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Buono Mobilità. Prima il caos del clic day, ora chi ha il voucher trova poche biciclette in commercio a Ravenna

Non c’è pace per coloro che hanno deciso di puntare sul Bonus Bici (denominato ufficialmente Bonus Mobilità), promosso dal Governo per incentivare la mobilità sostenibile, in tempi di Covid.
Il 3 novembre è stato il giorno dell’atteso clic day, giorno in cui il Ministero dell’Ambiente ha attivato l’applicazione sul sito buonomobilita.it per permettere il rimborso della spesa effettuata per bici e monopattini da maggio a ottobre 2020, e al tempo stesso consentire l’ottenimento di un voucher per coloro che ancora non avevano effettuato l’acquisto.

Come è noto, il Clic day ha generato il caos: i fondi stanziati per il Bonus Mobilità sono stati esauriti in fretta e una parte degli aventi diritto è rimasta a bocca asciutta, senza la possibilità di ottenere l’agognato rimborso, pari al 60 per cento della spesa già sostenuta. Più fortunati sono stati coloro che sono riusciti a conquistare il voucher (un buono da 100, 200 o 500 euro), da utilizzare entro un mese per l’acquisto di bici o monopattini nei negozi aderenti all’iniziativa.

E qui viene il bello. Perché anche per i possessori del voucher ora le cose si mettono male, almeno a Ravenna: i negozi di bici, al momento, hanno pochi prodotti da vendere, o, in altri casi, gli esercenti hanno deciso di non iscriversi nel portale, quindi di non aderire al Buono Mobilità 2020.

Per Christian Sambi, titolare del negozio di biciclette in via Marconi 75 a Ravenna, la prima fase, da maggio a ottobre, è andata molto bene. “Abbiamo avuto tantissime richieste. Da noi l’incremento delle vendite è stato del 100% rispetto al 2019, soprattutto nella fascia fino ai 1.000 euro. Ma ne avremmo potute vendere altrettante, purtroppo però i fornitori non ne avevano più”.
Sambi spiega che la produzione di biciclette non è stata in grado di rispondere al boom di domanda generata dal Bonus Mobilità: “La produzione si basa sullo storico dell’anno precedente, e quindi sarebbe stato necessario produrne almeno il 50% in più rispetto al 2019. Cosa ovviamente non preventivabile da parte dei produttori.”

Insomma ora in giro c’è poco prodotto, con tempi d’attesa di mesi. Problema in parte legato anche alla difficoltà del rifornimento di pezzi dall’estero, a causa della pandemia. Secondo Sambi, l’ecobonus doveva essere gestito diversamente: “Il Governo avrebbe dovuto incentivare soprattutto la mobilità cittadina, quindi promuovendo l’acquisto di citybike, invece per molte persone è stata l’occasione per comprare bici da corsa. Inoltre l’errore, da parte del Governo, è stato quello di accorpare in un unico clic day sia il rimborso che l’emissione del voucher per l’acquisto non ancora effettuato. Ciò ha generato il caos. Non accontentando le persone che avevano comprato la bici nei mesi passati.” “Dal 3 novembre ad oggi abbiamo già venduto una sessantina di bici, a clienti che si sono presentati in negozio con il voucher – conclude -. Nel complesso quindi, dal nostro punto di vista, il Buono Mobilità è stata una buona occasione, purtroppo gestita male”.

Anche per Nicola Aletti di Officina A Pedali, in Piazza Ambrosoli, a Madonna dell’Albero, il Bonus Bici ha generato un buon movimento di clientela: “In molti ne hanno approfittato per acquistare una nuova bici, altri si sono informati in attesa dell’arrivo del voucher”. Aletti però spiega di aver deciso di non aderire al Bonus Mobilità, e quindi di non essere iscritto alla piattaforma del Ministero, passaggio necessario per poter applicare lo sconto del 60% sui nuovi acquisti, a partire dal 3 novembre. Il motivo principale: non c’è la materia prima, non ci sono biciclette. “A cause dei blocchi di produzione e di circolazione, legati al lockdown e ai trasporti internazionali, già durante l’estate è stato difficile fare gli ordini. Le case di produzione e di distribuzione non hanno commercializzato né consegnato biciclette. Già nei mesi scorsi ho dovuto disdire parecchi ordini, perché i tempi di attesa erano troppo lunghi.  E non parlo di bici di altissima gamma, ma anche di semplici bici da passeggio. Il 90% dei componenti per bici arriva dall’estero, anche se vengono assemblate in Italia. Quindi il problema si trascinerà a lungo, ancora per molti mesi.”

“Non mi sono iscritto nel portale del Buono Mobilità, e non credo di farlo neppure prossimamente, perché le indicazioni per il ottenere il rimborso non mi sembrano chiare. Sono già cambiate diverse volte e ciò mi lascia perplesso” prosegue. “Sia chiaro, non ritengo che il progetto nel complesso sia stato un flop, ma certamente poteva essere organizzato meglio. Come nel caso del clic day, che ha generato molta confusione. Conosco persone che si sono prese la mattinata di ferie per poter stare davanti al computer e non perdere la possibilità di ottener il rimborso. Fortunatamente la maggior parte dei miei clienti ce l’ha fatta, anche se ancora non gli è stato versato sul conto corrente” conclude Aletti.

Nuova chance per ottenere il bonus mobilità

Per coloro che avevano acquistato bici o monopattini prima del 3 novembre, ma non hanno avuto fortuna con il clic day, il Ministero ha riattivato ieri, 9 novembre, la piattaforma, nel sito www.buonomobilita.it, che resterà attiva fino al 9 dicembre 2020. La nuova finestra sarà riservata a coloro che hanno già acquistato una bicicletta o un monopattino o altri mezzi alternativi di micromobilità elettrica (e siano in possesso di fattura o scontrino attestante la tipologia di bene o servizio acquistato) tra il 4 maggio e il 2 novembre ma che sono stati esclusi dal click day del 3-4 novembre. Probabilmente i nuovi fondi saranno inseriti, nella legge di Bilancio 2021 e i rimborsi dovrebbero essere erogati nei primi mesi del 2021.