Riaprono i ristoranti ma con la metà dei tavoli. Mambelli (Confcommercio Ravenna): “Sarà dura, il Governo ci aiuti”

Sull'ipotesi di chiudere la strada e allestire i tavoli esterni nel "Quadrilatero del Gusto” fra via Ponte Marino e via IV Novembre, in orari serali: "nel caso di emergenza, in pochi secondi si potrebbero spostare i tavolini”.

“Attendavamo l’annuncio della riapertura della attività già da alcune settimane”. Esordisce così Mauro Mambelli, Presidente di Confcommercio Ravenna e ristoratore di un noto locale del centro storico, interpellato in merito a quella che ormai è diventata la data simbolo della Fase 2, lunedì 18 maggio, quando la stragrande maggioranza delle attività economiche riapriranno, anche se nulla tornerà esattamente come prima e ci saranno molti accorgimenti da rispettare per ripartire in sicurezza.

“E’ chiaro che vi sono ancora molte criticità che dovranno essere affrontate sia nel breve che nel lungo periodo”, dichiara  Mambelli: “ci sarebbe piaciuto che le linee guida fossero diffuse con un po’ di anticipo e non a 5 giorni dall’apertura, così da poter organizzare con calma la ripresa delle attività ma è altrettanto chiaro che ci adatteremo, seguendo con attenzione i protocolli. Forse qualche attività dovrà ritardare qualche giorno ma sono certo che, dopo mesi di chiusura, tutti fremono per riaprire”.

“Questo congelamento – aggiunge -, durato due mesi, ha causato danni enormi al mondo del commercio e della ristorazione, danni che con grande difficoltà abbiamo affrontato e dovremo affrontare. E non posso negare di temere per il futuro, poiché riapriremo a ranghi ridotti, con delle fortissime restrizioni che incideranno pesantemente sul fatturato. Secondo una prima proiezioni, si parla di perdite future del 50%, oltre a tutti i mancati incassi delle settimane di lock down”.

Mambelli prende ad esempio il ristorante di cui è proprietario, La Gardela: “prima della chiusura per l’emergenza Coronavirus nel mio locale avevo 43 tavoli suddivisi tra interno (18), piano soppalcato (13)  e esterno (13). Ora, metro alla mano, rispettando il distanziamento previsto per le misure di sicurezza ho calcolato che potrò sistemare al massimo 8 tavoli all’interno, 4 sopra e 5 all’esterno. Facendo i calcoli quindi da 43 tavoli passo a 18. Meno della metà, numeri che al solo pensiero non possono che spaventarmi. Al tempo stesso non posso pensare di aumentare i costi, manterrò il mio targhet, con la possibilità di mettere a sedere meno persone”.

Il presidente di Confcommercio Ravenna lancia un allarme:”gia prima del marzo 2020, nel mondo delle imprese si registravano chiusure, dovute alla crisi e alla difficoltà generale del settore, ora con delle nuove limitazioni che porteranno ad un’ulteriore riduzione delle entrate, sarà necessario da parte del Governo e delle amministrazioni, una riduzione di tassazioni e contributi, o rischiamo che molte attività vadano a fondo. In questi mesi, molti imprenditori non hanno ricevuto neppure i 600 euro del bonus del Governo e chi non era già in difficoltà ha dovuto usare i propri risparmi. E’ ora che le cose cambino. Per risalire la china è necessario che vengano messe in campo nuove soluzioni, a livello nazionale”.

“Abbiamo voglia di aprire, perché le nostre attività sono la nostra vita”,  assicura Mambelli, spiegando che con l’avvio della Fase 2, le riaperture di molte attività saranno accompagnate da scelte difficili: “alcuni dipendenti saranno lasciati ancora in Cassa Integrazione. Anche nel mio ristornare, ripartirò a ranghi ridotti e dorvrò apportare modifiche nel menù, perché non voglio e non posso “aumentare i prezzi”. È una politica che non paga. Quindi è comprensibile che l’angoscia sia tanta”.

Mambelli ritiene molto positiva l’ipotesi su cui associazioni di categoria e amministrazione stavano ragionando da alcuni giorni, e anticipata ieri dal sindaco De Pascale, in merito alle procedure di ampliamento dell’occupazione di suolo pubblico per permettere a bar e ristoranti di estendere le aree esterne e consentire così una riapertura nel rispetto del distanziamento sociale.

