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Russi, il Collegium Pro Musica a San Giacomo

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Ritorna con due date sul territorio di Russi anche quest’anno la rassegna concertistica "I luoghi dello spirito e del tempo", iniziativa del Collegium Musicum Classense, quest’anno alla 14esima edizione, che coniuga da sempre appuntamenti (gratuiti) con la musica classica a luoghi di interesse architettonico e paesaggistico.
Il primo appuntamento russiano dell’agosto 2009 è fissato per giovedì 13 agosto alle 21 nella splendida cornice della chiesa di Palazzo San Giacomo con il Collegium Pro Musica (Stefano Bagliano al flauto, Federico Guglielmo al violino, Erich Oskar Huetter al violoncello e Andrea Coen al cembalo) in un programma intitolato: "Dal Barocco al Classicismo, musiche per trio con clavicembalo".

Collegium Pro Musica
Fondato nel 1990 e diretto dal flautista Stefano Bagliano, è una formazione specializzata nel repertorio barocco eseguito secondo lo stile dell’epoca su copie di strumenti originali, con un organico che varia dal trio all’orchestra. I suoi componenti hanno alle spalle un’intensa attività concertistica a livello internazionale, in collaborazione con famosi musicisti e complessi europei di musica antica.

"Quando pensiamo alla musica classica oggi, siamo abituati ad identificarla con un repertorio soprattutto strumentale: sinfonie, sonate, concerti, quartetti… In realtà la nostra percezione deriva da un’idea di musica che si è instaurata principalmente nell’Ottocento e nei paesi di lingua tedesca, aiutata dallo sviluppo della disciplina della musicologia storica che nasce proprio in quegli anni e in quei paesi. Prima di ciò era tuttavia la musica vocale ad avere preponderanza e a godere di maggior importanza e considerazione. Il processo di "slittamento" avviene gradualmente, e passa attraverso l’opera di molti degli autori presenti nel programma di oggi. Paradossalmente potremmo individuare in Arcangelo Corelli, violinista e compositore italiano, la molla che fa scattare in tutt’Europa l’interesse per la musica strumentale e per la sonata in particolare: le sue pubblicazioni faranno scuola in Francia, Germania, Inghilterra, e costituiranno la base per la creazione di un solido linguaggio strumentale. A lui e ad altri italiani si ispira l’opera di J. M. Leclair, violinista virtuoso e compositore di sonate che mescolano stile italiano e francese. Le stesse influenze troviamo in Telemann, che scrisse addirittura sonate "corelisantes" ma che ritroviamo qui con un quartetto parigino nel quale l’ispirazione francese è evidente soprattutto nei tempi lenti. Con Haydn e Mozart passiamo infine alla parte "classicismo" del programma: entrambi provengono da una zona dell’Europa in cui la tradizione di prassi strumentale, soprattutto per quel che riguarda gli strumenti a fiato ma non solo, era molto presente: a loro si deve in buona parte il consolidamento delle forme e dei modelli di scrittura che in seguito diverranno "classici": sonata, trio, quartetto, sinfonia, in tutto in uno stile limpido ed equilibrato che si è lasciato ormai alle spalle l’estro barocco e nel quale si intravedono già le prime avvisaglie del romanticismo in arrivo".

"I luoghi dello Spirito e del Tempo" fanno tappa nuovamente a Russi, questa volta al giardino della Rocca "Terzo Meandri", giovedì 27 agosto alle 21 con l’ensemble Musica Officinalis, ossia Catia Gianessi (voce, tapan, tamburello), Gabriele Bonvicini (ghironda, nyckelharpa, voce), Massimo La Zazzera (bansuri, chalumeau, duduk, flauti, bouzouki, voce), Igor Niego (gaida bulgara, kaval, clarinetto, darbouka, def), Walter Rizzo (musa polifonica, kaval, bombarde) e Roberto Romagnoli (tapan, duf, darbouka, sansula) in un programma intitolato "Rosa bianca e vermiglia – Musica antica e tradizionale della penisola italiana".

Musica officinalis è una realtà concreta. Dieci anni di lavoro sulla musica e gli strumenti acustici. Curriculum invidiabile, tra festival in Italia e all’estero. Musicisti di alto livello, ognuno con esperienze molto diverse alle spalle ed in corso, con collaborazioni di livello internazionale. Connubio assolutamente originale tra la non comune interpretazione della musica antica e tradizionale e l’uso di strumenti rigorosamente tradizionali o copie di strumenti antichi. Alcuni, come le percussioni, le bombarde e le cornamuse, costruiti direttamente dai componenti del gruppo, Roberto Romagnoli e Walter Rizzo.

Con questo nuovo lavoro Musica Officinalis rende omaggio alla sua terra rimanendo nel solco della musica antica e tradizionale e arricchendolo con composizioni originali. A condurre la trama, lungo la quale si sviluppa il concerto, sono le laudi di Cortona, risalenti al xiii secolo e nate nel fervore religioso seguito alla predicazione di San Francesco. Una vera e propria sintesi tra musica antica e popolare che l’ensemble fa rivivere con la consueta originalità negli arrangiamenti e che ha valso al gruppo l’apprezzamento e la stima di molti musicisti ed esperti del settore.

Lo strumentario è tra i più ricchi, inusuali, affascinanti e dal forte sapore evocativo: cornamuse, cornamuse polifoniche, bombarde, flauti dritti (flauti dolci), traversi (bansuri) ed obliqui (kaval), nickelharpa, ghironde, bouzouki, saz, duduk, percussioni, chalumeau e, non ultima, una voce femminile di grande carattere e spessore artistico. Ne risulta un concerto unico, uno spettacolo che coinvolge il pubblico catturato, oltre che dalle musiche, dagli strumenti e dalle capacità dei musicisti, anche dalla comunicazione gestuale e verbale.

Tutti i concerti sono ad ingresso gratuito.

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