CNA Ravenna: si parla di sconto in fattura da decreto crescita e legge di bilancio

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Si è svolta questa mattina in CNA una tavola rotonda che ha visto la partecipazione del sen. Stefano Collina, dell’on. Alberto Pagani e del direttore della CNA di Ravenna, Massimo Mazzavillani. Era prevista anche la partecipazione del sen. Vasco Errani che però non è potuto essere presente perché trattenuto a Roma in Commissione Bilancio. I temi trattati: l’articolo 10 del Decreto Crescita e le principali novità della Legge di Bilancio.

L’introduzione ai lavori è stata fatta da Pierpaolo Burioli, presidente della CNA di Ravenna e da Alessandro Battaglia, referente di CNA Produzione territoriale e nazionale, che ha illustrato i temi del dibattito con particolare attenzione all’articolo 10 del Decreto Crescita, spiegando perché la CNA ne chiede l’abrogazione.

“La cessione del credito, derivante da lavori di riqualificazione energetica alle imprese che li hanno realizzati – ha detto Battaglia – è vantaggiosa solo per le grandi multiutility, impegnate in una corsa ad occupare il business della riqualificazione energetica e a sottomettere le piccole imprese del settore. No, non ci stiamo! Continueremo ad impegnarci affinché ciò non accada. Abbiamo invitato il Governo a non avere dubbi e a cancellare questa norma”.

“Per mantenere il nostro primato nei settori del Made in Italy che vedono assolute protagoniste le piccole imprese – ha evidenziato Burioli nella sua relazione – serve una più incisiva azione di accompagnamento sui mercati internazionali. Dobbiamo, inoltre, favorire gli investimenti, la ricerca, la formazione tecnica superiore e l’avvicinamento della scuola al mondo del lavoro. È prioritario proteggere la qualità dei nostri prodotti, dalla manifattura all’agroalimentare, combattere la contraffazione, tutelare i marchi e assicurare relazioni corrette tra committenti e piccoli fornitori all’interno delle filiere produttive. Naturalmente la manovra di bilancio è la migliore occasione per iniziare a individuare nuove traiettorie di sviluppo. Abbiamo  anche apprezzato l’attenzione del Governo verso la transizione energetica, l’economia circolare e la gestione efficace dei rifiuti: il Green New Deal. Una trasformazione epocale destinata a cambiare la cultura, le abitudini e gli stili di vita delle persone ma che obbliga le imprese a riorganizzare in profondità i processi produttivi, a ripensare prodotti e servizi. Dobbiamo però gestire la transizione.  E se abbiamo aperto importanti tavoli di confronto con il Governo non possiamo non rimarcare la questione, per noi ancora aperta,  dell’oil&gas  che ha messo in ginocchio uno dei distretti chiave della nostra economia. Senza dimenticare le  programmate restrizioni in materia di rimborso delle accise sul gasolio consumato dall’autotrasporto merci, perché adottate in assenza di una strategia di coinvolgimento dei diversi settori economici in maniera proporzionale alle rispettive responsabilità emissive, intervenendo così su un settore responsabile di meno del 5 per cento delle emissioni climalteranti totali del paese – valore in corso di riduzione nel tempo – e senza che le risorse risparmiate vengano destinate a politiche attive per la riconversione ambientale del settore medesimo: settore le cui più rappresentative Organizzazioni hanno proclamato lo stato di agitazione”.

“Salutiamo con gioia – ha aggiunto Burioli – la nascita di nuove iniziative imprenditoriali e con pari soddisfazione osserviamo il passaggio generazionale di quelle esistenti.  Un’impresa che chiude invece è una ferita per il territorio, una perdita per tutti coloro che sono entrati in relazione con essa, collaboratori, clienti, fornitori.Vorremmo che il valore della continuità fosse riconosciuto e tradotto in strumenti di accompagnamento fiscale e creditizio, per facilitare i trasferimenti di impresa anche al di fuori del nucleo familiare. Siamo convinti che la continuità meriti l’intervento pubblico.Vecchie e nuove attività danno vitalità all’imprenditorialità italiana. E muovono l’ascensore sociale.  L’Italia deve avere fiducia in chi ha fiducia nel futuro perché dobbiamo essere consapevoli che la grandezza del nostro Paese è ancora, e sempre, nelle nostre mani”.

I temi trattati sono poi stati approfonditi durante la tavola rotonda moderata da Ennio Braicovich, direttore di “Nuova Finestra e Guida Finestra.

Tutti concordi nel considerare l’art. 10 contenuto nel “Decreto Crescita” una norma grave e iniqua. L’on. Alberto Pagani ha evidenziato come “non è sicuramente nell’interesse nazionale vedere chiudere delle aziende ma occorre lavorare per un mercato sano e non distorto. Porterò sicuramente il mio contributo per l’abrogazione del provvedimento”.

Il sen. Stefano Collina ha sottolineato come “siamo in una fase di trasformazione irreversibile ma il punto è capire dove si va a finire. Dobbiamo prendere strade nuove dove però sono necessari tempi di transizione che riguardano tutti i settori produttivi attraverso un confronto costante fra le Istituzioni, le Associazioni di rappresentanza e le Forze sociali”.

Sulla legge di Bilancio è intervenuto il direttore della CNA, Massimo Mazzavillani che ha esordito dicendo: “Con la Legge di Bilancio discutiamo l’1% del bilancio dello Stato, tralasciando il restante 99%. La legge di Bilancio evita l’aumento dell’Iva ma rende urgente un confronto per definire un quadro fiscale non distorsivo nei confronti di artigiani e piccole imprese.Siamo molto preoccupati per la mancata crescita e chiediamo con urgenza un rilancio degli investimenti produttivi. Per contenere il debito pubblico è indispensabile agire sulla crescita e sostenere le piccole imprese: occorre prendere atto che in Italia il 97% delle imprese ha meno di nove addetti ed è su questo tessuto che dobbiamo lavorare aprendo tavoli di confronto. Oltre all’adozione di politiche rigide per il contenimento della spesa pubblica”. “La vera lotta all’evasione fiscale – ha poi aggiunto nelle conclusioni – si potrà ottenere solo attraverso una politica fiscale condivisa a livello

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Commenti

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  1. Scritto da cosi e'

    Direi che una efficiente battaglia contro l evasione fiscale si combatte pagando meno e pagando tutti. Qualsiasi strumento atto a raggiungere questo obbiettivo in efficienza e’ benvenuto. Il Resto…. chiacchiere….. Gli Artigiani A Ravenna chiudono come altrove sobbissati di tasse, e burocrazia.