Un logo e una nuova identità grafica per Ravenna città del mosaico. Parte anche una campagna di affissione

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Il Comune di Ravenna con eee studio – duo di graphic designer costituito da Emilio Macchia ed Erica Preli con sedi a Bologna e Ravenna – ha dato vita ad un progetto di comunicazione denominato “Ravenna città del mosaico” presentato oggi 5 luglio in Municipio dal Sindaco Michele de Pascale, dall’Assessore alla Cultura Fabio Sbaraglia, dal nuovo dirigente della cultura Roberto Cantagalli e da Erica Preli. Si tratta – come ha detto la stessa progettista – di un “sistema di identità visiva dinamico, un’affermazione ed evoluzione del significato stesso del mosaico quale giustapposizione generativa, a partire da quei pieni e vuoti che costituiscono l’impianto possibile di una multiforme successione di forme e di senso, esattamente come avviene in ogni dinamica di comunità.”

“Il mosaico – ha dichiarato il sindaco Michele de Pascale – rappresenta per Ravenna una parte indispensabile e imprescindibile del suo dna. Senza mosaico non esiste Ravenna e senza Ravenna non esiste il mosaico. La fama della nostra città nel mondo è certamente legata all’eredità musiva paleocristiana e bizantina. Ma Ravenna ha saputo nel tempo riscoprire e rinnovare il suo rapporto con il mosaico, attraverso l’attività di restauro dei monumenti storici, la fondazione della scuola di mosaico in seno all’Accademia di Belle Arti nel 1924, la Biennale del mosaico e grazie al sapiente operato di diverse generazioni di restauratori, mosaicisti, artisti e intellettuali, insomma il mosaico dal Novecento fino ad oggi ha percorso molte vie. Proprio con il fine di valorizzare e confermare sempre di più Ravenna come punto di riferimento assoluto nella geografia internazionale del mosaico anche nelle sue declinazioni contemporanee, come centro nevralgico da cui partire, a cui arrivare o da cui necessariamente passare, per chiunque operi in ambito musivo, in questo programma di mandato ho voluto fortemente una delega specifica dedicata al Mosaico. Il sistema di comunicazione visiva che oggi presentiamo ha proprio l’obiettivo di definire e trasferire una narrazione chiara, approfondita e accattivante della tradizione e dell’anima musiva della città che trova le sue radici nella storia millenaria e peculiare dei mosaici paleocristiani, che si sviluppa florida nel presente attraverso una vivace scena contemporanea artistica e artigianale, ma sempre con lo sguardo rivolto al futuro coltivando e formando nuovi talenti e professionisti”.

“Il mosaico – ha aggiunto l’Assessore alla Cultura Fabio Sbaraglia che esordiva anche nella veste di titolare della delega al mosaico – è certamente l’anima profonda di Ravenna, è storia e futuro, è eccellenza artistica e vita quotidiana, è soprattutto metafora di un territorio che sa tenere insieme vocazioni differenti. Per questo abbiamo voluto intraprendere un percorso per valorizzare la città proprio a partire da questo suo essere. È nato così un sistema di comunicazione dinamico, fortemente e volutamente contemporaneo, che sia flessibile ai più diversi utilizzi e adattabile su differenti soggetti. Si tratta di una veste comunicativa che accompagnerà tutte le progettualità che verranno avviate sul fronte della valorizzazione del mosaico, ma che ha l’ambizione di suggerire una sempre più forte identificazione di Ravenna nel linguaggio musivo. Un esempio di questo è la prossima Biennale del mosaico, primo laboratorio di applicazione e sperimentazione di un’immagine coordinata che vuole coniugare, attraverso una lettura simbolica e non semplicemente mimetica del mosaico, la tradizione millenaria con le sperimentazioni dell’oggi, attraverso la ricchezza che caratterizza il mosaico oggi”.

Ravenna Città del Mosaico
Ravenna Città del Mosaico

Il sistema grafico su cui si fonda il progetto di comunicazione è basato su una griglia geometrica, costituita da uno schema di quadrati inclinati di 45 gradi. Utilizzando il linguaggio del mosaico e sintetizzandone i processi, è stata disegnata sulla griglia una lettera R, fatta appunto di pieni e vuoti. Un tipogramma basato su un linguaggio visivo sintetico e fluido capace di adattarsi a qualsiasi tipo di spazio che deve ospitarlo.

