Confcommercio e Confesercenti Ravenna: “Stiamo valutando se fare ricorso al Tar contro l’ultimo DPCM”

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Mauro Mambelli Presidente Confcommercio provincia di Ravenna e Presidente Ristoratori Fipe Confcommercio e Danilo Marchiani Responsabile provinciale Confesercenti Fiepet sono assolutamente contrari e determinati a combattere con ogni mezzo quanto previsto dall’ultimo DPCM di Conte, che obbliga alla chiusura anticipata tutte le attività di ristorazione, di pubblico esercizio ma ancor di più obbliga alla chiusura totale le palestre e i centri sportivi.

“Le nostre organizzazioni – spiegano – stanno organizzando manifestazioni in tutta Italia e si sono battute tenacemente affinché il governo non assumesse un provvedimento così assurdo, che getterà nella disperazione imprenditori di tutti i settori economici. Ci hanno chiesto di adeguare le nostre attività alle linee guida, e lo abbiamo fatto, di organizzare il personale formandolo all’uso dei DPI e lo abbiamo fatto, abbiamo anche rassicurato la nostra clientela e osservato scrupolosamente quanto suggerito dalla comunità scientifica e dalle direttive ministeriali e regionali. Nel frattempo il Governo, anziché potenziare i trasporti e evitare le occasioni di assembramento che sarebbero state inevitabili con la ripresa delle attività, ha perso tempo a discutere di cose inutili, come i banchi con le rotelle e ha affossato qualsiasi segnale di ripresa che gli imprenditori stavano lentamente costruendo. Ora questi provvedimenti manderanno all’aria interi settori economici e si incuterà nuovamente un clima di terrore, che nuocerà fortemente alla propensione al consumo”.

“Per questo motivo e in difesa di tutte le nostre attività economiche associate, dai pubblici esercizi agli alberghi, dalle palestre alle associazioni sportive, ma anche a favore di tutto l’indotto che questo mondo crea al commercio e all’artigianato – aggiungono – abbiamo deciso di incontrarci con i nostri legali per valutare se sia possibile presentare un ricorso al Tar contro il DPCM”. Già questa mattina sia Confcommercio che Confesercenti porteranno ai rispettivi tavoli regionali la proposta di fare un ricorso al Tar per contrastare il DPCM e le norme che penalizzano interi settori economici e costringere il Governo a rivedere le sue scelte.

“Vogliamo infine – concludono -, citare alcuni dati che sono emblematici per far capire come il governo stia sbagliando la sua azione: La SIAE ha reso noto che nel periodo 15 giugno-10 ottobre su 2.762 spettacoli con 347.262 spettatori si è avuto un solo caso di contagio. Il virologo Giorgio Palù richiama alla ragione l’azione di governo quando cita il dato inconfutabile che il 94% dei contagiati è quasi asintomatico e che occorre smettere con l’isteria che sta caratterizzando tutta il contesto, tornando alla realtà. Come disse Seneca a Nerone “il tuo potere ha origine nella mia paura, se io non ho paura, tu perdi il potere”. Il messaggio ai governanti è molto chiaro”.

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Commenti

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  1. Scritto da batti

    quindi che proposta avete???se siete per il libero tutti ditelo.lanciare il sasso e nascondere la mano non è carino

  2. Scritto da Federico

    Veramente a me sembra che i ristoratori del centro, proprio su iniziativa di Mambelli, abbiano ipersfruttato le possibilità concesse loro dai decreti di maggio che riattivavano le attività. Ho assistito personalmente ad assembramenti nelle strade del centro di Ravenna non in linea con le precauzioni inculcate per mesi nella popolazione. Finché c’era la bella stagione e le scuole chiuse, il contagio non aumentava. Adesso, in autunno e con le scuole aperte, la situazione è fuori controllo. Certo, il problema principale è rappresentato dai trasporti (che sono una competenza regionale), ma indubbiamente se non abbiamo tempo per incidere sul l’organizzazione e potenziamento dei trasporti pubblici, non credo che la soluzione sia di lasciare la macchina correre incontrollata finché non si va a sbattere. Chiudere le scuole per lasciare aperti i ristoranti non mi sembra una soluzione degna di un Paese civile. Anche perché con la DaD moltissimi lavoratori dovrebbero restare a casa, probabilmente perdendo il lavoro perché le ferie sono finite in primavera. Mi permetto di farle notare che soluzioni ancora più drastiche sono state intraprese da tutti i Paesi europei, Germania compresa. Mi dispiace per gli operatori del settore, ma mi sembra che le decisioni del Governo costituiscano ad oggi il pacchetto minimo di azioni per tentare di contenere il contagio è di evitare chiusure generalizzate, che sarebbero davvero la fine per l’Italia.