Estate difficile per il turismo ravennate. Per Filippo Donati (Assohotel) servono “più collegamenti e innovazione”

Dopo un maggio da dimenticare e un giugno e luglio non esaltanti, siamo al giro di boa per la stagione turistica estiva ravennate. Se gli imprenditori balneari, complici gli eventi meteorologici avversi di inizio stagione, si può dire che un po’ piangano, purtroppo anche la città non è che si “scompisci dalle risate”, per così dire. Facendo un bilancio di metà stagione, questa è la sintesi che salta immediatamente all’occhio, dalle parole di Filippo Donati, presidente di Assohotel nazionale e vicepresidente dell’associazione alberghiera emiliano romagnola.

“In generale – commenta Donati -, si può dire che Cesenatico si lamenta meno di altri, Milano Marittima sembra andare meglio di Cervia, ma in definitiva, riuscire a confermare i numeri dell’anno scorso sarebbe già altamente positivo, visto l’andamento climatico di questa stagione. Stiamo perdendo molte quote di turismo straniero e dalla Regione siamo stati subito contattati per un incontro appena ci si è resi conto dei numeri. Ci sono però anche difficoltà nella competitività sul prezzo, per motivi che dipendono da fattori nazionali: qui i servizi costano molto più che altrove, è un dato. Con le prenotazioni, siamo indubbiamente più indietro dello scorso anno, bisogna vedere quel che riusciremo a recuperare all’ultimo momento”.

“I dati di maggio sulla destinazione città hanno un po’ annullato il boom che si era registrato tra gennaio ed aprile e ci hanno riportato con i piedi per terra – commenta Donati -. Giugno e luglio sono stati decisamente non esaltanti, nonostante ci siano due diversi ragionamenti da fare, su città e mare”.

IL MARE

“Per la destinazione mare, la nostra percezione – continua il presidente di Assohotel – è che forse il prodotto comincia ad essere un po’ stanco e andrebbe rinnovato, sia nell’offerta, che nei sistemi urbani, di trasporto, di collegamento. Bisognerebbe cominciare a fare qualcosa che guardi più alla prospettiva dei prossimi 50 anni e non dei prossimi due”.

L’idea di Donati è di rendere i lidi ravennati più accattivanti per il turista, anche sotto il profilo dell’arredo urbano, dell’accoglienza “visiva” che riceve il turista quando approda nelle nostre spiagge. “Maggior cura di aiuole e fioriere – commenta – o una fila di bandiere di tutti i principali Paesi del mondo, non saranno la soluzione ma di certo non guasterebbero, per fare un esempio”.

Poi ci sono da tenere insieme le esigenze di residenti e turisti. Molti dei lidi ravennati non sono solo località di vacanza, ma paesi con residenti stabili, oltre che località dove i ravennati hanno seconde case in cui si trasferiscono per la stagione estiva. Durante la settimana, poi, vanno a lavorare e hanno bisogno di riposo. Mentre il turista che arriva per una settimana di vacanza, vuole divertirsi e magari fare le ore piccole nei locali. E questo è un problema che andrebbe risolto ascoltando tutte le parti in causa. “È una sfida che si trovano davanti tutte le località di questo tipo, va affrontata”, commenta Donati.

I COLLEGAMENTI

Ma tornando all’annoso problema dei trasporti e dei collegamenti, la riflessione che fa il presidente di Assohotel guarda anche alla mobilità elettrica: “Ora stiamo approfondendo uno studio in collaborazione con ricercatori universitari, su destinazioni a scartamento elettrico. Non si parla solo di colonnine di ricarica, ma anche di asfalti speciali, che stanno testando in Olanda e che ricaricano automaticamente le auto elettriche che li percorrono. E a nuovi sistemi di fruizione del territorio, località più collegate con mezzi pubblici, in modo da invitare il turista a lasciare a casa l’auto.”

Più collegamenti con mezzi pubblici, meno auto, significa anche eliminare il problema dell’imbuto di traffico tra Modena Nord, all’innesto dell’Autobrennero, e Bologna, Castel San Pietro. “Lì – sottolinea Donati – sono ormai 10-15 anni che il traffico si ingolfa tutti i week end. L’autostrada non regge il numero di auto che la percorrono e i turisti sono condannati a file interminabili sotto il sole. Non è tollerabile”.

