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Darsena Beer Fest il 27, 28 e 29 maggio con l’Unità di Strada di Ravenna e il programma Sicuramente Insieme: bere in modo consapevole fa bene

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Come davanti alle discoteche d’estate. Come a GiovinBacco in autunno. Sulla banchina davanti al Darsenale, alla Festa della Birra del 27, 28 e 29 maggio, ci saranno anche loro: gli operatori dell’Unità di Strada di Ravenna che da anni portano avanti la loro battaglia sulla prevenzione del rischio, soprattutto fra i giovani. È un modo anche per raccogliere l’invito del Prefetto di Ravenna Castrese De Rosa a organizzare feste in cui non si inciti il pubblico ad alzare troppo il gomito.

È quasi tutto pronto per la Ravenna Darsena Beer Fest prima edizione, che prenderà corpo in Darsena di Città dal 27 al 29 maggio, tutte le sere dalle 18 e la domenica anche a pranzo dalle 12. Una festa con birre artigianali del territorio, food truck con street food, mercatino, dj set e musica tutte le sere a cura di Radio Bruno e in più, la domenica mattina, con l’arrivo della Ravenna MusicRace al Darsenale.

La Darsena Beer Fest è il nuovo evento dedicato alla birra artigianale e allo street food – prodotti sempre più diffusi e popolari, soprattutto fra i giovani – che nell’intento degli organizzatori Darsenale e Birra Bizantina ha l’ambizione di diventare un appuntamento annuale in Darsena di Città, luogo simbolo della rigenerazione urbana cittadina. Un luogo destinato ad attrarre non solo i ravennati, ma ragazzi e cittadini dei territori limitrofi e i turisti italiani e stranieri. A questa prima edizione saranno presenti 7 produttori con le loro birre artigianali del territorio: Birra Bizantina, Bajon, Delira, La Mata, Noiz, Mazapegul, PLB Craft Beer. Anche per il cibo di strada l’esordio è all’insegna delle imprese locali: Darsenale Bizantina, Casa Spadoni/Mercato Coperto, Aspasso Buona Romagna, Sbrino, Loverie, Sushina.

Ma il flusso di pubblico darà soddisfazione anche alle altre attività che gravitano sul porto di città. Non manca infatti il mercatino, che con i produttori di luppolo, Il Giardino delle Luppole, apre la fila delle bancarelle più varie di Events Market Diem. L’originalità di questo appuntamento sta anche nella collaborazione con il Ravenna MusicRace Beer Edition. Il Ravenna Runners Club, che organizza la Maratona di Ravenna, collabora infatti con Birra Bizantina in modo che i podisti della MusicRace possano gustare freschissima birra in vari punti ristoro del percorso con partenza e arrivo al Darsenale, domenica 29 maggio. La Darsena Beer Fest gode del patrocinio del Comune di Ravenna.

Al weekend dedicato alla birra, come dicevamo, partecipa anche l’Unità di Strada di Ravenna (dalla collaborazione fra AUSL Romagna UO Dipendenze Patologiche di Ravenna e Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Ravenna) con il programma Sicuramente Insieme: gli operatori con il camper della UdS e l’infopoint saranno presenti per dare informazioni sul consumo consapevole di  alcol, distribuire flyer informativi, gadget ed etilometri monouso: sarà anche possibile testare la propria alcolemia prima di mettersi alla guida.

“Crediamo che sia importante essere presenti in questi eventi perché siamo convinti, così come indica la strategia dei quattro pilastri (lotta al traffico, prevenzione, cura e riabilitazione, riduzione del danno) che oggi l’Unione Europea propone agli Stati membri tramite l’Osservatorio di Lisbona, che la prevenzione e la riduzione del danno siano fondamentali. Una prevenzione fatta in prossimità, nei luoghi frequentati delle persone e dai giovani, affrontando queste tematiche con le persone, parlando anche di come valori e credenze influenzino le scelte dei singoli individui” dichiarano Sara Sternini (psicologa psicoterapeuta UO Dipendenze Patologiche Ravenna AUSL Romagna), Barbara Ciani (funzionaria Assessorato alle Politiche giovanili del Comune di Ravenna) e Luca Balducci (educatore professionale UO Dipendenze Patologiche Ravenna AUSL Romagna).

Birra
etilometro

Cos’è l’Unità di Strada Ravenna – Programma Sicuramente Insieme

Già da diversi anni l’UO Dipendenze Patologiche di Ravenna e l’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Ravenna sono impegnati nell’attuazione d’interventi a sostegno del settore giovanile sia da un punto di vista sanitario sia da un punto di vista sociale con l’obiettivo della promozione del benessere psicofisico e della prevenzione della dipendenza in tutte le sue forme. Dopo anni di sperimentazioni, il Comune di Ravenna e l’Azienda AUSL della Romagna hanno ritenuto opportuno unificare e coordinare gli interventi alla luce dell’omogeneità e della coerenza complessiva delle azioni di progetto.

Da questa collaborazione è nato il progetto “Unità di Strada Ravenna”: il progetto si declina in due aree d’intervento che rappresentano un continuum nella vita degli adolescenti/giovani: educativa di strada anche con interventi in gruppi spontanei di giovani; interventi formativi/informativi nei luoghi di aggregazione giovanile formali ed informali.

