Ravenna. Dichiarato lo stato di agitazione dei lavoratori della Cmc. I sindacati: “manca un progetto futuro”

Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil, unitamente alle Rsu, hanno convocato l’assemblea sindacale dei lavoratori di CMC, unità produttiva Ravenna Sede, in data 25 settembre per valutare la situazione della cooperativa successivamente all’omologa del concordato.

“La discussione e il confronto con i lavoratori hanno evidenziato una situazione di forte criticità in merito alla gestione della cassa integrazione e di forte preoccupazione per la mancanza di un progetto futuro per la cooperativa – spiegano i sindacati -. Il percorso partito a dicembre 2018 con la crisi finanziaria della CMC per arrivare all’omologa del concordato in continuità, con il decreto del tribunale di Ravenna di fine maggio 2020, è stato lungo e complicato con l’impegno e i sacrifici di tutti i soci e i lavoratori, principalmente per l’ampio utilizzo della cassa integrazione”.

“Oggi, dopo 4 mesi dal raggiungimento di questo importante traguardo, di cui si dà merito alla cooperativa, non si vede quel cambio di passo che si ritiene necessario per il futuro e per il rilancio della cooperativa, anzi diverse problematiche sono diventate non più rinviabili nella propria risoluzione. In particolare i lavoratori lamentano che nella gestione della cassa integrazione -attualmente coinvolge più della metà delle ore lavorabili – non vengono rispettati i criteri della rotazione; molti lavoratori sono collocati da diverso tempo a zero ore. Inoltre gli incontri sindacali, per il confronto e la correzione degli squilibri della cassa, risultano per la volontà di gestione unilaterale della cooperativa inutili e frustranti” prosegue la nota inviata dall’assemblea dei lavoratori.

“Quello che preoccupa maggiormente e su cui si chiede l’attivazione di un serio confronto di merito è l’avvicinarsi della scadenza degli ammortizzatori sociali e la mancanza di un piano industriale e di un progetto per il rilancio della CMC. E’ chiaro a tutti che la CMC, oltre a gestire quanto previsto dal piano concordatario, deve riposizionarsi e riorganizzarsi per avere un ruolo nel mondo delle costruzioni, in Italia e all’estero e trovare le risorse per dare occupazione a tutti i soci e i lavoratori attualmente impiegati. Ad oggi né le organizzazioni sindacali, né i soci e i lavoratori sono a conoscenza e/o coinvolti nella costruzione del progetto di rilancio” spiegano .

Per tutte queste ragioni e per attivare un confronto serio e di merito che porti a correggere gli squilibri sulla cassa integrazione e sul futuro della CMC, è stato proclamato lo stato di agitazione di tutti i lavoratori della CMC della sede di Ravenna riservandosi ulteriori iniziative nel caso non ci fossero risposte adeguate.