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All’ISIA di Faenza una conferenza dedicata a “Augusto Betti. Artista e designer”. E visita guidata al MUST

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Giovedì 23 giugno 2022 alle 17.30, ISIA Faenza organizza un conferenza dedicata ad Augusto Betti, artista e designer faentino, docente di Metodologia della progettazione all’ISIA di Faenza dal 1981 al 1983. Introduce e modera Maria Concetta Cossa, Direttrice di ISIA Faenza; intervengono Giovanna Cassese, Presidente ISIA Faenza, Massimo Isola, Sindaco del Comune di Faenza, Lucio Angelini, Dirigente Settore Territorio, Gherardo Tonelli, Direttore Paradisoterrestre, Giorgio Gurioli, designer e docente ISIA Faenza e l’architetto Silvia Maggi. La conferenza si terrà a Palazzo Mazzolani, Corso Giuseppe Mazzini, 93, ad ingresso libero fino a esaurimento posti.

Pur vivendo e operando per tutta la vita nella sua città natale, Faenza, con le sue ricerche Betti arriva a risultati straordinari, intrecciando l’attenzione ai materiali, il coinvolgimento dell’osservatore, la rilevanza dell’aspetto casuale e dell’intuizione nel processo creativo, progettuale e filosofico: la serie “cassette” nelle quali si diverte a inserire elementi che creano giochi di luce e di movimento mutevoli a seconda del punto di vista, e, tra le opere di design, la poltrona Noodle (1967, riedizione Paradisoterrestre 2022), la lampada da terra Parete luce (1967) e la poltrona e il divano Prisma (1971).

La conferenza è collegata alla retrospettiva Trasversale. Pulsazione. Ritmo che fino al 30 giugno Galleria Paradisoterrestre dedica ad Augusto Betti (Via De’ Musei 4, Bologna). L’intento della mostra è offrire al pubblico l’opportunità di (ri)scoprire questo straordinario artista, apprezzato da grandissime personalità come Giulio Carlo Argan e Lucio Fontana, ma rimasto per lo più sconosciuto al grande pubblico.

In parallelo alla retrospettiva, saranno esposte nelle sale della biblioteca “Bruno Munari” di ISIA Faenza due progetti di Augusto Betti: la poltrona Noodle e un pannello della serie Scatola dei Sentimenti.

La poltrona Noodle nesce negli anni ‘60 durante una lezione ai suoi studenti, mentre spiegava l’importanza dei gesti liberi nella generazione delle idee, Betti prende uno dei suoi segni e gli dona tridimensionalità trasformandolo in una poltrona. Amante delle tagliatelle fatte a mano col mattarello, rivede nella sua creazione la stessa forma e così la chiama Noodle, sottolineando anche nella scelta del nome l’importanza di lasciare spazio alle intuizioni.

“Nella Scatola dei Sentimenti l’armonia è determinata dall’incontro di due elementi. Uno più uno non fa due: c’è il valore aggiunto del rapporto tra di loro che è immenso”. Così Augusto Betti descrive la sua opera enfatizzando anche il contrasto tra l’esterno, rigido e geometrico, e l’interno dell’artefatto, dove sono racchiuse la sorpresa, la poesia, la pulsazione. Due aspetti in apparenza opposti ma in realtà complementari.

In occasione della conferenza, alle 16 è prevista una visita al MUST – Museo Settore Territorio del Comune di Faenza, in cui sono esposti alcuni lavori di Augusto Betti.

Augusto Betti (1919-2013) rimane orfano a soli nove anni ed è costretto a lavorare in una bottega ceramica, riuscendo a frequentare i corsi serali della locale Scuola Comunale di Disegno.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, che lo vede impegnato in missioni in Nord Africa, Grecia, Algeria, inizia a dipingere. Nel 1947 si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove ha per insegnanti, tra gli altri, Giorgio Morandi e Giovanni Romagnoli. Contemporaneamente lavora nel laboratorio di restauro pittorico di Decio Podio, dove acquisisce una notevole sensibilità e padronanza dei colori.
Nel 1955 decide di aprire un’attività con la moglie, iniziando a sperimentare le innumerevoli possibilità dei nuovi materiali di sintesi, focalizzandosi in particolare su trasparenze, colori ed effetti delle lenti. Collabora per molti anni con il Centro di Cibernetica e di Attività Linguistiche dell’Università di Milano e con il Centro Pio Manzù di Rimini. Nel 1965 viene chiamato ad insegnare Disegno Professionale all’Istituto d’Arte di Faenza, incarico che manterrà fino al 1984.
Ricercato da molte aziende, in Italia e all’estero, rifiuta perché non vuole lasciare la sua città natale. Nel 1980 assume la cattedra di Teoria della Percezione all’Istituto Industrie Artistiche di Faenza che terrà fino al 1986.
Nel 2001 il Comune di Faenza gli dedica la mostra Forme della vita al Palazzo delle Esposizioni e un’altra esposizione nel 2006 alla Galleria della Molinella. Al 2003 risale invece la mostra Riflessi promossa dal Comune di Palazzuolo sul Senio.

L’incontro si inserisce nel ciclo di conferenze dedicato ai saperi connessi alla progettazione di STANZE DEL FUTURO. Opere e ricerche, che comprende la programmazione culturale 2021/2022 dell’ISIA di Faenza.

Informazioni: info@isiafaenza.it

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