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Berkan B. Rossi (AP): entro luglio il bando, entro l’anno il recupero e lo smaltimento

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“Se avessi i pieni poteri e non dovessi rispettare tutte le leggi e le procedure necessarie in quanto amministratore pubblico, avrei già risolto il problema della Berkan B. Ma quelle leggi e quelle procedure vanno rispettate. Sono tante e sono complesse. A chiacchiere si fa presto, nei fatti quando si deve operare nel rispetto delle norme diventa tutto più complicato.” È questo il pensiero espresso dal Presidente di Autorità Portuale Daniele Rossi nella conferenza stampa di oggi 7 giugno a proposito del caso Berkan B e del bando di gara ormai imminente per il recupero e lo smaltimento della nave.

La nave ha avuto tante traversie fino al colpo di grazia finale: il collasso strutturale che ha portato recentemente al semiaffondamento nel Canale Piombone e allo sversamento in acqua di una certa quantità di sostanze inquinanti, a cui si è provveduto immediatamente con misure di messa in sicurezza temporanee, in attesa della soluzione radicale del problema.

La Berkan B dal 2010 è posta sotto sequestro conservativo dal Tribunale civile di Ravenna. La nave turca è rimasta sequestrata sino al novembre del 2016, quando una società italiana se l’è aggiudicata all’asta giudiziaria. Tale Società, dopo poche settimane, l’ha venduta ad altra Società, che richieste di procedere alla demolizione in loco del relitto. A qualche mese dall’inizio dei lavori di demolizione, realizzati si è poi scoperto in modo improvvido, la Società proprietaria comunica di avere ceduto la stessa imbarcazione ad un altro soggetto (ora è di proprietà di un artigiano demolitore, italiano; in Autorità Portuale non precisano di più).

Proprio i lavori di demolizione avviati e realizzati in modo approssimativo – tanto che l’ASL ha riscontrato sul cantiere numerose violazioni di norme in materia di igiene e sicurezza sul lavoro che hanno portato al sequestro preventivo del relitto della Berkan B disposto dal GIP di Ravenna nel marzo 2018 – avrebbero danneggiato la struttura della nave che è poi collassata quest’anno. Ora, dopo le opportune e complesse verifiche, scatta il piano di recupero e smaltimento del relitto e di messa in sicurezza di tutta l’area. Un piano difficile e costoso – dice Rossi – che l’Autorità Portuale sta mettendo a punto sotto la regia della Prefettura e coinvolgendo tutte le autorità competenti (Arpae, Asl, Capitaneria di Porto), che dovrà essere portato a termine entro la fine di quest’anno. 

Daniele Rossi precisa: “Si entra nella fase più delicata dell’intervento sulla Berkan B. Dopo il collasso della nave siamo intervenuti per impedire che  sversasse in pialassa e nel canale con panne assorbenti, e per impedire anche che la nave potesse cadere nel Canale Piombone e ne mettesse a rischio la navigabilità. Oggi la situazione è sotto controllo. La nave è ragionevolmente in sicurezza. Ma vogliamo fare presto per recuperare il relitto e procedere allo smaltimento prima che si verifichino altre situazioni di rischio, derivanti per esempio da fenomeni stagionali avversi.”

Per questo AP sta mettendo a punto un bando di gara per ditte altamente specializzate nel recupero e nello smaltimento di questi relitti, bando che dovrebbe essere pronto alla fine di luglio e che sarà assegnato probabilmente entro agosto. Se tutto andrà liscio, all’inizio di settembre potrebbero iniziare i lavori che indicativamente dureranno due mesi, a meno di complicazioni. 

“Ma nel caso ci trovassimo di fronte a una nuova emergenza – ha precisato Rossi, affiancato dai suoi tecnici – attueremo una procedura d’urgenza, andando a un affidamento diretto.”

L’intervento è previsto con grandi mezzi, fino a 500 tonnellate, che procederanno a sezionare la nave e a portarla in pezzi in banchina, dove il relitto verrà definitivamente smaltito. Durante questi lavori potranno verificarsi disagi per la navigabilità del Canale Piombone, in ogni caso si tratterà di fermi temporanei. I lavori saranno portati a termine senza ostacolare l’attività terminalistica e non saranno invasivi per la pialassa, ha assicurato Rossi.

I costi sono notevoli – ma essendoci un bando pubblico da mettere a punto, è impossibile definire una cifra – e saranno sostenuti dall’Autorità Portuale che “in tutte le sedi e maniere cercherà di rivalersi sui vecchi proprietari della nave e sull’attuale proprietario – dice Rossi – per recuperare i soldi pubblici impegnati.”

In merito agli altri tre relitti presenti nel cosiddetto cimitero delle navi di Ravenna, Rossi ha affermato che si tratta di tre navi di armatori ukraini “rispetto alle quali non siamo stati ancora in grado di intervenire stante l’attuale quadro normativo.” Insomma, Rossi lamenta la complessità di norme e procedure nazionali e internazionali che impediscono di agire in tempi rapidi in situazioni come quella della Berkan B o delle altre tre navi.

“Per ottenere alcune notizie e documenti sulla Berkan B dalla Turchia abbiamo atteso oltre due mesi – ha detto – e non abbiamo ottenuto nemmeno tutte le informazioni utili. Ad oggi non sappiamo nemmeno esattamente cosa contiene la Berkan B e non è facile scoprirlo perchè, per ragioni di sicurezza, non possiamo mandare sommozzatori. Abbiamo usato un robot, che però non ci ha dato tutte le risposte che cercavamo. Si tratta di procedure delicate e complesse.” 

