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Ravenna. La terza giornata di Dante2021 dedicata ai Chiostri Francescani

Un doppio viaggio nel tempo e nello spazio per la terza giornata di DANTE2021, il Festival interamente dedicato al Poeta che continua fino all’11 settembre con incontri, concerti e spettacoli nei luoghi danteschi di Ravenna. Domenica 5 settembre, alle 11 ai Chiostri Francescani, si raggiunge la Ravenna che Federico II visitò nel 1226, in compagnia di Roberta Cella e Antonino Mastruzzo dell’Università di Pisa, per una nuova interpretazione della “Carta ravennate”, testo poetico predantesco fra i più misteriosi e affascinanti. Alle 17.15 l’itinerario continua nelle profondità (e verso le altitudini) dell’Aldilà, alla scoperta de La terra di Dante, quando il giornalista RAI Alberto Puoti converserà con Mario Tozzi, il geologo divenuto notissimo autore e conduttore televisivo grazie a trasmissioni come Gaia – Il pianeta che vive e Sapiens – Un solo pianeta. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero, fino a esaurimento posti disponibili.

Alle 11 negli Antichi Chiostri Francescani, è protagonista un testo che è probabilmente parte integrante della storia politica, e non solo poetica, della città. L’incontro dal titolo Una lirica siciliana a Ravenna prima di Dante si concentra sull’anonima canzone Quando eu stava in le tu’ cathene che si trova sul verso della pergamena rinvenuta dal paleografo Giovanni Muzzioli nel 1938 nell’Archivio storico arcivescovile di Ravenna, nel fondo del monastero di Sant’Andrea Maggiore. La più antica lirica d’amore italiana è forse anche custode di un segreto politico… Roberta Cella e Antonino Mastruzzo, che insegnano rispettivamente Linguistica italiana e Paleografia latina all’Università di Pisa, hanno ipotizzato che la metafora amorosa della canzone celi un messaggio a favore di Federico II di Svevia, in un momento storico particolarmente delicato per la politica imperiale – nel 1226 Federico si trovava infatti a Ravenna per conquistare l’appoggio dei Comuni.

Alle 17.15 in La terra di Dante Alberto Puoti intervista Mario Tozzi per raccontare un Poeta uomo di una scienza inevitabilmente diversa da quella moderna, eppure capace di osservare il mondo naturale per farne il fondamento materiale del proprio viaggio fantastico. “Alcuni pensano che Dante sia nato in qualche località in cui le manifestazioni geotermiche erano molto evidenti, come Montegemoli, vista la realistica vivacità di alcune descrizioni”, spiega Tozzi, che è anche primo ricercatore presso l’Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria del Consiglio Nazionale delle Ricerche e membro del consiglio scientifico del WWF. “E se la Gran Ruina è il primo esempio letterario di descrizione di una frana, nelle acque sulfuree e termali che caratterizzano l’idrografia infernale – tra getti di vapore, pozze e acque bollenti e gorgoglianti – si possono riconoscere i soffioni di Larderello”. L’incontro offrirà spunti per parlare anche di deriva dei continenti, nascita e morte delle montagne, genesi dei terremoti e tanto altro.

Il Festival continua lunedì 6 settembre: alle 17.15 Tina Matarrese dell’Università di Ferrara approfondisce il rapporto fra Dante e Ariosto; alle 21 la Sala Corelli del Teatro Alighieri accoglie il concerto in collaborazione con l’Associazione Musicale Angelo Mariani, una galleria di gemme musicali fra Otto e Novecento – inclusi Rossini, Puccini, Liszt – affidata al Quartetto Dafne, al soprano Manuela Custer e al pianista Raffaele Cortesi.