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Gusto e tradizione, l’avventura dei vini Gaja

La cantina Gaja, sin dalle origini, rappresenta un vero e proprio sinonimo di qualità. La fondazione dell’azienda risale al lontano 1859, quando fu inaugurata la sede storica di Barbaresco: il merito dell’iniziativa spetta a Giovanni, il trisnonno capostipite di una famiglia di estimatori ed esperti dell’ambito vinicolo. Le vicende dei vini Gaja proseguono nel secolo successivo, fino all’acquisizione di due vigneti in Toscana tra il 1994 e il 1996. Stiamo parlando di quello di Pieve Santa Restituta a Montalcino e di quello di Bolgheri, che consentirono ai produttori di espandersi e di farsi conoscere anche in altre aree della nostra penisola. La cantina si è affermata sempre di più come un autentico punto di riferimento nel settore, grazie al contributo delle diverse generazioni che si sono succedute alla guida. Dal 2004 le redini sono nelle mani di Angelo Gaja, della moglie Lucia e delle figlie Rossana e Gaia. L’insegnamento dei grandi maestri del passato non viene mai perso di vista, ma è costantemente conciliato con una spiccata tendenza all’innovazione.

Una vision improntata agli antichi valori

La filosofia aziendale è basata su alcuni importanti pilastri, tra cui l’amore per la tradizione, per la terra, per la famiglia. In quest’ottica, per esempio, nasce un vino come il celebre Gaja & Rey, dedicato alla primogenita di Angelo e alla nonna Clotilde Rey. Al tempo stesso, non si rinuncia a una certa modernità che si traduce prevalentemente nell’utilizzo di strumenti all’avanguardia e di tecniche volte a limitare gli sprechi. La tutela dell’ecosistema è essenziale per il clan Gaja: la connessione con la natura è solida e profonda, e ha come conseguenza un metodo fondato sulla sostenibilità e sulla riduzione dei consumi. I processi di lavorazione della materia prima sono ispirati all’arte enologica del trisnonno Giovanni, e sono sottoposti a regolari migliorie in modo da ottenere prodotti sempre più pregevoli. I Gaja non hanno mai smesso di studiare, di fare ricerche, nonché di rafforzare il legame con il territorio. La culla di questo vino è il Piemonte: il clima è adeguato allo sviluppo dei vigneti, poiché non è troppo freddo ed è ventilato al punto giusto. Ciò consente di preservare le piante dall’oidio e dalle altre malattie fungine. Anche il terreno è perfetto per la crescita della vite: è soffice, ben drenato, ricco di sostanze nutrienti e contraddistinto da un pH neutro. Sono caratteristiche ideali per i vitigni locali, come il Barbaresco, il Nebbiolo e il Barbera.

Consigli sugli abbinamenti dei vini Gaja

I vini della cantina Gaja sono ottimi in compagnia dei secondi di carne: ci riferiamo in particolare agli arrosti, agli stufati e alle grigliate, il cui sapore viene valorizzato dal gusto intenso e dal bouquet complesso di un Costa Russi, di un Barbaresco o di un Sori San Lorenzo. Simili prodotti enologici sono consigliati anche con i primi piatti a base di carne, specialmente con i ragù. Tuttavia non bisogna dimenticare i risotti di montagna, ai funghi o al tartufo, la cui delicatezza si sposa in maniera eccellente con il sentore aromatico delle creazioni Gaja. Ciò non significa, però, che un rosso non possa enfatizzare la bontà del pesce, delle insalate, dei minestroni e delle pietanze etniche. In effetti, i vini in oggetto sono versatili e indicati anche per le vivande più leggere. Il loro profumo floreale e fruttato si abbina bene persino con alcuni dessert, soprattutto se al cioccolato fondente.

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