Quantcast

Gli archivi dell’UDI Ravenna si presentano alla città: oltre 2.600 foto e documenti disponibili alla consultazione

Più informazioni su

Lunedì 30 maggio alle 17.30, alla Casa delle Donne in via Maggiore 120, l’Archivio Udi aprirà le proprie porte alla cittadinanza. Una occasione per conoscere da vicino il ricco patrimonio documentario e fotografico (migliaia di documenti, oltre 2600 fotografie e circa 600 manifesti, oltre alla collezione  di «Noi Donne») che racconta la storia dell’associazione a partire dal 1945, nonché per presentare i progetti di riordino, fruizione e ampliamento che hanno interessato l’archivio negli ultimi anni.

Grazie all’impegno e alla volontà della Rete regionale Archivi Udi, al sostegno e contributo della Fondazione del Monte e della Regione Emilia Romagna, l’Archivio Udi ravennate ha infatti riordinato secondo criteri conformi il ricchissimo archivio fotografico, ora suddiviso per temi e facilmente consultabile, ed ha inoltre proceduto al riordino e catalogazione di una parte consistente della documentazione, quella dal 1983 ad oggi, finora non accessibile.

Interverranno esponenti dell’ Amministrazione comunale di Ravenna e degli Enti coinvolti, Patrizia Luciani della Cooperativa “Le Pagine” per la parte documentaria, l’archivista Dario Taraborrelli per l’archivio fotografico, la storica Laura Orlandini e la presidente della Rete regionale degli Archivi Udi, Katia Graziosi. Saranno presenti inoltre Claudio Leombroni, dirigente Area biblioteche e archivi della Regione Emilia Romagna, e Stefano Allegrezza, docente di archivistica dell’Università di Bologna.

L’impegno per rendere l’archivio interamente fruibile e più facilmente consultabile proviene dalla volontà di mettere a disposizione questo materiale prezioso a quanti vorranno avviare percorsi di studio e di ricerca, a laboratori didattici per le scuole e a tutta la cittadinanza interessata. La storia del movimento femminile è una parte importante della storia del nostro territorio, ed offre numerose possibilità di studio e riflessione, oltre ad essere un patrimonio imprescindibile della nostra storia civile.

Più informazioni su