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Andrea Babbi si dimette dall’Agenzia nazionale del turismo

Il dg dell'ente all'Ansa: "La politica non conosce il turismo e non ama il turismo"

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Andrea Babbi, ravennate doc e direttore generale dell’Enit, l’Agenzia nazionale del turismo dal settembre 2012 lascia il suo incarico a poche ore dall’approvazione del nuovo Statuto dell’ente. Lo ha reso noto lo stesso Babbi in una intervista all’Ansa, che l’ex dg riporta anche su Facebook.

Babbi spiega di avere annunciato le sue dimissioni in una lettera a Matteo Renzi il 2 giugno e a Dario Franceschini l’11 giugno ma la decisione era nell’aria da tempo. “Avevo già detto al ministro che avrei chiuso la mia fase con la fine del commissariamento – prosegue Babbi nella nota all’Ansa – , quindi già a novembre, e poi c’è stata questo ritardo e una riforma, che doveva essere fatta in 4-5 mesi, si è protratta finora. Ho accettato questa sfida per servire il mio paese e il mio turismo come meglio ho potuto, prima per 6 mesi al ministero e poi per quasi tre anni all’Enit. Non rinnego niente, anche delle difficoltà e delle amarezze”.

Prosegue Babbi: “Il 3 luglio torno alla ‘mia’ notte rosa e alla mia romagna. Insomma farò turismo, anziché sentirne solo parlare. Torno al turismo attivo, alle imprese, ai servizi, alla formazione. lascio con sollievo e con un po’ di amarezza. Sono rattristato perché in fondo la politica non conosce il turismo e non ama il turismo e non ha capito quello che abbiamo tentato di scrivere nel piano strategico assieme ad altre cento persone, che il turismo è la leva per far crescere il nostro paese e basterebbe veramente poco. Si era parlato di 100 milioni, non solo per la promozione, ma per la riqualificazione in generale. Il turismo, poi, ha bisogno di persone che fanno e non che disfano, la tela di Penelope spero che prima e poi finisca”.

Babbi conclude ricordando che lascia dopo l’approvazione di un bilancio “in cui sono stati tagliati i costi come mi era stato chiesto. Ho tagliato le spese generali del 16%, i costi del personale del 6,8%, stiamo discutendo con i sindacati perché da 100 ore di straordinario del 2014 siamo passati a 70 e ho chiesto un ulteriore taglio”.

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