Quantcast

In Darsena Pop Up sarà inaugurata l’opera “D’ante D’entro” dell’artista Giordano Bezzi

Inaugura giovedì 16 settembre alle 18:30 in Darsena Pop Up l’opera “D’ante D’entro” dedicata al Sommo Poeta, realizzata da Giordano Bezzi, artista e musicista ravennate, appassionato di Dante Alighieri, creatore de “Il cammino di Dante”. L’opera è un’anteprima della mostra Dante Plus del 2022, sarà presente l’autore.

“D’ante D’entro è un’opera rappresentativa di gratitudine, per un decennio intenso passato alla ricerca del significato concettuale, umano e comunicazionale del genio di Durante Alighieri, al di sopra della grandezza poetica che ci ha regalato” spiega Giordano Bezzi.

“L’ideazione e realizzazione del “Cammino di Dante” (un cammino di 400 km), dal 2011, alla ricerca di strade medievali tra la Romagna e la Toscana, in solitudine, è stata meno faticosa immaginandomi il “pellegrin fuggiasco” guardare gli stessi paesaggi immutati, ma ancora più gratificante è avere incontrato un mondo parallelo di centinaia e centinaia di studiosi, dantisti e appassionati, che hanno rappresentato il Poeta in varie sfaccettature – prosegue -.  Conclusosi il progetto de Il Cammino di Dante, sotto forma di una specie di esilio, la realizzazione di D’ante D’entro rappresenta l’atto conclusivo di questo rapporto personale con la figura di Dante: un’esorcizzazione materica, una concretizzazione del mio operato, una condivisione con un amico vissuto 700 anni fa. L’opera è dedicata ad Andrea Chavez, amico scomparso prematuramente, con cui ho condiviso emozioni e sentimenti del poeta, di cui lui è stato un degno interprete”.

“Tramite le vicissitudini sofferte del Sommo poeta non descritte, ho scelto questi materiali dismessi e lacerati, a suffragare il degrado e le poche speranze di tutti quelli che fuggono senza risorse, attaccandosi alla misera materia e ai brandelli di reattività: frammenti indispensabili che coniugati ad un’immensa genialità artistica e culturale, hanno potuto creare il “Dante”, così come lo conosciamo, e la sua nuova visione dell’uomo umile e dignitoso – spiega l’artista -. Un percorso interiore passo su passo, ritagli di ruggine della propria coscienza, e poesia, restituendo dignità ai lati oscuri della psiche, coltivando l’unico seme che rimane: la Conoscenza, il Sapere e l’Umiltà. In questo modo, anche io ho voluto ridare vita e dignità a cose che abbiamo negato, ridisegnandone il senso e la forma”.

La Divina Commedia è la lunga prova della sfida alle sofferenze: “non solo un percorso a piedi come sfondo, nelle solitudini e sotto i cieli stellati, ma un occhio esterno analitico (ANTE) a catalogare le nefandezze e le bellezze delle leggi implacabili con cui noi ci confrontiamo, e un occhio interno (ENTRO) a cercare i supporti delle debolezze umane, nel dedalo delle contraddizioni – prosegue Giordano Bezzi -. D’ante D’entro, con la sua espressione decisa e perentoria, vuole spronare tutti, ma specialmente i giovani, a scrutare e ricercare le due vie (interiore ed esteriore), come ci insegna Dante, in un percorso obbligatorio per non farsi soggiogare dai dogmi, dalle illusioni, dal potere e dalle nostre indelebili e sempre presenti debolezze.”