Il Coronavirus fa paura all’economia locale ravennate: disdette sia negli alberghi che nei ristoranti

Le ultime notizie relative alla diffusione del nuovo coronavirus nel Nord Italia e in Emilia Romagna stanno avendo delle ricadute immediate sull’economia del territorio ravennate.

“C’è grossa preoccupazione, poichè non si sa in che modo e in che tempi la situazione potrà risolversi o evolversi – dichiara Mauro Mambelli presidente Confcommercio della provincia di Ravenna– . Non solo negli alberghi stanno arrivando molte disdette ma anche nei ristoranti vengono annullate prenotazioni, sia per piccoli numeri che per grandi gruppi”.
“Temiamo che la situazione peggiori nei prossimi giorni e si metta a rischio anche  la stagione turistica primaverile. Il settore turistico lavora con le prenotazioni dei tour operator e temiamo che, per paura della diffusione del coronavirus, possano orientare i propri clienti su altri territori o altri Paesi – prosegue Mambelli che racconta che già in questi giorni alcuni albergatori hanno ricevuto, da parte di turisti che si trovavano a Ravenna, richieste di rimborsi poichè costretti a partire prima del previsto “per cause di forza maggiore”,  non potendo visitare i musei o altro.

“E’ chiaro che l’emergenza non è da sottovalutare, e che in primis va tutelata la salute, ma temiamo che le conseguenze sul settore turistico e del commercio siano enormi. Sono preoccupato, tanto per il Coronavirus quanto per le conseguenze della psicosi che si sta diffondendo“.

Anche Riccardo Ricci Petitoni, referente del centro storico per Confesercenti Ravenna, parla dei grossi timori per il settore delle imprese del commercio, del turismo e dei servizi. “Il livello d’attenzione è altissimo. Nella giornata di oggi, abbiamo ricevuto molte richieste di chiarimenti da parte di tante associati”.

“Già registriamo le prime ripercussioni economiche: disdette nei ristoranti che lavorano con gite scolastiche o comitive, dovute alla chiusura delle scuole e all’ordinanza regionale – prosegue Ricci Petitoni -. E questo chiaramente le ha danneggiate. Speriamo che la misura d’emergenza sia limitata a questa settimana  e non vi siano peggioramenti, sia per quanto riguarda il diffondersi dell’epidemia di coronavirus, sia per le conseguenze dirette e indirette sull’economia“.

“Tanti associati ci hanno chiamato per avere conferma dello svolgimento regolare dei mercati ambulanti: sia quello di Ravenna, di mercoledì mattina in piazza Sighinolfi, che quelli delle frazioni, in Bassa Romagna che nel faentino, si svolgeranno come sempre” – conclude Ricci Petitoni -. Al momento ciò che spaventa è l’incertezza, per settori già messi a dura prova dalla crisi economica”.

A Bologna, nel pomeriggio di oggi, lunedì 24 febbraio, si è riunito anche un Tavolo di crisi del Turismo, a cui hanno preso parte il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini e l’assessore al turismo Andrea Corsini, assieme ai rappresentanti delle associazioni di categoria. L’obbiettivo principale era quello di fare chiarezza sull’ordinanza emanata ieri, domenica 23 febbraio rispetto all’emergenza Coronavirus, poichè  il settore turistico rischia di essere il più colpito dalle conseguenze dell’emergenza sanitaria.

Il presidente Bonaccini e l’assessore Corsini hanno spiegato che l’ordinanza di ieri è comune alle tre regioni ( Lombardia, Veneto e Emilia Romagna) ed è coordinata dal Ministero della salute e della Presidenza del Consiglio con parere delle prefetture. “Il principio che ha ispirato l’ordinanza è di mera precauzione – spiega il ravennate Filippo Donati, presidente nazionale di Assohotel, al termine dell’incontro -. Obbiettivo dell’ordinanza è stato quello di limitare l’aggregazione delle persone, ma è chiaro che parlando di Ravenna sono stati colpiti due tipi di turismo, quello della città d’arte, che non avendo i propri siti aperti vedrà una contrazione, e quello del turismo business, legato alle aziende, che limiteranno le trasferte”.

“Nel settore c’è preoccupazione ma è necessario gestire la situazione, cosa che la Regione Emilia Romagna sta facendo con la massima attenzione – sottolinea Donati -. Al momento è anche difficile fare delle previsioni, perché la situazione è in evoluzione costante. Le associazioni, nel loro piccolo in questa fase, possono dare risposte alle domande degli associali, abbiamo le circolari e stiamo approfondendo i diversi aspetti”.

Rispetto al turismo ravennate, Donati racconta la propria esperienza diretta: “ieri sono arrivati in albergo dei turisti che, nonostante avessero prenotato per più notti, questa mattina, dopo un giro veloce per il centro di Ravenna, senza poter visitare i monumenti, hanno preferito partire anticipatamente, andando a Comacchio e Cesenatico, dove hanno potuto visitare il centro cittadino e il canale”.