo clima di restrizioni, che dura da ormai un anno, ne ha ridotto sensibilmente l’operatività, ma le nuove tecnologie, piuttosto che la possibilità di operare con presenze drasticamente ridotte, ne hanno consentito in parte la promozione e lo svolgimento.

Questo è un chiaro segnale del fermento che caratterizza la nostra località sul fronte delle attività culturali e dell’intrattenimento, il quale è alimentato da iniziative di enti pubblici e da grandi eventi stagionali, come da piccole associazioni che operano addirittura a livello di quartiere. Nessuno di questi soggetti va lasciato solo. Occorre coinvolgerli, ascoltarli, valutarne i progetti e poi finanziarli. L’obiettivo deve necessariamente essere quello di trasformare questo fermento in un piano calendarizzato di eventi e iniziative, distribuiti equamente sul territorio, che sia la “nostra” base per la ripartenza. “Con la cultura si mangia!” sosteneva Philippe Daverio e possiamo considerare la sua voce ben più autorevole della mia, senza ombra di dubbio.

Appurato ciò, la cultura non riguarda soltanto una questione economica, ma anche sociale. Le associazioni culturali tengono viva la memoria, diffondono il sapere e aiutano l’individuo a formare un pensiero critico, ma voglio andare oltre: chi fa cultura e intrattenimento, fornisce speranza. Varie associazioni culturali, giovanili o per adulti, costituiscono un luogo sano di aggregazione e di svago. Le loro iniziative sono, per molte persone, uno dei pochi momenti che arricchiscono la giornata.

Il Covid-19 è stato un uragano per queste realtà e per chi ne usufruisce abitualmente: offerte formative bloccate, eventi annullati, quote d’iscrizione restituite, impossibilità nel portare avanti o programmare progetti. Quando ci saremo lasciati alle spalle le restrizioni derivanti dalla pandemia, ci sarà bisogno di un appoggio concreto e di una politica di vicinanza a tutte queste realtà, che sono il vero cuore pulsante dell’associazionismo culturale cervese.

All’inizio di questa lettera ho utilizzato il termine “coraggio”. Credo fermamente che serva il coraggio di applicare politiche più incisive sul fronte culturale, pensando già da oggi nell’ottica di un recupero della nostra quotidianità, in cui si punti ad un miglioramento dei servizi erogati dai nostri principali enti culturali.

La Biblioteca di Cervia si è dimostrata, negli ultimi anni, un vero centro culturale, in grado di diversificare e arricchire costantemente l’offerta di servizi e le iniziative dedicate alla cittadinanza. La nostra – come moltissime altre biblioteche – necessita di sostegni economici e di alcune revisioni strutturali che le permettano di ampliare il proprio catalogo e di efficientare i propri spazi.

Il nostro teatro è fermo da ormai un anno, per motivazioni che tutti conosciamo e il pieno recupero della sua attività dovrà arrivare anche tramite politiche di supporto e promozione da parte dell’Amministrazione.

Credo, oltremodo, serva il coraggio di essere “visionari” e di cercare nuove prospettive di attrazione culturale. Cervia ha ospitato mostre temporanee dedicate al panorama dell’arte contemporanea, promosse da nomi noti della critica. Partendo dall’interesse riscosso da questo genere di eventi, sarebbe opportuno cercare ulteriori punti di contatto con realtà legate all’arte contemporanea e attivare collaborazioni.

Il nostro territorio è ricco di luoghi d’interesse naturalistico, unici nel loro genere, che costituirebbero una fonte d’ispirazione per gli artisti: perché non valutare un percorso di creazione di una “Casa per gli artisti” sulla scia di quella milanese, o di altre realtà urbane? Sono residenze in cui gli artisti vengono ospitati per un determinato lasso di tempo, nel quale producono opere in loco. Potrebbe essere l’inizio di un percorso che regali a Cervia la propria rassegna d’arte, nonché nuove opportunità di sviluppo in ambito culturale e turistico.

In ultimo, in Consiglio e sulla stampa locale, ci si trova spesso a discutere o leggere riguardo la progettazione di nuovi spazi o la necessità di riconvertire vecchie strutture: introdurre il discorso di spazi adibiti ad attività culturali in questo contesto sarebbe un’iniziativa molto lodevole e lungimirante.

Spero di essere stato utile ad ampliare la discussione riguardo le politiche culturali della nostra Città e auspico sempre ci sia volontà di condivisione e partecipazione su queste tematiche. Un cordiale Saluto.

Cons. Pierre Bonaretti

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