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Oil&Gas. Franco Nanni (Roca): “Senza nuovi investimenti a Ravenna il settore offshore chiuderà”

Per il numero uno Roca, le opportunità estrattive in Adriatico sono frenate da "falsi ambientalisti": significa import di gas dall'estero, con più costi, sia economici che ambientali

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Franco Nanni del Roca non la manda a dire e, di ritorno dal “Tavolo del Petrolchimico”, organizzato dalla Regione Emilia Romagna, è decisamente tranchant il suo commento sulla situazione dell’offshore ravennate: “Il settore dell’oil&gas ravennate è in profonda crisi. Se non ci saranno nuovi investimenti, sarà destinato a chiudere“.

“Falsi ambientalisti  – ha aggiunto – si oppongono alla ripresa degli investimenti adducendo che il metano dell’Adriatico verrà sostituito da energia pulita. Grande falsità, perché il metano dell’Adriatico viene sostituito da metano importato, con maggiori costi e maggior inquinamento per il trasporto”.  

Una delegazione di imprenditori associati al ROCA ha partecipato nelle scorse settimane anche alla conferenza internazionale sulle esplorazioni e produzione di idrocarburi in acque profonde MCE Deep Water Development svoltasi a Milano il 9, 10, 11 aprile. Dalla conferenza, le aziende ROCA hanno cercato di trovare nuove opportunità di attività lavorativa. “Infatti, con l’aumento continuo di consumo di petrolio – commenta il presidente Nanni – le esplorazioni sono indirizzate in acque sempre più profonde. Recentemente l’ENI ha messo in produzione il gas dal giacimento di Zhor nell’offshore egiziano”.

ROCA partecipa anche al progetto europeo Vanguard, sponsorizzato dalla Regione, con lo scopo, fra l’altro, di studiare nuove tecnologie per ricavare energia pulita dal mare (specie eolico offshore). Il ROCA sarà poi presente a Roma ad una riunione organizzata dal Ministero dello sviluppo economico, dal Ministero degli affari esteri e dal CNR sullo sfruttamento delle risorse minerarie dai fondali marini. “Anche questa attività potrebbe dare nuove opportunità di lavoro per le aziende del ROCA”, chiosa Nanni.

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