Sindacati: “Luci e ombre sulle nuove modalità per la denuncia dei redditi”

Si può accedere al 730 compilato solo online, tramite un CAF o un professionista delegato oppure richiedendo un codice PIN

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Scrivono in un comunicato Cgil, Cisl e Uil della Provincia di Ravenna: “In questi giorni è “ufficialmente” iniziata la campagna denunce redditi ed i CAF di CGIL-CISL-UIL di Ravenna sono impegnati, come gli anni passati, nel fornire ai propri associati ed ai cittadini l’assistenza fiscale (mod. 730/unico). In realtà il 15 aprile u.s. abbiamo assistito al debutto del famoso (o sarebbe meglio dire famigerato..??) MODELLO 730 PRECOMPILATO che in base ai proclami dei mesi scorsi aveva l’obbiettivo di semplificare, ridurre la burocrazia e i costi legati all’elaborazione del MOD. 730″.

 

“Lo scopo dichiarato – continua il comunicato – dall’Amministrazione Finanziaria era quello di mettere a disposizione dei cittadini (circa 20 milioni di dipendenti e pensionati) la DICHIARAZIONE DEI REDDITI PRECOMPILATA con l’obbiettivo di cambiare per la prima volta il rapporto fisco-contribuente.
Nella realtà, restano ancora molti dubbi sulla reale semplificazione del sistema”.

“Infatti, – precisa il comunicato – diversamente da quanto annunciato, la dichiarazione dei redditi precompilata non è inviata direttamente a casa ma può essere confermata o modificata e trasmessa solo mediante l’accesso al sito internet dell’Agenzia delle Entrate.
L’accesso alla dichiarazione precompilata è possibile delegando un CAF o un professionista abilitato oppure richiedendo un apposito PIN personale che però espone il contribuente al rischio di sanzioni in caso di errore.
La procedura individuale appare alquanto complicata, soprattutto per gli anziani che hanno poca dimestichezza con pc e internet e che quindi sono spinti a rivolgersi, come di consueto, ad un CAF abilitato”.

“In conclusione, – affermano i sindacati nel comunicato – pur apprezzando lo sforzo di arrivare ad una semplificazione del sistema fiscale italiano, ad oggi l’approccio del Legislatore è stato eccessivamente burocratico, complicando ulteriormente le procedure fiscali invece di semplificarle, introducendo eccessivi obblighi come quello della delega preventiva per l’accesso alla dichiarazione precompilata che sta creando disagi e ritardi si ripercuotono sui contribuenti”.

“Anche sul versante della riduzione dei costi per il cittadino, l’obbiettivo dichiarato dal Fisco è lontano dall’essere raggiunto.
Il sovraccarico di lavoro richiesto ai CAF, unitamente alla responsabilità fiscale dei CAF stessi che dovranno farsi carico, in caso di errore, non solo di sanzioni e interessi, ma anche della maggior imposta eventualmente non corrisposta allo stato, rischia di far lievitare i costi di elaborazione”.

“I CAF di Cgil, Cisl e Uil – si legge a conclusione del comunicato – che già si devono misurare con le nuove procedure per il rilascio delle attestazione Isee, richiedenti tempi più lunghi (quasi il doppio) rispetto alle precedenti, sono impegnati al massimo per fornire ai propri associati ed ai cittadini in generale, un servizio fiscale a costi contenuti, pur in presenza di tutte le criticità sopracitate che auspichiamo vengano risolte per poter parlare finalmente di una RIFORMA, che possa chiamarsi tale, del FISCO ITALIANO”.

                                                      

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