La Gitoma di Bagnacavallo produrrà un piadina con meno sale e più salutare

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Le imprese dell’Emilia-Romagna continuano a investire in progetti di ricerca e sviluppo per rafforzare innovazione e competitività sui mercati.
Il Ministero dello Sviluppo economico ha siglato ieri i decreti autorizzativi per 11 “Accordi per l’innovazione”, di cui 7 riguardano imprese che operano nel territorio regionale e che attraverso una sorta di patto con dicastero e Regione sono pronte a fare investimenti negli stabilimenti emiliano-romagnoli per realizzare prodotti e processi produttivi all’avanguardia.

La ricaduta sul territorio emiliano-romagnolo è di oltre 42,2 milioni di euro di investimenti aziendali, progetti che godranno di un sostegno pubblico pari a 14,7 milioni, di cui oltre 1,2 della Regione mentre il Mise agisce attraverso il Fondo crescita sostenibile.

Tra le 7 imprese emiliano-romagnole anche la Gitoma Srl, a Bagnacavallo (Ra), con un investimento di 5,8 milioni di euro (contributo pubblico di 2,7 milioni di cui 175 mila euro dalla Regione).
Nel sito di Bagnocavallo l’azienda è pronta a realizzare una piadina con meno sale con anche nuovi elementi salutari. Si tratta di un nuovo prodotto alimentare di largo consumo che, nel rispetto delle tradizioni contadine, riduce l’utilizzo del cloruro di sodio e introduce nuovi elementi salutari di alta peculiarità.

Gli altri investimenti (due ciascuno nei settori “Industria 4.0” e “materiali avanzati” e gli altri nel food, nel biomedicale e nel ceramico sostenibile) approvati ieri sono quelli delle imprese Lar Spa – Advanced Polymer Materials Srl, che realizzerà investimenti nei siti di Campogalliano (Mo) e Ferrara; ; Ceramica Artistica Due Spa, da realizzare a Prignano sulla Secchia (Mo); Haemotronic Spa a Mirandola (Mo); Ima Spa a Ozzano nel bolognese; Vimi Fasteners Spa aNovellara (Re); Bonfiglioli Riduttori Spa, da realizzare nei siti di Calderara di Reno (Bo), Forlì e Casalecchio di Reno (Bo).

“Questi ultimi progetti approvati ieri dal Ministero dello sviluppo economico- sottolinea il presidente della Regione, Stefano Bonaccini- sono la conferma della dinamicità e la competitività delle nostre imprese. Si accompagnano alle politiche industriali che abbiamo attivato in questi anni per rendere attrattivo il nostro territorio e per guidare uno sviluppo basato su nuove tecnologie, ricerca e competenze, per generare posti di lavoro di qualità. Siamo di fronte a realtà imprenditoriali importanti che decidono di potenziare la propria presenza nella nostra regione. Aziende che proprio in Emilia-Romagna trovano le condizioni per crescere, soprattutto in settori ad alto valore aggiunto, nei quali come Regione abbiamo investito puntando su formazione, ricerca e sviluppo, oltre a una rete regionale dei Tecnopoli basata sul forte collegamento fra i nostri atenei e il mondo produttivo”.

Questi 7 progetti si vanno a sommare ad altre 23 iniziative già siglate o in corso di approvazione (decreto del Mise del 24 maggio 2017): gli investimenti complessivi dei 30 progetti produrranno investimenti in Emilia-Romagna per quasi 223,5 milioni (52,3 milioni i contributi pubblici di cui circa 6,8 della Regione).

“Solo negli ultimi due anni- ha aggiunto l’assessore regionale alle Attività produttive, Palma Costi- abbiamo messo in campo una trentina di accordi grazie alla particolare reattività del sistema regionale. Misure e interventi che si concentrano prevalentemente su infrastrutturazione e azioni dirette per le aziende e si inseriscono nella logica dell’ispessimento delle filiere e della competizione basata su ricerca, innovazione e qualità. Significative le ricadute sul territorio generate in termini di impatto economico, di sostenibilità ambientale e sociale e in modo particolare di incremento delle opportunità di occupazione qualificata”.

Gli accordi di innovazione sono finanziati con il Fondo crescita sostenibile, cioè il nuovo strumento creato con il Decreto crescita del 2012 in sostituzione del vecchio Fit (Fondo innovazione tecnologica), per finanziare progetti di ricerca e sviluppo collegati a investimenti innovativi delle imprese, sulla base della condivisione e la collaborazione tra Ministero e Regioni, che siglano insieme all’impresa proponente un accordo con impegni reciproci di realizzazione e finanziamento.

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