Ravenna. Pubblici esercizi: Abbiamo retto al primo lock down. Ma ora nuove norme “troppo restrittive”

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Calo del fatturato (per il 70 % dei pubblici esercizi) e riduzione del numero dei dipendenti ( per il 50%): sono due degli aspetti evidenziati dalle 100 imprese ravennati e cervesi nella ricerca effettuata dal Centro studi di Confesercenti Ravenna, per fare un quadro della situazione post-lock down e per monitorare l’andamento economico.

La ricerca, presentata durante una video-conferenza quest’oggi 20 ottobre, è stata realizzata mediante un questionario on-line somministrato, a fine agosto 2020, ai titolari di Pubblici esercizi dei comuni di Ravenna e Cervia.

Durante le presentazione Chiara Venturi di Confesercenti ha sottolineato che la ripresa post lock down è stata più lenta del previsto sia per il calo dei flussi turistici, sia per il distanziamento all’interno dei locali di ristorazione, sia per il prolungarsi dello smart working che ha penalizzato le imprese del food e beverage. Se la situazione ad agosto era già critica, la rapida evoluzione del contagio delle ultime settimane ha reso il quadro ancor più nero: “il DPCM del 18 ottobre – secondo la Venturi – impone restrizioni troppo limitative, nei confronti di una categoria, quella dei bar e ristoranti, che ha rispettato tutti i protocolli imposti dal Governo. Sembra quasi un accanimento, poiché gli assembramenti non sono nei pubblici esercizi, ma altrove in particolare sui mezzi pubblici”. La Venturi ha sottolineato la necessità che “allo scadere dell’ultimo DPCM il 13 novembre, le nuove norme” troppo restrittive” non siano prorogate”.

Graziano Gori, Direttore Provinciale Confesercenti, ha spiegato che il settore dei pubblici esercizi è riuscito a superare il lock down primaverile grazie alla prospettiva positiva, legata all’estate alle porte. “Ora il Decreto del 18 ottobre, rende la situazione molto difficile. I prossimi mesi, che ci accompagnano al Natale, sono fondamentali per il fatturato delle aziende”. Anche Gori ha sottolineato la necessità che le restrizioni non proseguano oltre il 13 novembre: “chiediamo alle amministrazioni locali di fare quadrato assieme a noi”.

Mauro Tagiuri, Presidente comunale Confesercenti, ha voluto ribadire che il nuovo DPCM ha penalizzato soprattutto i pubblici esercizi: “ma non siamo noi i responsabili del contagio. E’ necessario aumentare i controlli senza penalizzare la nostra categoria, che finora ha rispettato tutti i protocolli”.

L’assessore ravennate al turismo Giacomo Costantini, intervenendo al termine dell’incontro, ha espresso “la necessità che per il turismo e il commercio vengano stanziati finanziamenti a fondo perduto, per sostenere le piccole e medie imprese.  Serve un ragionamento a livello nazionale o dopo l’inverno dovremo affrontare un brusco risveglio”.

Qui la sintesi dettagliata della rilevazione: PRESENTAZIONE RAVENNA e CERVIA – I PUBBLICI ESERCIZI E ILCOVID-19 (1)

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Commenti

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  1. Scritto da Gio

    Quindi, cosa propongono ? Chiudere le scuole ?

  2. Scritto da batti

    gio cercano soldi!!!solo che manca quelli che li sborsano..40 anni fa c erano il 70 % dei dipendenti col sostituto d imposta e un stipendio adeguato,con tasse sufficienti..un giovane di adesso che arriva si e no a mille euro,se gli porti via di piu ci da un braccio e ci manda noi a lavorare,che siamo quà a lamentarci col doppio o molto di più di reddito

  3. Scritto da mg

    Eh si, e quindi le proposte ? E quest’estate sono stati rispettati i protocolli ? Ma per favore…! Il mancato rispetto ha fatto e sta facendo male a tutti e quindi? e non parliamo delle tasse…