Stiamo vivendo un’epoca storica in cui isolamento e distanza diventano forma di responsabilità sociale. Questo porta altresì a rimodulare il rapporto con l’altro, i legami di fiducia, le relazioni di prossimità: l’evitamento piuttosto che il contatto, la distanza piuttosto che la comunanza, la solitudine piuttosto che il gruppo stanno riconfigurando cosa significhi “fare comunità”. Ma il concetto di rapporto con l’altro è cruciale nel mondo giovanile, soprattutto in quello adolescenziale per definizione. I giovani, per la fase di vita in cui si trovano, dovrebbero vivere di esplorazione e di relazione nel ‘fuori’ per costruire la propria identità. In questi mesi di pandemia quello che abbiamo potuto osservare è che gli adolescenti e i giovani adulti manifestano il loro bisogno primario di relazione, di contatto con l’altro. Una buona parte avviene tramite l’attività online, ma molti utilizzano la strada piuttosto che altri luoghi di aggregazione, più o meno informali, per entrare in relazione con l’altro. Mai come in questo periodo abbiamo capito che i giovani non sono “malati di social” ma che non possono rinunciare alla socialità anche inscrivendone i comportamenti a rischio che, in adolescenza, sono un modo per mettersi alla prova.

Le Unità di Strada sono promosse da AUSL, Enti locali e Terzo Settore e fanno riferimento al sistema regionale delle funzioni di prossimità di cui alla delibera n. 1533/2006 “Approvazione prime linee di indirizzo regionali in tema di prevenzione e di contrasto del consumo/abuso di sostanze psicotrope”. Nel Piano sociale e sanitario 2008-2010 della Regione Emilia-Romagna, le funzioni di prossimità svolte dalle UDS sono riconosciute formalmente all’interno di una più vasta area di attività e di interventi rivolti alla popolazione giovane.

Il Piano Sociale e Sanitario della regione Emilia Romagna,(2017-2019) contempla l’educativa di strada, le unità di strada (il cosiddetto “lavoro di strada”) come “esempio di quei servizi dedicati come interventi o spazi intermedi tra la casa e i servizi stessi (residenziali e non), connotati da una maggiore vicinanza ai bisogni e da una dimensione relazionale meno formale, meno “istituzionale”. In questi contesti l’operatore professionale aiuta a sviluppare le occasioni di scambio e i legami di fiducia, promuove e sostiene le strategie di protezione individuale e di attivazione delle proprie capacità, presidia e supporta situazioni di difficoltà o di urgenza, o stimola la domanda di aiuto e attiva accompagnamenti da parte dei servizi del territorio”.

L’“Unità di Strada Ravenna” è composta di un gruppo di 7 educatori provenienti dal Consorzio Selenia, tutti opportunamente formati e con diversi anni di esperienza nel lavoro con i giovani e da operatori dell’U.O. Dipendenze Patologiche che partecipano agli interventi sul territorio dell’Unità di Strada. Gli obiettivi principali del progetto sono la sensibilizzazione rispetto all’uso di alcol e sostanze, promozione della salute, dare un’informazione il più possibile oggettiva e pragmatica sugli stili di vita a rischio cercando di creare una cultura su alcol e sostanze che possa prevenire la dipendenza/l’uso problematico. Tutto volto al promuovere una riduzione del rischio e ad attivare consapevolezza e responsabilità legate ai consumi di sostanze psicoattive (legali ed illegali), a realizzare una maggiore conoscenza sui comportamenti a rischio (sesso non protetto, guida in stato di ebbrezza, bullismo, danni alla salute ecc.), acquisendo una maggiore educazione alla legalità, in un’ottica di responsabilizzazione e tutela della salute propria e della collettività. Un altro obiettivo importante è quello di creare e sostenere una rete tra servizi che diventa fondamentale quando si cerca di promuovere la salute. Tali obiettivi sono perseguiti tramite la prossimità, la relazione, la vicinanza: tramite la relazione con le persone incontrate in strada, piuttosto che in altri luoghi più o meno formali, si cerca di entrare nella dimensione con l’altro, con il rispetto della specificità di ognuno e con la capacità di essere flessibili a seconda della persona con cui si entra in relazione.

Il progetto, soprattutto nel periodo estivo, vede intensificare la sua attività con interventi di prossimità sul territorio, realizzati tramite la presenza di un camper e di un infopoint nei luoghi del divertimento giovanile, nei contesti ricreativi e, più in generale, nei luoghi di aggregazione. Durante gli interventi si creano relazioni con le persone attraverso le quali si danno informazioni, si distribuiscono flyer informativi, gadget ed etilometri monouso. Tutti gli interventi sono effettuati nell’assoluto rispetto delle normative in merito ai dispositivi di protezione individuale e di distanziamento sociale vigenti in un ottica di sicurezza per gli operatori e per i fruitori dei servizi.

Il continuum tra le varie attività sul territorio è rappresentato senza dubbio dalle attività “social” che vedono impegnati gli stessi operatori del progetto. Gli interventi realizzati in questi mesi e che saranno riproposti nei mesi futuri si declinano in post, dirette, video creati ad hoc, ecc…. Tutta l’attività online è stata preceduta da un’adeguata formazione rivolta a tutti gli operatori coinvolti, che vedrà una seconda edizione nei prossimi mesi.

Sara Sternini – psicologa psicoterapeuta UO Dipendenze Patologiche Ravenna AUSL Romagna

Barbara Ciani – funzionaria Assessorato alle Politiche giovanili del Comune di Ravenna

Luca Balducci – educatore professionale UO Dipendenze Patologiche Ravenna AUSL Romagna

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