Ravenna. La prossima edizione di GiovinBacco al centro di workshop per immaginare il futuro degli eventi enogastronomici foto

Una kermesse intensa e partecipata – oltre 100 i presenti – per ripensare il futuro del turismo enogastronomico ed esperienziale ai tempi del Covid. Si è svolto ieri 30 luglio, alle 18, nella splendida cornice di Borgo dei Guidi – Poderi dal Nespoli, nei pressi di Civitella, il workshop di GiovinBacco che ha raccolto le voci di importanti professionisti del settore, mettendo assieme organizzatori, produttori, operatori turistici, amministratori pubblici, per un pomeriggio di confronto coronato da una cena conviviale.

Una tappa intermedia, per ripensare nuovi modi di valorizzare il nostro territorio e il vino in vista della prossima edizione di GiovinBacco; un momento di riflessione in attesa che il settore turistico, per mesi paralizzato dalla pandemia, possa riprendere appieno le attività nel rispetto delle esigenze sanitarie da un lato, e della sostenibilità ambientale dall’altro.

Quali sono i nuovi scenari del turismo? Come fare per svolgere le manifestazioni enologiche rispettando le normative sanitarie? Quali nuove vie sono ipotizzabili per il turismo esperienziale che è sempre più al centro della domanda del pubblico? Queste e altre le questioni poste dagli organizzatori di GiovinBacco alla platea, che ha risposto portando ad esempio le sue esperienze e immaginando nuovi modi di fruire la ricchezza della “destinazione Romagna”.

Claudio Milandri, sindaco di Civitella nonché veterinario alla AUSL Romagna, è partito dal suo lavoro per lanciare un messaggio importante a tutti gli operatori. “Bisogna ancora tenere alta l’attenzione, perché il virus è tutt’altro che sconfitto”, ha spiegato, “in Romagna siamo abituati a rispettare le regole; e dobbiamo continuare a farlo per diventare garanzia di qualità per tutti. La Valle del Bidente non ha grandi industrie: i nostri fiori all’occhiello sono il vino e la bellezza del nostro territorio. Viviamo di queste cose ed è di cruciale importanza valorizzare questa economia”.

Nevio Ronconi, presidente di Tuttifrutti, ha quindi illustrato le nuove modalità di svolgimento di GiovinBacco, che si terrà rispettando scrupolosamente le norme sanitarie anti-covid, evitando assembramenti e puntando su una diversa organizzazione, diffusa in diversi punti. “La selezione delle cantine e il dimezzamento degli stand gastronomici saranno una sofferta necessità quest’anno, e probabilmente non riusciremo a bissare le 45 mila presenze del 2019”, ha affermato Ronconi, “ma non rinunciamo all’idea di un GiovinBacco popolare e di qualità, vetrina della migliore produzione vinicola romagnola, che quest’anno, nonostante tutto, può tentare un ulteriore salto di qualità. La manifestazione si terrà in parte all’aperto e in parte al chiuso, a Palazzo Rasponi e al Mercato Coperto: ci saranno ingressi contingentati e flussi regolati per evitare assembramenti. Inoltre stiamo ipotizzando modalità per stimolare ancora di più la conoscenza delle cantine del territorio, pensando a partnership e forme di promozione per incentivare le visite del nostro pubblico alle cantine”.

Un legame diretto, quello fra produttore e consumatore, da sempre al centro dell’attenzione di Slow Food, rappresentata da Mauro Zanarini e Maria Angela Ceccarelli, della condotta di Ravenna. Rispetto della biodiversità e attenzione alle modalità di fruizione online: questi i due insegnamenti del virus secondo i rappresentati di Slow Food, di cui gli operatori dovranno far tesoro nella progettazione futura del settore turistico ed enogastronomico.

