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Federalberghi Ascom Cervia al Sindaco Medri: riduzione dell’IMU e dell’imposta sui rifiuti

Federalberghi Ascom Cervia ha inviato una lettera/appello al Sindaco Massimo Medri. La posizione dell’associazione degli albergatori è chiara: nella stagione alle porte si rischia un invenduto del 70%, è necessario quindi che l’Amministrazione metta in atto delle misure per salvare le piccole e  grandi realtà economiche del territorio. Federalberghi Cervia chiede riduzione dell’IMU e dell’imposta sui rifiuti.

“Egregio Sig. Sindaco Massimo Medri,
gli albergatori del nostro comune confidano che l’attuale situazione di emergenza migliorerà velocemente e vi saranno le condizioni sanitarie per poter prevedere una riapertura delle strutture ricettive. Siamo anche consapevoli del nostro ruolo: solo ospitando i nostri clienti nella località, potremo garantire lavoro alle numerose altre attività del territorio.
Non è difficile ipotizzare (e studi autorevoli lo confermano) che sarà un mercato molto fragile: assenza degli stranieri, paure e difficoltà economiche potrebbero ridurre le camere vendute di oltre il 70%. Questo significa che non tutte le strutture alberghiere saranno in grado di aprire. Il nostro ruolo ci impone di infondere tranquillità e ottimismo, ma ci richiama anche alla responsabilità di essere realisti, anticipare il futuro e cercare per quanto possibile di mitigarne gli effetti negativi.
In questo contesto, chiediamo un aiuto all’amministrazione per agevolare nei fatti tutte quelle realtà economiche che non potranno sostenere finanziariamente il costo di una stagione (quella della chiusura non è una scelta di comodo, per alcuni sarà una scelta obbligata) ed ancora di più per i coraggiosi che invece decideranno di aprire nonostante tutti i rischi connessi.
Chiediamo quindi, a Lei Signor Sindaco ed alla Sua Giunta, l’impegno per una riduzione dell’IMU ipotizzando di incassare almeno la parte che sarebbe rimasta al Comune e di cancellare la parte che sarebbe oggetto del trasferimento alle casse dello Stato centrale.
Chiediamo altresì di affiancare la nostra categoria nella richiesta ad HERA di ridurre sensibilmente se non azzerare le pretese sull’imposte sui rifiuti.
La TARI infatti rappresenta per gli alberghi uno dei costi più importanti. Dall’altra parte HERA, dall’alto di una posizione di sostanziale monopolio, continua a generare bilanci brillanti: nel 2018 ha garantito ai propri azionisti (tra cui l’amministrazione comunale cervese) un utile netto di quasi 300 milioni di euro in crescita rispetto all’anno precedente del 12,1% salendo a oltre 400 milioni di euro nel 2019 (non disponiamo del bilancio definitivo, ma leggiamo dai comunicati ufficiali di HERA la crescita del fatturato di 12,3% del 2019 rispetto al 2018 con un margine operativo lordo al  +5,2%).
Consapevoli che anche l’ente Comunale è costretto a muoversi in una situazione emergenziale, e che le richieste avanzate comporterebbero ulteriori riduzioni di incassi, rileviamo però che un bilancio pubblico sarà possibile ripianarlo in un futuro prossimo, mentre una azienda fallita è una azienda che non produrrà più ricchezze nemmeno negli anni a venire”.