Agricoltura. Rontini (PD) sollecita Regione su settore florovivaistico: “Crisi senza precedenti, sostenere aziende e lavoratori”

“Il settore florovivaistico è allo stremo e sconta specifiche problematiche che nella crisi generale causata dal Coronavirus e dalle contrazioni del mercato, sia interno che internazionale, aggravano ulteriormente la situazione delle aziende che coltivano e commercializzano fiori e piante in vivaio – a intervenire a riguardo è la consigliera regionale Manuela Rontini, presidente della commissione Politiche economiche, che sul tema ha presentato una interrogazione – Il comparto ha poi risentito anche del divieto di celebrare cerimonie come battesimi, matrimoni, lauree e funerali, nonché per la chiusura dei cimiteri e dei fiorai”.

Per capire la portata del problema, Rontini riporta qualche numero. In Emilia-Romagna il settore si attesta su una produzione lorda vendibile di oltre 15 milioni di euro, con le province di Forlì-Cesena e Ravenna che insieme superano i 6 milioni di euro.

“Il lockdown ha portato con sé molta incertezza. Dopo alcune sollecitazioni che la Regione ha inviato al Governo perché chiarisse le regole per produttori e commercianti, la Ministra Bellanova ha rassicurato che tra le attività consentite rientra anche la vendita al dettaglio di semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso, fertilizzanti. Con il DPCM del 10 aprile si è inoltre proceduto a dare il via libera alle attività di manutenzione del verde” riporta la consigliera regionale.

La conseguenza di tutto questo è una crisi economica senza precedenti per il settore. Ecco perché, con un’interrogazione alla Giunta dell’Emilia-Romagna, ho chiesto rassicurazioni per il florovivaismo regionale, anche allo scopo di mantenere attivi e curati i vivai e salvaguardare gli attuali livelli occupazionali, evitando la perdita di professionalità. Sarebbe poi necessario intervenire affinché l’Unione Europea inserisca l’emergenza sanitaria da Covid-19 nell’ambito delle circostanze eccezionali: questo consentirebbe di ricondurla tra le situazioni che rientrano nei regolamenti di esenzione e che permettono alle aziende di avere aiuti senza limiti, ovvero senza l’applicazione del de minimis” conclude Rontini.