“Bisogna ragionare sulla possibilità di sostituire il fossile con il rinnovabile – aggiunge – e dare alternativa di trasporto: l’alta velocità dei treni, per frequenza e livello del servizio, ti convince a lasciare l’auto a casa. Ora Bologna si raggiunge bene; da un anno a questa parte, anche Ravenna. Ma quando sei sul territorio, senza auto non ci si muove. È ora di investire molto sulla connettività tra le varie località turistiche del mare e dell’entroterra”.

IL RAPPORTO CON LA POLITICA

Quando arriva il momento di esprimere un giudizio su quanto è stato fatto dalla politica per il turismo, Donati è molto realistico, ma magnanimo: “Le Amministrazioni stanno facendo del loro meglio, tutto è perfettibile ma la strada intrapresa è quella giusta. Noi siamo quelli più avanti come regione, anche nei rapporti tra amministrazioni locali e imprenditori. I processi di risoluzione dei problemi sono veloci. Siamo nel territorio giusto, anche se ci sono ritardi accumulati negli anni passati, da smaltire”.

LA CITTÀ

In città, “gli 8 siti Unesco ci rendono inaffondabili, sono dei galleggianti economici”, commenta Donati. Qui il turismo è culturale, chi viene lo fa per visitare le bellezze di Ravenna e per questo si sveglia presto la mattina e non tira mattina nei locali. “Non si presenta il problema che hanno le località di mare, di contrasto tra esigenze dei turisti e quelle dei residenti”.

Le domande che restano aperte sono però: non si starà sbilanciando un po’ troppo l’epicentro turistico sulla riviera, con gli stabilimenti balneari che fanno di tutto e rubano un po’ troppo spazio agli altri imprenditori, anche quelli della città? “Il modello turistico ravennate è comunque da rivedere nella concezione più ampia del termine”, conclude Donati.

Commenti

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  1. Scritto da Danilo

    Mi riferisco a m.di Ravenna dove si fa di tutto per disencivare il turismo.Appena finisce via Trieste sei accolto da una delle più brutte rotonde che mente umana possa immaginare,entri nel clou di Marina,”la palizzata”o ci sono i vigili del fuoco per esercitazioni o verniciano il faro o fanno toppe,il tutto nel periodo estivo,lo spettacolo di entrare in mare per tre km sarebbe bellissimo se non fosse che in bici fori regolarmente a causa del manto,se tenti con le infradito dopo un km sono da buttare.Non ci sono praticamente alberghi ne locali,sarebbe l’unica andare nei bagni dove fanno musica ma alle 24 STOP.Bagni dove se non ti pelano i gestori ci pensano le zanzare,mai viste tante come quest’anno e nessuno fa niente!Crisi dei lidi?Ma vergognatevi

  2. Scritto da armando

    il sig. Donati ha ragione.- quando poi si legge che per l’apertura della Ravegnana, caso mai ci fosse necessita’, si lavorerebbe anche sabato e domenica, c’è da scompisciarsi dalle risate !!!! l’apertura di questa strada è di priorita assoluta, come di priorita è il ponte Assi !!!

  3. Scritto da Artemio

    Danilo dimentichi:..quando torni all auto la trovi forzata

  4. Scritto da Emanuele

    Donati ha ragione, ma tutti i temi trattati e le proposte mi sembrano lontano anni luce da come la pensano gran parte degli imprenditori e dei politici locali, per non parlare della “gente comune”, l’elettorato.

  5. Scritto da maria

    Non si capisce se a Ravenna manchino le idee, la tecnica, l’imprenditorialità o i denari. Possibile che nel 2020 siamo rimasti ancora a poco più di una città agricolo/industriale? Il Comune, la Provincia, la Regione non hanno dipendenti da farli specializzare nelle maggiori città d’arte e di turismo (soprattutto estere) e che si dedichino 365 giorni l’anno a mettere in pratica le loro esperienze? Le carenze in campo turistico si vedono subito a colpo d’occhio quando entri a Ravenna, sia da sud, ovest o da nord, ma anche dal mare; manca la cultura della cura del verde, della pulizia e dell’estetica. Erba alta quasi un metro lungo tutte le strade, aiuole quasi inesistenti, terminal crociere orribile. C’è veramente rimasto ancora molto del nostro vecchio DNA di turchi.