Bagnacavallo, ecco la ricca stagione del Goldoni con Cevoli e Celestini, Lunetta Savino e Milena Vukotic, Binasco e De Capitani foto

Più informazioni su

È stata presentata questa mattina 1° agosto in conferenza stampa la Stagione 2022/23 del Teatro Goldoni di Bagnacavallo con cui si celebra la trentennale collaborazione tra l’Amministrazione comunale e Accademia Perduta/Romagna Teatri. Alla conferenza stampa hanno partecipato la Sindaca di Bagnacavallo Eleonora Proni, l’Assessora alla Cultura di Bagnacavallo Monica Poletti, la responsabile dell’Ufficio Cultura di Bagnacavallo Francesca Benini e Ruggero Sintoni, condirettore artistico di Accademia Perduta/Romagna Teatri.

La stagione promette di essere ricca, esuberante e sfaccettata, appassionata e, dopo due anni un po’ “sospesi”, anche “catartica”, per confrontarsi con il tempo presente, per divertirsi, per emozionarsi. Dal suo splendore architettonico (ricordiamo che il Goldoni è stato fotografato dal Maestro Hiroshi Sugimoto per la sua mostra personale “Le notti bianche”, esposta alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino), vero e proprio vanto per tutti i bagnacavallesi, si è sviluppato un “progetto Goldoni” quale Teatro d’Arte e popolare che, nell’imprescindibile alta qualità delle sue proposte, si rivolgesse indistintamente a tutti i pubblici di riferimento che “abitano” una comunità, tracciando percorsi artistici multiformi, votati all’ospitalità di un ampio raggio di diverse espressioni dello spettacolo dal vivo, nonché un Teatro che, con gli spettacoli realizzati da Accademia Perduta/Romagna Teatri, diventasse un Centro di Produzione di rilevanza nazionale.

La Stagione Teatrale 2022/23 del Goldoni sarà un ulteriore passo nella direzione di questo “progetto” e porterà a Bagnacavallo importanti spettacoli, privilegiando un segno autorale spiccatamente contemporaneo: Lucy Kirkwood, Melania Mazzucco, Florian Zeller, Cyril Gely tra gli altri. Prestigioso e autorevole, popolare ed eterogeneo è il parterre di interpreti che calcheranno da protagonisti il palcoscenico bagnacavallese: Valerio Binasco, Ferdinando Bruni, Paolo Cevoli, Elio De Capitani, Teresa Mannino, Pino Micol, Elisabetta Pozzi, Lunetta Savino, Milena Vukotic. Un ampio catalogo che sarà ulteriormente arricchito da Ascanio Celestini, Maurizio Donadoni, Gianluca Ferrato, Daniela Giovanetti, Alvia Reale e MaMiMò Centro Teatrale che saranno ospitati per la seconda edizione di “Teatri d’Inverno”, il cartellone dedicato alla nuovissima drammaturgia che si sviluppa “in rete” su tutti i Teatri gestiti da Accademia Perduta e che a Bagnacavallo porterà alcuni dei suoi appuntamenti di spicco.

Da sempre luogo privilegiato per prove, allestimenti e debutti, la nuova Stagione Teatrale ospiterà la “Prima nazionale” di La madre di Florian Zeller, nuova co-produzione di Accademia Perduta interpretata da Lunetta Savino e la “Prima” del nuovo allestimento di Così è (se vi pare) di Pirandello diretto da Geppy Glejieses e interpretato da Milena Vukotic e Pino Micol.

Gli spettacoli del cartellone principale saranno programmati, come nelle ultime Stagioni, su doppio turno permettendo così, grazie a una permanenza più lunga in città, di proseguire con la bellissima iniziativa degli Incontri con gli Artisti ospitati negli spazi del Ridotto. Ampia e altamente qualificata sarà come sempre l’offerta teatrale per le giovani generazioni, modulata sulle rassegne Favole e Teatro Scuola e anticipata, in occasione delle celebrazioni di San Michele da due spettacoli prodotti da Accademia Perduta: Il lupo e i sette capretti della compagnia TCP Tanti Cosi Progetti e Re tutto cancella del Teatro Perdavvero.

