Studio Nomisma sull’estate 2020 a Cervia: effetto positivo per 26% degli operatori. Manca all’appello il 42% di presenza

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Lo studio Nomisma, su richiesta della Cooperativa Bagnini di Cervia e con il patrocinio del Comune di Cervia e in intesa con la Regione Emilia Romagna, ha elaborato il progetto “Turismo & Lockdown, progetto Riviera Cervia 2020”, per cercare di analizzare gli effetti sull’economia cervese delle restrizioni imposte dalla gestione del Covid19. I risultati dell’analisi sono stati presentati questa mattina, sabato 17 ottobre, a Milano Marittima alla presenza dell’Assessore della Regione Emilia-Romagna Andrea Corsini.

Secondo quanto emerge dallo studio, l’estate 2020 ha riportato un effetto netto positivo rispetto alle aspettative per il 26% degli operatori. Tuttavia sono mancati all’appello 1,4 mln di presenze (-42%) e il fatturato delle strutture ricettive si stima complessivamente in diminuzione del 43% nell’arco del 2020.

I risultati dello studio affermano che è vietato abbassare la guardia: occorre guardare al 2021 per consolidare la competitività del territorio ripartendo dal turismo grazie a un insieme coordinato di azioni e investimenti.

I principali risultati dello studio:

Perché il Progetto “Riviera Cervia 2020”

La crisi di questo 2020 ha proiettato imprenditori e operatori della filiera del mare fuori dalla zona di comfort. La presa di coscienza della particolare congiuntura è stata rapidamente superata al termine del lockdown, consentendo di passare all’azione e una coraggiosa riorganizzazione ed una ripartenza. La perseveranza e la lungimiranza della Cooperativa Bagnini di Cervia hanno spinto a realizzare il “Progetto Riviera Cervia 2020”per monitorare il presente e prepararsi a gestire il futuro – il 2021 sarà un anno di transizione – di un settore, il turismo, vitale per il territorio.

L’estate 2020 migliore delle aspettative nonostante il segno meno

L’estate appena terminat aha avuto un impatto netto positivo rispetto alle aspettative per il 26% dei responsabili di strutture alberghiere. Nonostante questo aspetto in parte confortante e sinonimo di capacità imprenditoriale del territorio di reagire e attrarre clienti, nel periodo aprile-settembre sono mancati all’appello 264,3 mila arrivi (-37% vs 2019) e 1,4 milioni di presenze (-42% vs 2019). Si stima che nel 2020 le strutture ricettive perderanno il 43% del fatturato e che il 12% sia destinato alla chiusura. Il turismo è stato«mordi e fuggi». Si è ridotta la permanenza media a 4 notti e questo ha favorito i «weekend lunghi» e la prossimità. In questo contesto, la riviera di Cervia ha continuato a essere scelta per le spiagge attrezzate e la capacità di garantire sicurezza, convivialità e aree all’aperto accoglienti.

Tutti i settori del territorio, seppur con alcune difficoltà – in particolare il commercio al dettaglio con contrazioni di fatturato anche del 60% -, hanno dimostrato una buona tenuta, incluso il settore immobiliare, che si è confermato sostanzialmente stabile dopo l’uscita dal lockdown –affitti e compravendite – grazie anche ad un positivo “effetto di trascinamento” per le attività e le azioni seminate prima della chiusura forzata. Un punto di attenzione merita il non residenziale, che si sta caratterizzando per una progressiva crescita dell’offerta a fronte di una domanda incerta; una minaccia che può trasformarsi in opportunità per chi ha la possibilità di investire.

Il tessuto imprenditoriale, da sempre solido e caratterizzato da un medio-basso profilo di rischio, ha saputo reagire alla situazione di emergenza. Molteplici le iniziative attuate dalle istituzioni – l’esenzione dalla TOSAP per l’occupazione del suolo pubblico – e dagli istituti di credito – BPER Banca ha ad esempio accordato 770 sospensioni di rimborso di finanziamenti, concentrando in soli 3 mesi il numero di operazioni di finanziamento che si concentrano abitualmente in un anno – per favorire in modo diretto e indiretto la liquidità. L’insieme di queste azioni ha consentito di raggiungere un risultato migliore delle aspettative, superando una stagione «corta», a cui è mancato l’ossigeno nei mesi di maggio e giugno.

Le “armi” e la “visione” per affrontare il 2021

L’entusiasmo per il superamento della crisi «di breve» periodo non può far distogliere lo sguardo e l’attenzione dal 2021, considerando il contesto macro economico non favorevole dovuto alla diminuzione dei redditi delle famiglie (-5,8%nel II trim. 2020 -ISTAT), aumento dei non occupati (+500.000 unità tra febbraio e luglio 2020 -ISTAT), nel solo mese di agosto sono state 44 milioni le ore di cassa integrazione autorizzate nel settore alberghiero e nella ristorazione e il clima generale di incertezza economica (previsione PIL 2020 -8,3%). Con la ripresa degli arrivi turistici nel 2023 ai livelli del 2019, i turisti stranieri rappresentano un convitato di pietra al tavolo del turismo e per il territorio appare prioritario reinventarsi, ripartendo proprio dal turismo per attrarre nuovi flussi ed immaginando come sarà il viaggiatore nel 2021.

I piani di investimento delle imprese e le connesse fonti di finanziamento tradizionali e ibride (con possibilità di forme di compartecipazione al capitale o formule agevolate di rimborso) dovranno favorire l’innovazione del modello di businesse la mobilità a sostegno dell’attrattività del territorio; da non sottovalutare nella definizione di strategia ed execution il ruolo dell’Unione Europea e dei 209 miliardi di fondi stanziati a favore dell’Italia.

 

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