Beaches Brew. Ultima giornata sulla spiaggia dell’Hana-Bi per il primo grande festival musicale dell’estate

L’undicesima edizione del festival Beaches Brew – organizzato da Bronson Produzioni – si congeda nel migliore dei modi, con una serata, giovedì 9 giugno, che vedrà sfilare in concerto cinque tra le più interessanti e coinvolgenti realtà delle nuove frontiere della musica dance e world, psichedeliche, punk e retrofuturiste provenienti dagli angoli più remoti del pianeta.

Si inizia alle 20 con le sonorità tra ricerca e tradizione folk del Sud Italia di Go Dugong, poi ecco il mix di afro pop, guayla e dub degli svizzeri AMAMI, seguiti dalla band indonesiana Senyawa, che mixa le influenze di Java con la sperimentazione più intransigente. Quindi spazio alla miscela tra strumenti a corde della tradizione orientale ed elettronica dei francesi Ko Shin Moon, mentre sarà la cosmic disco-funk del duo olandese YĪN YĪN a salutare il pubblico fino alla prossima estate. Prima dei concerti, speciale warm-up con i dj set curati dagli artisti presenti al festival, mentre l’aftershow è affidato a Dj Fitz.

GIOVEDÌ 9 GIUGNO ore 20.00 | Hana-Bi

YĪN YĪN NL
Ko Shin Moon FR
Senyawa ID
AMAMI CH
Go Dugong IT
Dj Fitz UK [aftershow]

Go Dugong è il moniker di Giulio Fonseca, produttore, DJ e musicista italiano di base a Milano. Cultore di suoni globali, nelle sue produzioni innesta ritmi, lingue, strumenti, field recording e campioni provenienti da tutto il mondo filtrati attraverso l’influenza psichedelica. Go Dugong è anche ideatore e fondatore del collettivo Balera Favela (assieme ai producer e dj Ckrono e prp).

Fra un arcipelago giapponese e una richiesta d’amore in italiano, il nome del trio di Ginevra resta ancora un mistero. E lo stesso possiamo dire per la loro musica: inclassificabile. Fra la dance hall, l’afro pop, guyala, con reminiscenze dub e suoni mediorientali, gli AMAMI tracciano una strada unica nel panorama musicale internazionale. Fondati dal tastierista e bassista Inès Mouzoune, Raphaël Anker (Imperial Tiger Orchestra) all’EVI, le percussioni e le drum machines e Gabriel Ghebrezghi ai synth e alla voce, gli AMAMI nascono prima di tutto come un luogo di incontro e sperimentazione. Come le loro origini (Eritree per Gabriel, Italiane e Svizzere per Raphael e Bulgare e Marocchine per Ines) anche il loro sound è una fusione di diverse sensibilità musicali: elettronica, tradizionale, dub e sperimentale. Con “Giant”, EP uscito a settembre 2019, gli AMAMI hanno posto le basi di un universo privo di confini che si fonde senza complesse ritmiche dance hall, ritmi tropicali e dub inebrianti. Il loro primo album Soleil è un gioiello grezzo, una colonna sonora pop, street e terribilmente moderna guidata da una band euforica. Applausi furiosi, ritmi ipnotici, bassi profondi, sintetizzatori taglienti e voci con accenti soul e pop creano uno strano cocktail, una frenetica danza postmoderna.

