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È tra Almagià e Teatro Socjale la dilogia “bugie bianche” di Alessandro Berti

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Ravenna Teatro, in collaborazione con Al Socjale (al Teatro Socjale di Piangipane) e Fèsta (a cura di E Production) ospita la dilogia di Alessandro Berti bugie bianche. Artista singolare, Berti negli ultimi anni si è confrontato con temi importanti, e controversi, del discorso sociale: la percezione della razza, l’importanza, e i limiti, del concetto di appropriazione culturale, le dinamiche del desiderio sessuale in rapporto alla diversità, razziale e no, le rimozioni e le costruzioni immaginarie che impediscono uno sguardo non pregiudiziale.

Giovedì 28 ottobre 2021, ore 21  alle Artificerie Almagià  di Ravenna, Alessandro Berti porta in scena BLACK DICK bugie bianche capitolo primo. Sabato 30 ottobre 2021, alle ore 21 al Teatro Socjale di Piangipane NEGRI SENZA MEMORIA bugie bianche capitolo secondo.

Nel primo capitolo, Black Dick, l’autore e attore ripercorre la storia dell’immagine del corpo del maschio nero nelle società bianche, in particolare negli USA, dalle colonie ai trionfi nello sport, dallo schiavismo ai linciaggi, dalla musica alla pornografia. In Negri senza memoria Berti si concentra invece su un pezzo di storia specifico: il rapporto tra italoamericani e afroamericani, negli USA, tra fine ottocento e metà novecento. Alessandro Berti si è aggiudicato il “Premio speciale per l’innovazione drammaturgica 2021” della 56ª edizione del Premio Riccione per il Teatro, per «la determinazione costante nell’affrontare le questioni più urgenti del nostro presente senza mai scindere la dimensione politica da quella intima, ma anzi rintracciando attraverso la scrittura i nessi sostanziali che legano pubblico e privato».

Dopo lo spettacolo di Piangipane Alessandro Berti incontra il pubblico in dialogo con il docente e critico teatrale Andrea Pocosgnich. Per chi vedrà entrambi gli spettacoli, il biglietto al Teatro Socjale costerà 5 euro invece di 12.

BLACK DICK – Almagià di Ravenna
«Il maschio nero americano è un modello…». Comincia così BLACK DICK, dal modello indiscusso dei giovani neri nel mondo: il nero americano, il rapper, il militante, lo sportivo. Ma cosa c’è dietro quest’influenza, questa moda universale, questa vittoria apparente, almeno in fatto di coolness, del nero americano? Lo spettacolo ripercorre la storia dell’uso del corpo del nero da parte della società bianca europea e americana, dalle colonie ai trionfi nello sport, dallo schiavismo ai linciaggi, dalla musica alla pornografia. Lo fa virando continuamente tra la conferenza, la confessione, la stand-up comedy, la narrazione sarcastica e il concerto. Scoprendo la linea che lega l’immagine iconografica delle Black Panthers a quella dei cantanti hip hop, decostruendo lo stereotipo di maschio nero per come il porno lo propone, con l’aiuto di grandi maestri come bell hooks, Cornel West e James Baldwin, BLACK DICK si inoltra in una riflessione liminale sul concetto di appropriazione culturale, sul senso di un impegno condiviso tra bianchi e neri (prendendo a simbolo la genesi della canzone Strange Fruit), sulla necessità di una lotta comune per l’uguaglianza. Lo fa peròportando il discorso in territori strani della cultura di massa, poco battuti, là dove sono i corpi a essere esposti e ad acquisire significato simbolico. E lo fa, deliberatamente, parlando dell’America per alludere all’Italia, lasciando le ultime parole del lavoro alla voce poetica, profetica di Baldwin: “se fossi in voi studierei, e non farei un’altra Harlem, non farei come abbiamo fatto noi”.