“Per quanto riguarda in particolare il  “Quadrilatero del Gusto ” fra via Ponte Marino e via IV Novembre, dove lo spazio a disposizione è ridotto e la concentrazione di attività è alta, si sta valutando la possibilità di chiudere le strade al traffico e di allestire dei tavoli esterni, in orari serali. Nel caso di emergenza, e quindi se vi fosse l’urgenza di evacuare la strada, in pochi secondi si potrebbero spostare i tavolini”. Mambelli la definisce “un experience anche per il cliente”: i clienti verrebbero informati dell’eventuale rischio, attraverso del materiale informativo presente sul tavolo, e se si verificasse la necessità di liberare la strada interverrebbe il personale del ristorante, preparato in caso di un eventuale passaggio dei mezzi di soccorso del Pronto intervento”.
“Se vi fosse la volontà da parte di tutti e la disponibilità dei residenti si tratterebbe di un’esperienza interessante e nuova – conclude -. Abbiamo vissuto mesi di angoscia e per uscire da questa situazione serve il coinvolgimento di tutti”.

Commenti

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  1. Scritto da Gianni C.

    Assisteremo ad un aumento indiscriminato dei prezzi? Di conseguenza ad una diminuzione del potere di acquisto degli stipendi? Come quando ci fu il cambio lira euro?

  2. Scritto da Giorgio

    Credo che l’idea dei tavoli in strada, ma in generale questa corsa alla soluzione innovativa per compensare le perdite possa essere una grande spinta. Una città ancorata come Ravenna nelle tradizioni ed a certi privilegi, questa crisi potrà dare la spinta a fare quel passo avanti necessario per stare al passo con i tempi e dare al centro cittadino quella misura di appetibilità che la nostra città meriterebbe.
    Purtroppo ormai non si contano più i casi di attività chiuse in centro perchè recavano “disturbo”, lasciando una delle più belle città di’Italia e quindi del mondo, ingessata in una offerta turistica quasi castrata dal coprifuoco miope di una certa parte di cittadini. Diamo fiducia agli imprenditori e proviamo per una volta a gettare il cuore oltre l’ostacolo ed a crescere, a trovare nuove soluzioni, a fare quello che noi italiani facciamo meglio. Mettere dei fermi se le cose non dovessero funzionare sarà sempre possibile, cavalcare il cambiamento forse no!

  3. Scritto da S.

    meno clienti, servizio più rapido, ricambio dei tavoli più veloce…

  4. Scritto da antonio

    Io però non capisco bene una cosa, certi ristoratori che dichiarano al fisco 12-15.000 € all’anno adesso di colpo in due mesi perdono migliaia di € ? Secondo me c’è qualcosa che non quadra, e comunque riceveranno i soldi a fondo perduto, come dire i furbetti ci sono sempre.

  5. Scritto da Atalante61

    Cari Ristoratori, avete fatto le “budella d’oro” fino a ieri, per anni. Ora qualche giro a vuoto non vi farà cos’ male. Smettete di lamentarvi.

  6. Scritto da marco migani

    Grande Mauro, sei sempre una gran persona, gentile, intelligente, aperta alla positivita’. Spero che le autorita’ ti diano ascolto.

  7. Scritto da obezio

    Io capisco che la ristorazione sarà gravemente colpita dalla ripresa. Le norme in vigore non autorizzano alcuna speranza. Meno posti e conti da pagare più alti manterranno per molto tempo le persone lontano dai bar e ristoranti. E poi diciamoci la verità: qui siamo tutti scioccati dal Covid, non si ha più la voglia di uscire oltretutto da soli visto che le amicizie e le tavolate sono bandite. Tuttavia lo Stato non può salvare tutte le attività, non ci sono le possibilità economiche. Quindi non vedo come si potrà salvare il settore. Purtroppo.

  8. Scritto da Antonin

    Purtroppo gli italiani hanno finalmente capito che di sale cinematografiche piene di germi ristoranti con bruciore di stomaco e robbaccia che ti mettono nel piatto bar con tazzine piene di virus se ne puo’ fare benissimissimo a meno