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Un nuovo polo culturale per la città di Ravenna: la Biblioteca diocesana e l’Archivio arcivescovile fotogallery

Un nuovo polo culturale per la città. Inaugura questa sera, 11 giugno, alle 18 la nuova sede della Biblioteca e dell’Archivio arcivescovile di via don Angelo Lolli alla presenza delle autorità civili e religiose della città (ma senza il pubblico per le normative anti-Covid).

archivio arcivescovile

Il grande open space dell’ex cinema Roma ospita al piano terra la Biblioteca e la sala studio già aperta tutti i pomeriggi a studenti e ravennati e, nel soppalco, l’immenso tesoro dell’Archivio, con papiri e documenti che raccontano la storia del territorio e della Chiesa locale dal V secolo a oggi.

Il nuovo polo culturale si chiamerà “San Pier Crisologo”, dal nome del grande vescovo di Ravenna (433–450, teologo e dottore della Chiesa), “dalle parole d’oro” capace di evangelizzare attraverso la cultura. Ad arredare il grande open space alto 10 metri ci sono le coste dei 70mila volumi della biblioteca diocesana che sono stati portati qui nell’ultimo anno di lavoro. Grandi vetrate e un arredamento moderno in legno chiaro rendono la sala al piano terra ideale per ospitare gli studenti che da quando è aperta stanno arrivando: una decina le prenotazioni ogni giorno per venire a studiare qui. La sala studio ha a disposizione 32 posti ma per le normative Covid al momento i posti sono ridotti a 16 ed è necessaria la prenotazione sul sito della biblioteca: www.biblioteca.diocesiravennacervia.it. Grazie al lavoro di dipendenti e volontari nuova sala studio sarà aperta, durante la settimana, in una fascia pomeridiana dalle 14 alle 19.

Un cantiere durato quasi sei anni, quello della Biblioteca e dell’archivio arcivescovile che oggi restituisce alla città, spiega il direttore don Lorenzo Rossini, “un luogo della memoria della nostra Chiesa che non vuole essere solo del passato o per addetti ai lavori, ma uno spazio di incontro, aperto alla comunità”.

“È stato un grande impegno per la nostra diocesi – ha spiegato l’arcivescovo di Ravenna-Cervia monsignor Lorenzo Ghizzoni –. Abbiamo recuperato questo enorme patrimonio dell’Archivio e anche i testi più recenti della Biblioteca. L’obiettivo è offrire alla città una sala studio per i giovani studenti universitari ed entrare in dialogo con loro anche attraverso questo luogo. Fede e ragione cristianesimo e cultura, si possono arricchire a vicenda, come nel passato”.

“Il più antico archivio (ecclesiastico e civile) del mondo occidentale”, così è stato definito l’Archivio storico arcivescovile di Ravenna appena trasferito nella nuova sede. Papiri, pergamene, bolle, codici. Tra i gioielli in esso contenuti si sono, ad esempio, la più antica bolla pontificia in papiro, datata 819 e lunga oltre due metri, codici miniati a partire dal XIII secolo e diplomi degli imperatori Svevi dei secoli XII e XIII. Tra i pezzi più antichi conservati qui c’è il documento papiraceo dell’anno 557 con il nome dell’imperatore Giustiniano, la più antica canzone in volgare italiano e anche una partitura autografa di Gioacchino Rossini. In totale, cinque papiri, 14mila pergamene, oltre 5mila fra pezzi cartacei, registri, volumi e buste. L’importanza di questo archivio, oltre ai documenti preziosi che conserva, è legata al fatto che l’arcivescovo di Ravenna era il metropolita di tutta la regione ecclesiastica sin dai tempi di san Pier Crisologo e da allora ha raccolto e conservato con una continuità unica nel suo genere tutti i documenti ecclesiali e molti documenti civili di questo territorio.

La ristrutturazione e l’adattamento alla nuova funzione della sede di via don Angelo Lolli è costata 3 milioni 200mila euro, finanziati in gran parte (circa 2milioni e 500mila euro) dall’Opera di Religione e dalla Diocesi, anche con fondi 8 per mille. Importanti contributi sono arrivati della Fondazione Cassa di Risparmio, della Fondazione Del Monte di Bologna e Ravenna, della Banca Popolare dell’Emilia-Romagna, della Tozzi Sud, della Bcc ravennate forlivese e imolese, e di altri sponsor privati, tra i quali l’arcivescovo emerito, monsignor Giuseppe Verucchi. Ideatore e anima del progetto che vede la luce oggi è stato monsignor Guido Marchetti, economo e direttore dell’Opera di Religione scomparso nel 2015 che ha contribuito alla sua realizzazione anche con suoi beni personali.

Visite guidate: Lunedì 21 giugno, mercoledì 23 giugno e giovedì 24 giugno, alle ore 10 e alle ore 11.30. Per prenotazione e info: 0544-1883542.

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