Una vita in Cgil. Va in pensione Idilio Galeotti che ha dedicato più di 43 anni al sindacato

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Idilio Galeotti, dopo 43 anni e due mesi di lavoro, dai prossimi giorni sarà in pensione. Termina la sua esperienza sindacale in Cgil, nella quale ha ricoperto diversi ruoli e responsabilità.

“Sono stati anni di grande formazione personale – commenta Galeotti -, in varie categorie e responsabilità fino al livello nazionale, che ho cercato di ricambiare con tanto impegno e passione per ogni incarico che ho seguito. Ho iniziato il lavoro nel 1977 in fabbrica all’Alpi di Modigliana e dopo qualche anno mi è stato chiesto di entrare in Cgil a Faenza, dove o seguito mercato del lavoro, immigrazione disoccupati, per poi entrare in F.L.A.I a Faenza, nel settore agroalimentare e occuparmi di industria, agricoltura e i magazzini ortofrutticoli. Nel 1996 sono diventato Segretario Provinciale a Ravenna della F.I.L.T.E.A, settore tessile abbigliamento calzaturiero, dove ho partecipato ad importanti convegni a Bruxelles e in Lussemburgo, come giovane sindacalista. Nel 1999 sono stato eletto Segretario Provinciale della F.L.A.I, una grande categoria con oltre 7.000 iscritti”.

“Subito dopo nel 2001, mi è stato chiesto di entrare in Flai Nazione a Roma – prosegue Galeotti – e un anno dopo ho assunto la responsabilità nazionale dell’organizzazione, settore con oltre 300.000 iscritti. Qui sono rimasto per otto anni, seguendo come Segretario Nazionale, due congressi e una conferenza di organizzazione. A Roma, sono stati anni di grande impegno e soddisfazioni, nel confronto con i vari governi che si sono succeduti in Italia e nelle varie commissioni a livello europeo, ma sono stati anche momenti delicati, nei quali ho dovuto affrontare situazioni spinose in varie regioni italiane. La lotta al caporalato, alla mafia, portano anche rischi: ricordo che arrivavano minacce, buste con proiettili e anche una mortina, tutti gesti a carattere intimidatorio, che intendevano fermare la nostra azione di diritti e legalità. Pur essendo consapevoli dei rischi, siamo sempre stati in prima linea contro lo sfruttamento e il malaffare”.

“Per un anno sono rimasto ancora a Roma in Cgil Nazionale Confederale in corso D’Italia – aggiunge – poi, verso la fine del 2009, sono rientrato a Faenza come Coordinatore Confederale e su indicazione della Cgil ho seguito la vertenza Omsa e il rapporto con i Comuni del faentino. Sì, non è stato semplice, ma niente a che vedere con il ruolo Nazionale. Lì  ho passato momenti davvero duri, ricevendo minacce e vedendo i miei colleghi rischiare la vita. Nel 2011 sono diventato segretario provinciale del Nidil (Nuove Identità del lavoro) e ho seguito tutte le tipologie di lavoro precario e i disoccupati della provincia di Ravenna che sono oltre 35.000 mila. Dal 2015 fino ad oggi sono stato nel dipartimento salute e sicurezza e referente A.F.e.V.A., (Associazione Familiari Vittime Amianto) dove ho attivato insieme al Comune e ai professori, lezioni di docenza sul tema sicurezza con gli studenti delle scuole superiori di Ravenna”.

Con la pensione si volta pagina:”mi dedicherò a tante cose, fra cui la mia grande passione, l’arte e la cultura, sia come artista e anche come presidente Ics Fectori Art – conclude Galeotti -. Ho inoltre scritto libri, “Intrighi nella Capitale” e collaboro con associazioni a livello nazionale, con le quali abbiamo di recente pubblicato un nuovo libro “Azione” dedicato a chi “Si ostina a non arrendersi” per il quale ho contribuito con il capitolo Arte e Innovazione. Ho sempre creduto che la cultura e l’arte non siano mai fine a sé stesse, ma devono essere propedeutiche per il miglioramento di questa società, quindi si cambia solo angolazione rispetto al lavoro di prima, ma i miei obbiettivi per migliorare la società in cui viviamo rimangono tutti”.

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Commenti

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  1. Scritto da Angelo Ravaglia

    ….la foto corrisponde o è un baby pensionato?
    Auguri

  2. Scritto da IDILIO Galeotti

    Grazie Angelo Ravaglia per gli Auguri, come hai visto ho lavorato versando contributi per 43 e due mesi, da quanto avevo 15 anni Di cui 13 in fabbrica e il resto in diverse responsabilità a livello sindacale. Avrei potuto anche fare la scelta di attivare collaborazioni come fanno tanti, ma credo che sia terminata questa fase e penso sia giusto che altri giovani abbiano le opportunità, la passione e voglia di continuare un percorso a tutela dei lavoratori Io ora cambio pagina e inizia una nuova avventura, nella quale mi dedicherò all’arte e cultura. Un caro saluto.