Grazie alla consolidata collaborazione con Accademia Bizantina e Ottavio Dantone, la musica colta di Bagnacavallo Classica (rassegna che sarà dettagliatamente presentata prossimamente) sarà nuovamente protagonista al Goldoni, ampliando così l’offerta culturale per il pubblico così come, per gli amanti delle trazioni, torneranno le rappresentazioni in lingua vernacolare portate in scena da alcune delle più amate compagnie del territorio (i programmi di Teatro Scuola, Bagnacavallo Classica e teatro dialettale saranno presentati prossimamente).

Paolo Cevoli

LA STAGIONE DEL GOLDONI

L’inaugurazione della Stagione 2022/23 del Teatro Goldoni sarà affidata all’irresistibile comicità di PAOLO CEVOLI e al suo nuovissimo spettacolo Andavo a 100 all’ora. Il celebre comico, nonno con 2 nipotini all’attivo, immagina di raccontare ai figli dei suoi figli com’era la vita quando lui era un bambino. Cose che oggi sembrano assurde: non c’era internet, i telefoni avevano la rotella, la TV era in bianco e nero; non c’erano il politicamente corretto, la raccolta differenziata, gli “apericena”. Un racconto personale che attraversa tutta la vita di Cevoli fino ai giorni nostri per comprendere le nostre radici e ridere di noi stessi (lunedì 21 e martedì 22 novembre ore 21).

ELISABETTA POZZI, insieme a Giovanni Crippa e Francesca Ciocchetti, sarà poi protagonista di The Children, un testo di Lucy Kirkwood diretto da Andrea Chiodi che affronta le problematiche e i conflitti più intimi e privati dei personaggi insieme a temi universali, morali e collettivi, in un intreccio intonato e ricco di equilibrio. Hazel e Robin, ingegneri nucleari in pensione, vivono in un cottage sulla costa della Gran Bretagna mentre il mondo intorno a loro sembra cadere a pezzi. Il loro desiderio di una vita tranquilla e il bisogno di tornare a un’apparente normalità dopo il terribile disastro ambientale che ha messo in ginocchio la città vengono violentemente messi alla prova dall’arrivo di Rose, una vecchia amica e collega, che si presenta con una richiesta che cambierà per sempre la loro vita e riporta a galla le complessità del loro passato (giovedì 1 e venerdì 2 dicembre ore 21).

VALERIO BINASCO dirige e interpreta un testo di Melania Mazzucco dalle forti tinte noir. Dulan la sposa è la storia di una coppia in luna di miele su una nave, tormentata dal fantasma di una ragazza trovata morta nella piscina del condominio eletto a loro nuovo domicilio. Dialogo dopo dialogo, tra loro emergono inquietanti interrogativi: chi era quella giovane donna? L’uomo la conosceva? Si è trattato di un suicidio o di un atto violento? In questa spirale di domande e congetture l’immagine di una sposa orientale si insinua all’interno della storia. “Dulan” è la parola indiana che indica la sposa (mercoledì 14 e giovedì 15 dicembre ore 21).

Seguirà la “Prima” del ri-allestimento di Così è (se vi pare) di Luigi Pirandello, interpretato da MILENA VUKOTIC e PINO MICOL per la regia di Geppy Gleijeses. Scritta nel 1917, quella che, con i Sei personaggi, è forse la più bella commedia di Pirandello, presenta il vano tentativo di far luce, in una città di provincia, sull’identità della moglie del nuovo segretario di Prefettura: si tratta della figlia della Signora Frola, come questa sostiene con assoluta certezza? Oppure quella donna è morta tra le macerie di un terremoto e la moglie del segretario è tutt’altra persona (com’egli sostiene)? Così è, se vi pare: ognuno di noi ha la sua verità! (martedì 17 e mercoledì 18 gennaio alle ore 21).

