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Cervia. Il 18 gennaio ricorre il bicentenario della morte di Adeodato Ressi, tra i personaggi più rappresentativi del primo Risorgimento nazionale

Ricorre quest’anno il bicentenario della morte di Adeodato Ressi (1768-1822), uno dei personaggi più rappresentativi del primo Risorgimento italiano. Per primo Risorgimento intendiamo quel periodo che inizia con le guerre napoleoniche in Italia (1796-1815), quando ampi strati di borghesia italiana ebbero occasione di partecipare ai governi repubblicani o gravitanti nell’orbita napoleonica. Va inoltre fino al periodo della Restaurazione, quando si formarono le prime società segrete come la Carboneria (anni ’20-’30) per contrastare le derive autoritarie della Restaurazione.

Una biografia contenuta nell’opera di Ferdinando Forlivesi Cervia. Cenni Storici (Bologna, Tipografia Zanichelli, 1889) in un capitolo dedicato agli Uomini illustri, cominciava con queste parole: Ressi Adeodato, Battista, Carlo, figlio di Giuseppe e Mazzolani Teresa nato a Cervia il giorno 4 settembre 1768, come martire dell’indipendenza italiana, appartiene all’Italia intera, e perpetuarne la memoria è opera patriottica e utile.

Studiò inizialmente nel Collegio dei Nobili di Ravenna,ma si trasferì poi all’Università di Pavia dove si laureò in Giurisprudenza.

Agli anni giovanili risale la sua traduzione in italiano dell’opera dell’abate Pietro Antonio Zanoni: De Salinis Cerviensibus, un’opera sulle saline di Cervia edita nel 1786, dove si possono leggere i versi in latino e in italiano della suggestiva leggenda di Liscari e Iole. La traduzione in italiano venne fatta dal Ressi con lo pseudonimo di Adrasto Ideseo e per questo fu lodato anche dal Pontefice Pio VI. Il suo ingresso nella scena storica di fine Settecento si ebbe però con la sua adesione ai nuovi principi rivoluzionari a seguito della discesa delle truppe Napoleoniche in Italia. In occasione della Costituzione della Confederazione Cispadana pubblicò l’opera Principi universali per un piano di costituzione democratica (Ferrara 1797), seguita da un Saggio politico-filosofico (Ferrara 1797) offerto ai deputati neoeletti dei Comizi Cispadani. Le vicende personali si inseriscono e si intrecciano con la storia nazionale segnata dall’occupazione napoleonica della Romagna, dalla costituzione della Repubblica Cisalpina e del Dipartimento del Rubicone. È un periodo in cui si diffondono le idee di libertà e di uguaglianza e cominciano a farsi strada le aspirazioni di Indipendenza e di Unità che porteranno al Risorgimento.