In riferimento alle accuse mosse a più riprese dal Meet Up grillino A riveder le stelle sul presunto ritardo e sulle presunte inadempienze rispetto al collasso della Berkan B, Rossi ha risposto secco che a lui non interessano né le chiacchiere di chi la fa sempre facile né le polemiche politiche spicciole. 

Infine sul Progetto Hub Portuale Ravenna il Presidente di AP non ha voluto fissare un appuntamento preciso, ma ha professato un certo ottimismo e ha detto che il mese di luglio protrebbe essere finalmente quello buono per il varo del bando che tutti aspettano.

A cura di P. G. C. 

 

IL PROMEMORIA DELL’AUTORITÀ PORTUALE

La nave Berkan B sin dal 2010 veniva posta sotto sequestro conservativo dal Tribunale civile di Ravenna. La nave rimane sequestrata sino al novembre del 2016, quando una società se la aggiudica all’asta giudiziaria. Tale Società, dopo poche settimane, la vende ad altra Società, la quale presenta le richieste di concessione dell’area per procedere alla demolizione in loco del relitto. Dopo qualche mese dall’inizio dei lavori di demolizione, la Società proprietaria comunica di avere ceduto la stessa imbarcazione ad un altro soggetto.

A questo stesso periodo – marzo 2018 – risale un sopralluogo dell’ASL, dal quale emergono le numerose violazioni di norme in materia di igiene e sicurezza sul lavoro che portano al sequestro preventivo del relitto della Berkan B disposto dal GIP di Ravenna. Da quel momento si è provveduto, da un lato, ad ingiungere al proprietario del relitto ed alla società concessionaria la rimissione in pristino dell’area e, dall’altro, dal mese di luglio 2018 a compiere numerosi e regolari interventi di controllo con posizionamento di panne galleggianti allo scopo di prevenire rischi di carattere ambientale, come richiesto dalla Capitaneria di Porto.

Da allora la Berkan B è stata anche oggetto di una costante attività di monitoraggio dello stato dei luoghi effettuata in sinergia con la Capitaneria di Porto di Ravenna. A causa del progressivo peggioramento delle condizioni del relitto, accertato tramite le attività di monitoraggio svolte, nell’ottobre 2018 l’Autorità Portuale avanza istanza al Tribunale di Ravenna richiedendo di essere autorizzata ad accedere al relitto sotto sequestro al fine di porre in essere gli interventi necessari alla messa in sicurezza dello stesso. Ottenuta tale autorizzazione ed effettuati diversi sopralluoghi con gli altri Enti coinvolti (Capitaneria di Porto ed ASL) l’AdSP è in grado, nel gennaio 2019, di produrre il progetto per la messa in sicurezza del relitto.

Sono stati infatti necessari oltre due mesi solo per riuscire a recuperare parte dei disegni strutturali della Berkan B dai registri navali della Turchia, indispensabili per la redazione del progetto di intervento e per la predisposizione del relativo bando di gara. Mentre si sta predisponendo la procedura di gara, a causa di un improvviso peggioramento delle condizioni di stabilità del relitto, nel febbraio del 2019 vi è una fuoriuscita di una sostanza oleosa che rimane totalmente contenuta all’interno delle panne galleggianti già precedentemente posizionate. A questo punto, anche dietro richiesta della competente Capitaneria di Porto, vista la sopravvenuta criticità della situazione, l’Autorità Portuale provvede ad attivare con procedura di somma urgenza le imprese incaricate di mettere in sicurezza il relitto.

In data 5 marzo 2019, immediatamente prima che si completassero le operazioni di messa in sicurezza, il relitto della Berkan B affonda parzialmente; ciononostante, l’attività intrapresa veniva ultimata con modalità adeguate alla mutata situazione di fatto. Contestualmente, sempre su richiesta della Capitaneria di Porto, è stato disposto il posizionamento di un’ulteriore fila di panne d’altura mentre prosegue l’attività di monitoraggio da parte di questa Autorità, della stessa Capitaneria nonché della Società concessionaria del servizio antinquinamento nel Porto di Ravenna.

L’attività di recupero, bonifica e demolizione e riciclaggio del relitto della Berkan B verrà assegnata a seguito di una gara aperta ad operatori internazionali il cui bando sarà predisposto sulla base di un progetto redatto da specialisti in collaborazione con i tecnici dell’Autorità Portuale. Considerata la complessità delle operazioni da porre in essere, detta gara sarà indirizzata a società con esperienza consolidata nel recupero di relitti e/o in attività di salvage. Il recupero si presenta inusualmente difficoltoso, rispetto a casi simili, a causa della mancanza di informazioni circa il reale stato della nave e l’eventuale presenza di materiali inquinanti oltrechè dalla non ortodossa pregressa operazione di demolizione che ne ha irrimediabilmente indebolito la struttura fino a provocarne il collasso.

La difficoltà nel reperire molte informazioni fondamentali derivano dalla impossibilità di ispezionare l’interno del relitto per motivi di sicurezza; le sole rilevazioni e controlli possibili sono stati infatti effettuati mediante robot sottomarino. Il progetto definitivo di recupero e smaltimento sarà perfezionato nelle prossime settimane per poterlo subito dopo condividere con tutti gli Enti competenti. Di seguito verranno intraprese tutte le procedure previste dalla legge per l’affidamento dei lavori che dovrebbero iniziare il prossimo mese di settembre per poi giungere alla completa rimozione del relitto entro il corrente anno.

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