NEGRI SENZA MEMORIA – Teatro Socjale di Piangipane
Qualche anno fa, un rapper nero newyorkese disse che “Italians are niggaz with short memory”, gli italiani sono dei negri dalla memoria corta, scatenando le polemiche delle associazioni italoamericane. Ma sono giustificate queste proteste? Non è forse vero che per decenni i nostri emigranti occuparono un posto di mezzo tra neri e bianchi, assieme ai latinos e ai cinesi? Alessandro Berti continua la sua indagine sulle zone d’ombra di una storia lunga e complessa, spesso ridotta a semplice (e immaginaria) questione razziale: il rapporto tra bianchi e neri nelle società occidentali. Se il primo capitolo del progetto, BLACK DICK (che andrà in scerna il 28 ottobre all’Almagià nell’ambito di Fèsta, a cura di E Production e Ravenna Teatro), si era soffermato sulle suggestioni interrazziali legate al corpo del maschio nero visto con gli occhi del maschio bianco, NEGRI SENZA MEMORIA si concentra sulla storia degli immigrati italiani in America e sui modi in cui vennero prima classificati e disprezzati, poi sedotti e inglobati nella società bianca. Un riposizionamento continuo lungo la “linea del colore”, come la definisce W.B. Dubois, che vede i nostri emigranti passare dal ruolo di paria meticci, dalla pelle equivoca, a quello di “arci-americani”, integrati e sbiancati. NEGRI SENZA MEMORIA è un monologo vertiginoso, pieno di canzoni, di notizie, di storie, che si insinua con disinvoltura dentro un enorme materiale storiografico, interpretandolo e facendo venire alla luce sfumature inedite. Senza sguardo pregiudiziale, continuamente ribadendo la complessità della materia e la difficoltà di giudicarla, il lavoro insiste tuttavia su alcune questioni storicamente ritornanti, nella storia del rapporto tra italo e afroamericani: la volontà dei nostri di non schierarsi troppo apertamente; un contrasto tra solidarietà privata e indifferenza, o ostilità, pubblica; una pigrizia nell’analisi delle disuguaglianze e delle responsabilità e una paura di perdere i privilegi derivanti dal colore. Questioni attualissime anche oggi, con l’Italia diventata terra di immigrazione, una terra che fatica a ricordare i milioni di italiani nel mondo, partiti poveri da qui verso un futuro migliore e che alla fine hanno fatto, oltre alla propria, la fortuna del paese d’arrivo.

BLACK DICK bugie bianche capitolo primo
di e con Alessandro Berti
cura Gaia Raffiotta
fotografie Daniela Neriuna
produzione Casavuota con il sostegno di Gender Bender Festivale l’aiuto di Teatro Comunale Laura Betti – Barfly Il teatro fuori luogo – Opera Prima Festival – Ogni casa è un teatro

NEGRI SENZA MEMORIA bugie bianche capitolo secondo
di e con Alessandro Bertiuna
produzione Casavuota / Progetto Bugie Bianche
cura Gaia Raffiottacon la collaborazione di Sciaranuova Festival

Nell’ambito del progetto VALID (European Towns-Enacting Common VALues of Solidarity and Intercultural Dialogue), finanziato dalla Commissione europea, si svolgerànella mattinata di venerdì 29 ottobre un evento di carattere locale che vede come protagonisti un gruppo di studenti dell’ENGIM, Alessandro Berti, il Teatro delle Albe e rappresentanti dell’Amministrazione comunale a cui fa capo il progetto VALID. In particolare il progetto, che coinvolge diversi paesi partner balcanici, ha lo scopo di costruire una forte rete di città, impegnate nello scambio culturale tramite la promozione della partecipazione culturale come strumento per migliorare l’inclusione sociale e la cittadinanza attiva, attraverso il dialogo interculturale, come pure incentivare la solidarietà e il rispetto per la diversità culturale. Ravenna, in qualità di partner, ha organizzato l’evento di carattere internazionale lo scorso settembre in occasione delle celebrazioni del 700° anniversario dantesco, evento che ha visto coinvolto il Teatro delle Albe, proprio con le finalità previste dal progetto.

Biglietti
Intero 12 €
Ridotto Under30 / residenti a Piangipane / abbonati a La Stagione dei Teatri 10 €
Scuole 5 €

Il Teatro Socjale è in via Piangipane 153 a Piangipane (RA)
L’Almagià è in via dell’Almagià 2 a Ravenna

I biglietti sono in vendita on line su ravennateatro.com e vivaticket.it. Posti limitati è consigliato l’acquisto on line. Prevendita telefonica con pagamento tramite bonifico o Satispay al numero 333.7605760 da lun. a ven. dalle 10 alle 14. La biglietteria è aperta da un’ora prima nello spazio spettacolo con i biglietti rimasti a disposizione. A Piangipane possibilità di cena con cappelletti dopo la rappresentazione (7,50 € escluse bevande) su prenotazione al 333 7605760 entro 2 giorni dallo spettacolo

Informazioni
Ravenna Teatro 0544 36239 \ 333 7605760, biglietteria@ravennateatro.com
Ogni attività verrà svolta nel pieno rispetto delle norme vigenti in materia di prevenzione e contenimento del Covid-19. Per l’accesso allo spazio sarà richiesto il green pass.

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