Mambelli (Confcommercio Ravenna): “luglio scarso e agosto si annuncia deludente. Bisogna aprire gli occhi”

Nei primi sei mesi del 2019 sono stati 263 mila gli arrivi e 878 mila le presenze registrate nel Comune di Ravenna. Numeri che rispetto al 2018 hanno fatto segnare un meno 1,2% e un meno 0,9%. Ravenna città, fra gennaio e giugno, ha però visto un doppio più: più 5,0% negli arrivi e più 1,3% nelle presenze.
Numeri che però non convincono Mauro Mambelli, presidente di Confcommercio Ravenna e Vice Presidente con delega al Turismo di Confcommercio Emilia-Romagna, che ritiene la situazione del turismo ravennate molto critica.

“I numeri nudi e crudi contano poco perché la capacità di spesa del turista è in continuo calo. Bisogna aprire gli occhi. Il turista di oggi, passeggia in centro, guarda le vetrine, ma non compra. Anche nei ristoranti spende poco. Quindi a parità di numeri di presenze o di arrivi, la ricaduta sul territorio è inferiore al passato” spiega Mambelli.

Abbiamo avuto l’exploit dei ponti di primavera, ma è stato solo un fuoco di paglia – prosegue -. Luglio è stato un mese scarso. Speriamo che agosto segni un cambio di passo, come in passato è già accaduto, ma la sensazione è che alcune scelte fatte per promuovere la città e la Romagna non stiano dando i risultati attesi. La riprova sono le prenotazioni alberghiere: gli alberghi hanno camere vuote e l’andamento delle prossime settimane non promette nulla di buono, sia per la città che per i lidi”.

Secondo il numero uno di Confcommercio Ravenna una città come Ravenna dovrebbe registrare numeri più alti: “la promozione non si fa con eventi sul posto ma partecipando a fiere all’estero e investendo nel marketing per attirare i potenziali visitatori. L’evento per chi è già qua, non porta numeri” spiega.

“La promozione del territorio attraverso ‘Destinazione Romagna’ al momento non ha portato i risultati sperati” prosegue Mambelli che ritiene necessario mantenere e valorizzare di più quei punti di forza che hanno reso la Romagna nota in tutto il mondo (come Rimini, Cesenatico, ecc.. ) oltre ai vecchi club di prodotto che avevano una grande cassa di risonanza sul territorio.

Mambelli sottolinea anche che a luglio è pesata l’assenza dei turisti di area tedesca, da sempre uno zoccolo duro: “i turisti di lingua tedesca ora preferiscono mete come Grecia, Spagna e Turchia – spiega -. In particolare la Grecia, dove la Germania ha investito e costruito villaggi turistici che oggi sono il nuovo territorio di riferimento dei tour operator tedeschi, con pacchetti ad hoc”.

“Bisogna darsi una mossa”– prosegue -. Il rischio è di continuare a perdere fette di mercato, con la conseguente crisi per tutto il settore. Gli imprenditori ravennati che negli anni hanno investito e creduto nel turismo, attendono di vedere nuove strategie, sia nel medio che lungo periodo”.

Commenti

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  1. Scritto da leo

    ma quali vetrine se sempre più ci sono negozi chiusi- e tranne la ressa alle poche piadinerie del centro non esiste niente di tipico -non fosse stato per angela -sempre
    meno turisti ci saranno – ma pensandoci a fare o comprare cosa ? per bambini al seguito
    poi in centro non cè niente e col caldo basterebbe un gioco d’acqua magari nel nulla di piazza kennedy- un mercato coperto come a firenze -barcellona -che diventa una vera attrattiva- poi serate in piazza ma inserite nel contesto di questa nostra bella città
    la musica come spiegava Muti potrebbe essere un vera attrattiva -inserire serate con
    un programma musicale che sia coinvolgente- credo nei soldi ben spesi con pianificazione e buo senso –

  2. Scritto da Conlacorrentesolopescimorti

    Purtroppo si tratta di una sacrosanta verità, aggiungo, ci sono località in Italia, con un mare da Caraibi, con pacchetti che se prenotati per tempo offrono per il turista cose che qua da noi non possiamo neanche sognarci, e non capisco il perché. Il mare non lo puoi cambiare, ma i prezzi e l’organizzazione di eventi, nonché l’offerta in genere si, il pollo lo puoi spennare un anno, ma il prossimo “il pollo”, va da altre parti, e se oltre al mare cristallino, trova anche “altro”, allora non c’è più partita. Bisogna cambiare testa e modo di fare, il turista spende, ma pretende, e io dico, giustamente. Se spende e in cambio gli dai niente, o la solita minestra, la vedo dura tornare ai livelli di una volta.

  3. Scritto da FILIPPO DONATI

    Gradevole e delicatissimo “copiaincolla” dei dati, adesso però servirebbe per lo meno conoscere la performance economica; tutti questi più e meno a cosa equivalgono ?! Ad aziende in salute o in difficoltà ?! Ad imprenditori soddisfatti ?! A quanti posti di lavoro in più o in meno ?! Quale fatturato si è ottenuto nel settore alberghiero ed extralberghiero ?1 Nulla, continuiamo a far di conto senza mai arrivare a nulla……e dire che dovrebbe essere uno dei settori economici asset del nostro territorio….

  4. Scritto da bilancia

    Ravenna in questo momento, è isolata !!!! Ravegnana chiusa: per chi esce dall’autostrada a Forli, raggiungere Ravenna è un calvario: ma è possibile che i lavoti alla chiusa di San Bartolo, durino tanto ???? Poi, i lavori al Ponte Assi: d’accordo, ci vogliono per mettere in sicurezza, ma bisogna lavorare con piu persone, sabato e domenica compresi !!!! Ravenna deve essere facile da raggiungere.- Persone dalla Svizzera, con il navigatore, li ho dovuti recuperare in mezzo alla campagna zona san Marco:non ne venivano piu fuori !!! ma si puo’???????

  5. Scritto da antani

    Prezzi alle stelle, non si può paragonare la riviera di rimini/riccione con la nostra a divertimenti per i giovani.
    Un bel taglio al turismo credo lo abbia dato un nostro vechcio sindaco se ci pensate bene

  6. Scritto da manlio

    …”la promozione non si fa con eventi sul posto ma partecipando a fiere all’estero e investendo nel marketing per attirare i potenziali visitatori”…

    Magari invece che sul marketing si potrebbe prima riflettere e lavorare sull’offerta? A parte il turismo “locale” di chi nel week end scappa dalla città e allora il posto più vicino gli va bene per forza (ravennati, bolognesi, ferraresi, modenesi al massimo) ma chi ci verrebbe più nei nostri lidi? Basta guardare la storia degli ultimi 40 anni per capire cosa è successo. Una volta c’erano meno case vacanze (che ora sono sfitte tranen che due mesi l’anno) e più spazi “naturali”, non c’erano problemi di traffico, tutto era più easy e infatti famiglie intere venivano anche da altre regioni e stavano almeno un mese se non tutta l’estate. Si poteva star tranquilli e i bambini giocare e girare tutti i nostri lidi senza passare problemi o correre pericoli. Adesso tra traffico, affollamento e non ultimo gentaglia varia (ubriachi, spacciatori e ladri che rubano da sotto l’ombrellone una volta erano presenze inimmaginabili) e prezzi esagerati rispetto alle disponibilità generali di spesa, venire e stare da noi attrae sempre meno e lo dico da ravennate che vive i lidi nord da oltre 50 anni.