Il Parco naturale della Vena del Gesso ora ha un “marchio di prodotto”

Il Parco naturale della Vena del Gesso Romagnola tutela e promuove un’area di grande valore che si estende dalla vallata del Fiume Lamone a quella del Torrente Sillaro e interessa il territorio di sei comuni: Brisighella, Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Casola Valsenio, Fontanelice, Riolo Terme.

L’Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità- Romagna che gestisce il territorio del parco dal 2012, ha incaricato recentemente Antonella Marchini, dottore agronomo e consigliere Confagricoltura Ravenna, di promuovere attività e produzioni di eccellenza presenti all’interno del Parco, creando un marchio che contraddistingua prodotti di qualità del territorio.

“L’obiettivo è quello di legare il Parco al mondo produttivo ed economico – spiega Antonella Marchini – La Vena del Gesso Romagnola spicca tra le eccellenze dell’Appennino settentrionale come unica catena montuosa costituita quasi esclusivamente da gesso. Si estende di circa 25 chilometri tra le province di Ravenna e Bologna. Insomma il nostro territorio è molto bello e si caratterizza per un’agricoltura ricca di varietà.”

L’agricoltura praticata all’interno del Parco dà eccezionali prodotti agroalimentari, valorizzati attraverso produzioni specializzate, marchi di qualità, sagre. Spiccano, fra i tanti, le pesche e nettarine di Romagna IGP, lo Scalogno di Romagna IGP, l’olio extravergine di oliva di Brisighella DOP, i marroni di Castel del Rio IGP, le albicocche della valle del Santerno, le erbe aromatiche e i frutti dimenticati di Casola Valsenio, il carciofo moretto. In tutta la zona si trovano tartufi, formaggi freschi e stagionati e le carni di bovini di razza Romagnola QC, agnellone QC e Mora Romagnola, razza suina autoctona adatta per i salumi. Infine tra i vini della Romagna ricordiamo l’Albana di Romagna DOCG ed i vini DOC Sangiovese di Romagna, Trebbiano di Romagna, Cagnina ed i recenti Colli di Imola e di Faenza.

“Quindi legare il prodotto al proprio territorio è un concetto importante. Questo lo hanno capito molto bene i Trentini che vendono mele con l’immagine delle Alpi.  E noi vogliamo portare i nostri prodotti di qualità sul mercato con l’immagine del Parco della Vena del Gesso, del Monte Mauro o anche della Grotta del Re Tiberio – continua a raccontare Marchini – . La mia idea è quella di creare un marchio del Parco e applicare questo marchio ai nostri prodotti agricoli di ottima qualità. Un marchio che rispecchi la qualità e il nostro territorio. Per prima cosa voglio creare una rete di agricoltori, perché le aziende agricole in questa zona sono abbastanza piccole e si fa fatica ad arrivare sui mercati. La cosa essenziale è riuscire a far avvicinare le nostre aziende agricole e riuscire a farle capire l’importanza di lavorare insieme. Noi dobbiamo farci conoscere sul mercato e per questo bisogna partecipare alle fiere. Insomma avendo una rete di produttori sarà più facile affrontare i mercati, andare in fiere, avere dei punti di vendita o semplicemente scambiarsi idee, esperienze e attrezzi. Secondo me in un territorio la conoscenza e la collaborazione tra gli agricoltori è molto importante. Oltretutto vorrei fare un nuovo sito internet del nostro territorio con i suoi prodotti eccellenti allo scopo di attirare più turisti stranieri e visitatori. Bisogna lavorare anche su segnaletica nel parco.»

In sostanza, lo scopo di Antonella Marchini è quello di riuscire a vendere un prodotto con una storia dietro recuperando anche i prodotti del passato, della storia agricola del nostro territorio in un Parco naturale dove si rispetta l’ambiente.