L’effetto visivo finale è un po’ straniante a dire il vero. Qualcuno di primo acchito ha visto nel nuovo logo un pavimento piastrellato. Insomma, non il massimo del carattere e della forza espressiva. Ma forse non c’è nulla di più post moderno e contemporaneo di un pavimento piastrellato. E con il tempo ci si farà l’abitudine come a qualsiasi pavimento che si calpesta ogni giorno. Certo la campagna di affissione per lanciare il marchio è tutta grafica e fredda assai: non è che renda particolarmente suggestiva e attrattiva la promessa di Ravenna Città del Mosaico.

Ravenna Città del Mosaico

Comunque, l’immagine coordinata che è emersa dal lavoro di studio e progettazione è già protagonista si diceva di una campagna di affissioni e di una promozione sul web e sulla carta stampata; consolidare infatti l’identità di Ravenna città del mosaico passa attraverso una capillare presenza sia sui canali social che sui siti istituzionali che sui quotidiani e i periodici al fine di diffondere una consapevolezza, che si articolerà con successivi interventi, su quanto pervasivo e fondativo sia il valore del mosaico per le espressioni culturali della città. Su tale campagna promozionale, articolata su interventi che continueranno nei prossimi mesi, si aggiungerà, ad estate inoltrata, la comunicazione della Biennale del mosaico, al fine di consolidare un’identità che costituisce per Ravenna un grande punto di forza. Quindi la Biennale adotterà la nuova identità visiva di Ravenna città del mosaico.

Del lavoro di studiare il nuovo logo per conto del Comune di Ravenna è stato incaricato eee studio senza indire una gara vera e propria. “Trattandosi di un importo ampiamente sotto la soglia, non è stata costruita una vera e propria gara. – ha dichiarato a noi l’Assessore Sbaraglia – Tuttavia pur non essendo obbligati dalla normativa, è stata fatta un’indagine di mercato attraverso la richiesta di tre preventivi a tre ditte diverse individuate secondo il principio di rotazione richiesto dal codice. All’indagine di mercato è poi seguita la trattativa diretta sul MEPA come prescritto dal codice, con la ditta che aveva presentato il preventivo più coerente e congruo con il servizio richiesto.”

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Commenti

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  1. Scritto da Rockfeller

    Beh, un ottimo copia/incolla del logo di Venaria Reale (cercare per credere).
    Chissà poi perchè l’assessore ha voluto specificare come si è arrivati all’assegnazione del lavoro… forse perchè gli assegnatari sono gli stessi che da anni organizzano a Ravenna anche il Fahrenheit 39 Art Book Fair? Ai posteri l’ardua sentenza.

  2. Scritto da Direttore

    L’Assessore ha risposto perché gli abbiamo fatto una domanda noi. LA REDAZIONE

  3. Scritto da marco74

    Dire che il logo è orribile è fargli un complimento!!

  4. Scritto da Libero

    Sembra impossibile ma sono risciti a farlo più brutto di quello di dante! :)))
    La borsa a tracolla poi è inguardabile, non c’è nessun richiamo al mosaico sembra la scacchiera per giocare a dama!
    Mettiamo pure che alla fine i soldi li diamo al marito della presidente del consiglio che guadagna con i nuovi aumenti 6mila euro al mese veramente non ci sono parole.
    Sempre gli amici, i parenti e i soliti noti. che vergogna.
    Ma anche se fosse stato fatto gratis è veramente una questione di opportunità e di morale. Veramente da nausea

  5. Scritto da enzo dalmonte

    vedremo i risultati che sortirà questa iniziativa.

  6. Scritto da Antonio

    “L’effetto visivo finale è un po’ straniante a dire il vero”. Se dobbiamo dire proprio il vero, quel logo è sbagliato sotto tutti i punti di vista. Sostanzialmente è una “R” maiuscola, ma sotto Ravenna viene scritta con la “r” minuscola… quindi qual è l’associazione tra il logotipo e la città? Poi, i mosaici sono un tripudio di tessere di diverse forme e colori, qui abbiamo una serie di quadrati tutti uguali che “gioca con il vuoto/pieno”, in pratica uno scopiazzamento della pixel-art, ma più brutto. E infine i colori, dove sono? Ce n’è uno solo, o al massimo due della stessa tonalità, chiaro-scuro, sembra un cruciverba venuto male, se prendiamo ad esempio il logo di Ravenna Tourism (https://www.turismo.ra.it/) ecco, quello rappresenta mille volte meglio il concetto di mosaico, a questo punto, perché non si usa quello? (quest’ultima è una domanda retorica).