TERESA MANNINO presenterà poi il suo nuovissimo spettacolo comico Il giaguaro mi guarda storto (martedì 7 e mercoledì 8 febbraio ore 21), per poi lasciare il palcoscenico alla “Prima nazionale” di La madre, pièce di Florian Zeller interpretata da LUNETTA SAVINO per la regia di Marcello Cotugno. Co-prodotto da Accademia Perduta/Romagna Teatri con Compagnia Molière e Teatro di Napoli/Teatro Nazionale, lo spettacolo indaga con estrema acutezza il tema dell’amore materno e le possibili derive patologiche a cui può condurre. La partenza del figlio, ormai adulto, viene vissuta da Anna, la protagonista, come un tradimento, abbandono del nido, a cui si aggiunge una decadenza dell’amore coniugale in atto da tempo (sabato 18 e domenica 19 febbraio ore 21).

Chiude il cartellone Diplomazia di Cyril Gely, produzione del Teatro dell’Elfo interpretata da FERDINANDO BRUNO ed ELIO DE CAPITANI. Il generale Dietrich von Choltitz, governatore di Parigi durante l’occupazione nazista, e il console svedese Raoul Nordling, nella notte tra il 24 e il 25 agosto 1944 si fronteggiano in uno scontro verbale senza esclusione di colpi. Il generale ha ricevuto l’ordine perentorio da Hitler di radere al suolo la città e sterminare i suoi abitanti e il console usa tutta la sua capacità dialettica e arte diplomatica per convincerlo a disobbedire all’ordine del Führer. Due bellissimi personaggi che offrono ai registi dell’Elfo, De Capitani e Frongia, la materia viva per un nuovo affondo nella storia del ‘secolo breve’. Libertà, destino e responsabilità individuali: grandi temi di ieri e di oggi che sul palcoscenico s’illuminano di tutta la loro attualità (mercoledì 19 e giovedì 20 aprile ore 21).

Ascanio Celestini

TEATRI D’INVERNO

Nella Stagione 2022/23 Accademia Perduta/Romagna Teatri presenta la seconda edizione di TEATRI D’INVERNO, un’unica mappa progettuale estesa a tutta la Rete di Teatri gestiti dal Centro di Produzione (Bagnacavallo, Cervia, Faenza, Forlì, Meldola) e dedicata alla drammaturgia contemporanea, al teatro del nostro presente, sulla quale sono tracciati percorsi artistici ed espressivi diversi, a loro volta aperti su differenti e molteplici visioni.

Un progetto ambizioso, un teatro contemporaneo di parola e azione focalizzati sull’epoca che stiamo vivendo, che abbiamo vissuto o che vivremo, che si sviluppa in oltre 30 spettacoli e che al Teatro Goldoni porterà alcuni dei suoi appuntamenti di punta.

Inaugura il percorso, sabato 26 novembre alle ore 21, ASCANIO CELESTINI con Museo Pasolini, spettacolo realizzato in occasione del centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini. Celestini si interroga su come potrebbe essere un ipotetico museo dedicato al poeta, scrittore e regista nato a Bologna nel 1922. Attraverso le testimonianze di chi l’ha conosciuto, ma anche di chi l’ha immaginato, amato e odiato, Celestini “compone” questo museo partendo dalle domande: qual è il pezzo forte del Museo Pasolini? Quale oggetto dobbiamo cercare? Quale oggetto dovremmo impegnarci ad acquisire da una collezione privata o pubblica, recuperarlo da qualche magazzino, discarica, biblioteca o ufficio degli oggetti smarriti? Cosa possiamo comunicare attraverso di lui? E infine: in quale modo dobbiamo esporlo? Un accorato omaggio a quella che è una delle icone fondamentali del Novecento culturale italiano.