Punti su cui ha concordato anche Chiara Astolfi, direttrice di Visit Romagna, rappresentata anche da Mirko Capuano, vicesindaco di Bertinoro. “GiovinBacco è da sempre una fucina di idee”, ha commentato, “ed è un ottimo esempio di come, per creare un’offerta turistica competitiva, occorra diventare gli ambasciatori del proprio prodotto. La festa del Sangiovese e dei vini della Romagna è un ottimo esempio di turismo esperienziale, che deve fungere da trampolino di lancio per la commercializzazione del vino e il racconto di un intero territorio. Noi di Visit Romagna non possiamo che sostenervi”, è stata la conclusione.

Sono seguiti i saluti del padrone di casa, Marco Martini dei Poderi dal Nespoli, che ha esordito illustrando una caratteristica essenziale del vino, da tenere bene in mente quando si parla di turismo esperienziale: “Il vino ha un pregio, quello di sposarsi a tutto ciò che è bello. Il nostro territorio è ricco di tante attrazioni, sia naturali che culturali. Pensiamo alle ricchezze artistiche che ci contraddistinguono, alle arti, al teatro, allo sport. La regione deve dare un aiuto nella creazione di questa rete di bellezza e ideare una strategia di lungo periodo, come ad esempio quella di legare il territorio collinare alla riviera. Ma anche le aziende produttrici devono attrezzarsi al meglio per rispondere alla richiesta, sempre più alta da qualche anno a questa parte, di visita e pernottamento in cantina”.

Prima delle conclusioni, c’è stato spazio anche per l’intervento dell’assessore al turismo di Ravenna Giacomo Costantini che ha sottolineato l’importanza dell’offerta enogastronomica per il mercato turistico e per il racconto di due realtà diverse eppure apparentate nel loro obiettivo di creare consapevolezza attorno a un prodotto specifico. Giuseppe Prioli, presidente del Consorzio Mitilicoltori Emilia-Romagna, ha parlato nel nuovo marchio della Cozza Romagnola, un modo per valorizzare un prodotto e allo stesso tempo per rispettare i diritti dei consumatori. Nicola Fiorentini, fondatore della start upDiWine Experience, ha raccontato di come sia possibile, per le aziende, usufruire di servizi appositamente pensati per la creazione di pacchetti esperienziali, oggi di imprescindibile importanza nell’ideazione di un turismo più slow e consapevole.

Ha chiuso il workshop Andrea Corsini, assessore regionale al turismo. “GiovinBacco è un grande evento che rappresenta al meglio la nostra filosofia turistica. Un evento che è cresciuto anno dopo anno fino a raggiungere la maggiore età. Ringrazio Nevio Ronconi e il suo staff, che con grande determinazione ha portato avanti anche quest’anno l’edizione: perché il vino sarà sempre uno dei migliori rappresentanti per un territorio come il nostro”, ha esordito; quindi è passato a illustrare gli interventi economici regionali previsti per rilanciare un settore che ha sofferto moltissimo a causa del virus”.

“È stato appena approvato il bilancio di assestamento. Abbiamo deciso di investire 11 milioni in più e abbiamo varato un nuova legge per sostenere il settore agricolo, con una copertura di 24 milioni di euro rivolta anche alla riqualificazione e all’innovazione degli agriturismi. Il comparto turistico è stato senza dubbio messo in ginocchio dal Covid, durante il lockdown ci sembrava impensabile riuscire a riaprire in poche settimane; eppure, grazie allo spirito di squadra emiliano-romagnolo, oggi siamo qui a parlare di nuovo turismo. Questa sarà una stagione complicata, ma qualcosa sta già ripartendo. E se le richieste di un turismo esperienziale saranno sempre più alte, non dobbiamo farci trovare impreparati”, ha continuato.

“Pensiamo ai nostri punti di forza: la riviera, la Food Valley, la Motor Valley; o i grandi anniversari di quest’anno, Fellini, Guerra, e Artusi, che sono solo stati rimandati. Dante nel 2021. Il nostro percorso di crescita è stato solo rallentato. Su cosa si può fare la differenza? Sulla qualità. E noi abbiamo tutte le caratteristiche per competere a livello internazionale” ha concluso l’assessore.

GiovinBacco
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