Il Senyawa di Jogjakarta incarna gli elementi uditivi della musica tradizionale indonesiana mentre esplora la struttura della pratica musicale sperimentale, spingendo i confini di entrambe le tradizioni. La loro musica raggiunge un perfetto equilibrio tra le loro influenze d’avanguardia e il patrimonio culturale per creare nuova musica indonesiana veramente contemporanea. Il loro suono è composto dalle abili tecniche vocali estese di Rully Shabara che punteggiano i suoni frenetici del costruttore di strumenti, la strumentazione moderno-primitiva di Wukir Suryadi. Invenzioni come la sua “Lancia di bambù” realizzata a mano; uno spesso stelo di bambù teso con strisce a percussione della pelle dell’animale lungo corde d’acciaio laterali. Amplificato fonde elementi della tradizionale strumentazione indonesiana con la distorsione della chitarra da garage. Sonicamente dinamico, lo strumento può essere ritmicamente percussivo da un lato mentre viene melodicamente piegato e pizzicato dall’altro. Hanno collaborato e suonato con molti musicisti importanti come Yoshida Tatsuya, Otomo Yoshide, Lucas Abela, KK Null, Keiji Haino, Rabih Beiani, Trevor Dunn, Greg Fox, Sophia Jernberg, Arrington De Dionysus, Melt Banana, Jon Sass, Damo Suzuki, Jerome Cooper, Oren Ambarchi, David Shea e Kazu Ushihashi.

Ko Shin Moon nascono nel 2017, all’incrocio tra gli strumenti a corda tradizionali orientali e le macchine per musica elettronica. Dopo aver trascorso quattro anni in India a collezionare strumenti folk, Axel Moon ha scoperto che il suo vecchio amico Niko Shin aveva avviato uno studio di registrazione pieno di sintetizzatori analogici e apparecchiature vintage. Da questo paradiso privato, i Ko Shin Moon creano melodie ibride e ultraterrene in cui la psichedelia incontra la space disco, e bağlama elettrico e riff di oud abbracciano le armoniche del sitar. In linea con le opere di Haruomi Hosono (il nome della band è un riferimento a un suo album di musica esotica), Ko Shi Moon attingono da un vasto lignaggio di sperimentatori ed esploratori musicali come David Byrne, Bill Laswell, Jah Wobble, Ryuichi Sakamoto e Clara Mondshine. Attraverso la sperimentazione stilistica, la band delinea un universo di contrasti. Il loro credo: eclettismo, cosmopolitismo e ibridazione. Sul palco, i brani musicali infuocati di Ko Shin Moon si dispiegano per creare un’esperienza di ascolto e danza coinvolgente.

YĪN YĪN nasce nell’estate del 2017, quando Kees Berkers (Baby Galaxy, YAYAYA) e Yves Lennertz (Bounty Island) iniziano a scrivere e registrare canzoni nella scuola di ballo di un remoto villaggio alle pendici dell’Altopiano di Doenrade, tra Olanda e Germania. Entrambi avidi collezionisti, con un archivio che copre ogni epoca e genere musicale, dalla loro musica emergono influenze molto eterogenee: utilizzando come punto di partenza la musica del sud-est asiatico tra 1960 e 1970, mischiandola con il proprio background sonoro e i propri interessi, le registrazioni danno vita ad un notevole set di brani che uniscono in maniera originale world music, disco, funk e musica elettronica.

Beaches Brew è presentato da Associazione Culturale Bronson con il supporto del Comune di Ravenna – Assessorato alla Cultura e di Regione Emilia-Romagna.

Come ogni anno, il festival mette a disposizione sul suo sito beachesbrew.com una serie di accomodation convenzionate e la possibilità di sostenere attivamente il lavoro del team con l’acquisto di braccialetti – Beaches Brew Wristbands – che al prezzo speciale di 50 euro danno la possibilità di riservare una sdraio sulla spiaggia dell’Hana-Bi per tutta la durata del festival e di ricevere il merchandising esclusivo del festival (oltre a cinque free-drink). È possibile acquistare il proprio braccialetto direttamente dallo store di Bronson Produzioni a questo link: https://www.bronsonproduzioni.com/store/hana-bi/beaches-brew-2022-wirstband-support-beaches-brew/

Tutti gli aggiornamenti in tempo reale sul festival e sui suoi protagonisti sul sito e sulle pagine facebook del festival.
L’artwork originale della IX edizione di Beaches Brew è opera di Lorenzo “Loreprod” Anzini, artista e graphic designer di base a Rimini.