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Jenny Burnazzi e Andrea Carella al Teatro Rasi per la produzione de Il principe cieco

Inserito inizialmente nel percorso su Gianni Rodari, di cui nel 2020 si celebrava il centenario della nascita, ora finalmente lo spettacolo Il principe cieco – teatro di narrazione con musica dal vivo di Jenny Burnazzi e Andrea Carella – ha preso vita e dopo la residenza nei giorni scorsi al Teatro Rasi è pronto per debuttare in estate.

Nel 2020, anno che purtroppo verrà ricordato per ben altri motivi, ricorrevano cent’anni dalla nascita di Gianni Rodari, un numero che lascia incredulo chi lo conosce attraverso i suoi libri. E proprio a Rodari l’anno scorso Ravenna Teatro/Drammatico Vegetale aveva dedicato nella Stagione dei piccoli un percorso che comprendeva, tra gli altri, Il principe cieco, ideato dalla coppia Burnazzi-Carella(con la collaborazione dell’illustratrice Iside Montanari) partendo da un racconto del grande scrittore e pedagogista piemontese, spettacolo che ora, dopo una residenza artistica di una settimana al Teatro Rasi ha preso finalmente corpo, grazie anche alla supervisione di Pietro Fenati ed Elvira Mascanzoni, fondatori della Drammatico Vegetale.

«Il racconto Il principe cieco – illustrano Jenny Burnazzi e Andrea Carella – proviene dalla raccolta Venti storie più una, e ci ha colpito perché l’abbiamo sentito molto vicino alla nostra sensibilità. Come spesso accade nelle opere di Rodari, all’interno di una costruzione votata alla semplicità emergono tematiche più profonde, in questo caso quella legata alla diversa capacità di percezione della realtà e a come questa possa influire sulla società, questione che si lega un po’ alla nostra contemporaneità, in cui tutto può essere vero, possibile, declamato, e tutto può confondere una coerente percezione della realtà».

Nel caso del racconto in questione la metafora è data dalla cecità del personaggio, il principe Medoro, il quale vive questa sua condizione in un continuo conflitto tra l’accettazione o meno della realtà.

«Questa tematica – spiegano Carella e Burnazzi – si espande poi in quella riguardante la disabilità. Nella storia, quando Medoro nasce, i genitori vivono con strazio la sua condizione, la società non si capacita del suo difetto; ma in questo contesto di rifiuto della disabilità emerge la figura del vecchio e saggio Zerbino, che con la sua arte oratoria e la sua empatia dimostra come in realtà il difetto del principe, la sua disabilità, sia invece una caratteristica peculiare».

Burnazzi e Carella, fondatori del gruppo pop-rock Rigolò, utilizzeranno nello spettacolo delle versioni strumentali di alcuni brani del loro ultimo album, Tornado, interventi musicali che tenderanno a sottolineare certi momenti della storia, li seguiranno emotivamente. Inoltre saranno coadiuvati dall’illustratrice Iside Montanari, le cui illustrazioni saranno montate in un video proiettato dietro la scena.

«Siamo contenti – sottolineano Burnazzi e Carella – di essere riusciti, in maniera semplice, a unire queste diverse modalità espressive, ossia narrazione, musica e arte visiva. La residenza al Rasi con l’aiuto di Pietro Fenati ed Elvira Mascanzoni è stato un bel momento, anche perché ci ha dato un po’ nuova linfa e speranza sapere che c’è questa rete di persone che vogliono realizzare cose insieme».

Il principe cieco dovrebbe debuttare in estate all’interno delle varie rassegne estive di teatro ragazzi, e come tutti i lavori tratti da Rodari potrà essere fruibile da un pubblico anche adulto.

«Lo spettacolo – chiosa Carella – avrà un finale particolare: abbiamo infatti canzonato una filastrocca di Rodari, Storia del pesce martello, che un po’ sdrammatizzerà certi aspetti del racconto precedente, creando anche una sorta di gioco interattivo col pubblico».