Dopo l’unione della Cispadana alla Cisalpina, il 27 novembre 1797 Ressi venne nominato dallo stesso generale Napoleone Bonaparte membro del Consiglio dei Juniori in rappresentanza del dipartimento del Rubicone. Chiamato a far parte del comitato di costituzione si occupò soprattutto di finanza, prendendo più volte parte alla discussione relativa ai beni ecclesiastici e all’organizzazione del credito. Durante il suo primo soggiorno milanese Ressi si unì in matrimonio con Anna Moscati, figlia di Pietro, celebre medico, membro del primo Direttorio cisalpino e futuro senatore del napoleonico Regno d’Italia: A seguito della vittoria di Marengo e del ritorno dei francesi in Italia iniziò la sua lunga carriera universitaria a Pavia, ricoprendo la nuova cattedra di scienze politico-economiche. Nel 1801 fu deputato ai Comizi di Lione per la costituzione della Repubblica Italiana in rappresentanza dell’Università di Pavia e l’anno dopo fu eletto membro del Collegio dei dotti di Bologna. Con la proclamazione del Regno entrò a far parte del Consiglio legislativo e dal 1808 venne nominato rettore dello Studio. In quello stesso anno, in applicazione della riforma dell’istruzione varata dal Regno d’Italia il 15 novembre, assunse l’insegnamento di economia pubblica del Regno e diritto commerciale secondo il codice di commercio. Nel suo ruolo istituzionale si fece promotore di vari progetti di legge. Mantenne i rapporti con la sua città natale e in particolare su problematiche riguardanti questioni importanti per la comunità cervese, tra le quali le saline. Continuò il lavoro universitario a Pavia assumendo la cattedra di statistica europea e poi di economia e statistica. A questi anni risale la sua opera più importante: Dell’economia della specie umana (I-IV, Pavia 1817-1820). Ressi fu uno dei primi intellettuali chiamati a collaborare al Conciliatore, con tre contributi fra il settembre del 1818 e il maggio del 1819. Aveva pronto altri contributi ma il periodico fu soppresso dalle autorità austriache. anche se altri quattro erano già pronti per la stampa al momento della soppressione del periodico da parte delle autorità austriache. Nel frattempo era finita l’esperienza napoleonica, era subentrata la Restaurazione. Gli austriaci erano di nuovo tornati nel Lombardo Veneto. In Romagna e a Cervia era tornato il dominio temporale della Chiesa. Il Ressi continuava ad insegnare nell’Università di Pavia, ma attorno a lui si alimentava un clima di sospetto, che lo porterà nel giro di alcuni anni al carcere e alla morte. Annota Umberto Foschi in una sua biografia di Adeodato Ressi:Nel 1821 iniziò per lo studioso e scienziato il periodo più triste della sua vita. Per il suo forte amore verso la Patria, espressa anche con la sua collaborazione a  fu dall’Austria chiuso nelle carceri di Murano unitamente a Pellico, Maroncelli, Confalonieri, Oroboni ed altri che ardentemente desideravano un’Italia libera dal giogo straniero. La sua denuncia e condanna avvennero in un modo strano. Un giovane suo scolaro si recò da lui per cose di studio. Il discorso cadde sulla Carboneria e Adeodato Ressi ne parlò con lui senza fini propagandistici. Il giovane fu poi arrestato e durante un’interrogazione subita dalla polizia, dichiarò che aveva parlato della Carboneria coi professori Ressi e Romagnosi. Ressi fu condannato a morte e la pena gli fu poi mutata in cinque anni di carcere duro. Ma il giorno prima che gli fosse resa nota la sentenza, lontano degli amici, dai parenti e dalla moglie che tanto amava, morì fra ceppi e catene in un carcere orrendo dell’isola di San Michele” (tratto da Umberto Foschi. Pagine di storia, cultura e tradizioni, a cura di Renato Lombardi – Cervia, Centro Grafico, 2007) ”. Nei documenti conservati nell’Archivio Parrocchiale dell’isola di San Michele, sta scritto che Adeodato Ressi morì all’età di 54 anni il 18 gennaio 1822. A lui il Consiglio Comunale di Cervia dedicò una lapide marmorea collocata nel 1882, nel sessantesimo anniversario della sua scomparsa, nell’atrio del Palazzo comunale di Cervia. Ci fu una grande partecipazione di popolo per questo evento. Vennero letti messaggi di adesione di Aurelio Saffi e del sindaco Di Murano. Di rilievo è anche una commemorazione di Adeodato Ressi a cura di Luigi Rava nel primo centenario della morte (1922) nella Regia Accademia delle Scienze di Bologna, che portò l’anno successivo alla pubblicazione: Adeodato Ressi (1768-1822), con scritti inediti del Ressi.

Ad Adeodato Ressi sono intitolati una via del Centro storico in prossimità di Piazza Garibaldi. È intitolata anche una scuola media (Ressi-Gervasi), a seguito dell’unificazione di due scuole precedenti. Il bicentenario della morte di Ressi non può essere solo la rievocazione di un personaggio importante, ma deve suggerire anche alcune iniziative che devono vedere coinvolte, la città di Cervia, le sue istituzioni culturali e l’associazionismo culturale della nostra città. Non si parte da zero. Già nel 2021 in occasione del bicentenario della morte di Napoleone Bonaparte (1769-1821) sono state realizzate iniziative a cura dell’associazione culturale Menocchio in collaborazione con l’Archivio storico e con la Biblioteca comunale di Cervia. Pregevoli ricerche d’archivio sono state realizzate da Luca Bagnolini e Cristina Poni sulla Cervia dell’epoca della dominazione napoleonica (1796-1814), che costituisce un periodo importante della storia cervese. Basti pensare alla soppressione dell’ex Convento degli Agostiniani e all’istituzione dell’Ospedale Civile di Cervia. Basti pensare agli otto registri della popolazione (di cui attualmente quattro in restauro) dell’Archivio Napoleonico. Basti pensare all’operato della chiesa in quel periodo e del vescovo di Cervia Bonaventura Gazola (dal 1795 al 1820), poi nominato cardinale nel 1824 da Papa Leone XII. Su questo periodo importanti studi e ricerche sono state effettuate da Enzio Strada, con la scoperta di un’importante relazione sulla storia e sulla realtà della salina di Cervia all’inizio dell’Ottocento pubblicata nell’opera a cura del Gruppo Culturale Civiltà Salinara: Enzio Strada: Cervia. Altre spigolature, altre curiosità, altri inediti dal 1500 al 1948: lotta per la sopravvivenza.(Forlì, Risguardi Edizioni, 2018). Un altro tema di grande interesse è ricostruire la storia della scuola dedicata ad Adeodato Ressi. Questi sono solo alcuni dei temi che si possono sviluppare partendo dal bicentenario della morte di Adeodato Ressi.