Martedì 6 dicembre alle ore 21 DANIELA GIOVANETTI e ALVIA REALE presentano Cuòre: sostantivo maschile di Angela Di Maso. Lo spettacolo nasce come un dialogo pubblico sul Teatro, sulla morte, sulla nostra vita. E, si prova ad andare, senza pudore, in luoghi della propria memoria e della propria intimità, nel tentativo di trasformare la propria vita in qualcosa di collettivo. Così tra autobiografia e incubi, la voce umana diventa quella di animali, per poi trasformarsi in passi di danza, in ricordi di note cantate. Fino all’incontro davanti ad un Teatro chiuso, per dirsi che nonostante tutto non è finita. L’ultimo spettacolo sarà meraviglioso…

Tratto da Les garçons et Guillaume, à table di Guillaume Gallienne, Tutto sua madre, adattato da Tobia Rossi e diretto da Roberto Piana, è una grande prova d’attore di GIANLUCA FERRATO. Un monologo talmente ricco di personaggi da sembrare una commedia. La particolarità è che tutti questi personaggi sono interpretati da un unico attore in una sorta di girandola da trasformista della parola e della voce. Un testo nel quale si ride tanto, si fanno le dovute riflessioni sui condizionamenti familiari e si capisce come qualsiasi (ri)nascita, sia provvidenziale, auspicabile o addirittura necessaria, anche quando si tratta di un coming-out al contrario! Lo spettacolo, in scena sabato 17 dicembre alle ore 21, è la storia di un ragazzo e poi di un uomo che, attraverso peripezie e avventure, cerca di affermare la propria eterosessualità in una famiglia che, invece, lo aveva già catalogato come omosessuale.

Giovedì 19 gennaio alle ore 21 MAURIZIO DONADONI presenterà il suo “documentario teatrale” Matteotti Medley. Una via, un corso, una piazza Giacomo Matteotti esistono in molte città d’Italia. E se qualcuno vuole sapere da noi come ci si arriva gli si risponde con relativa facilità. Se però ci viene chiesto a bruciapelo chi era Giacomo Matteotti, pochi tra noi saprebbero andare oltre un generico: “deputato socialista ucciso dai fascisti nel…”, con naufragio immediato a partire dalla data esatta. Che si sappia così poco della storia di questo “inutile eroe”, grazie al cui sacrificio – con quello di tanti altri – oggi viviamo in libertà, è un peccato. Matteotti medley ripercorre questa storia alternando il racconto dei fatti a citazioni da musiche all’epoca popolari: dalle marcette squadriste, agli stornelli contro il Negus, dalle musiche da ballo alle canzoni d’amore diffuse dalle radio Balilla, agli esperimenti di quella musica colta d’avanguardia che, proprio nei primi del ‘900, era in cerca, con scandalo dei benpensanti, d’inaudite sonorità.

Il Centro Teatrale MAMIMÒ chiude la “pagina” bagnacavallese di Teatri d’Inverno, martedì 28 febbraio alle ore 21, con Stelle nere, uno spettacolo di Fabio Banfo che ne è anche interprete con Cecilia Di Donato e Umberto Petranca. Lo spettacolo è ispirato alla storia di Osvaldo Valenti e Luisa Ferida, una coppia di famosi attori del cinema italiano degli anni ’30, che ha continuato a girare film per la Repubblica di Salò, fino al 1944, mentre l’Italia era nel pieno dell’occupazione nazista e della guerra di liberazione. La loro vicenda si intreccia con quella della Banda Koch, feroci cacciatori di prigionieri politici, che nelle celle segrete della famigerata Villa Triste di Milano, torturarono e uccisero decine e decine di vittime, mentre ai piani alti si consumavano feste e orge a base di alcol e cocaina. Osvaldo e Luisa pagheranno un prezzo altissimo per aver frequentato quel luogo e, con il loro destino, andrà perduto anche il loro ultimo film, quasi che l’arte, insieme agli uomini si sia voluta vendicare della loro complicità con il Male, cancellandoli.

TUTTE LE INFO ANCHE SU BIGLIETTI E ABBONAMENTI Teatro Goldoni 2022-23

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di RavennaNotizie, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.