Quattro ragazzi diventano “ortolani” e consegnano frutta e verdura a domicilio in tutta la Romagna: “Da 20 a 600 ordini a settimana”

Si chiamano Filippo Casali, Riccardo Brandolini, Samuele Lombardi e Raffaele Rattini, abitano in provincia di Cesena ed hanno rispettivamente 24, 23, 21 e 26 anni. Giovanissimi, ma con le idee molto chiare. Sono infatti i soci dell’azienda agricola Green Project, nata da un’idea di Filippo, condivisa con l’amico Riccardo che in meno di un anno hanno realizzato, raggiungendo obiettivi oltre le loro aspettative. Ed è proprio Filippo che ci racconta com’è andata. Sia lui che Riccardo lavoravano in settori molto differenti: Filippo si occupava di commerciale per un’azienda di Milano, Riccardo si era diplomato come perito elettronico ed era tirocinante presso un’elettricista.

Quindi due mondi molto lontani dall’agricoltura, com’è nata Green Project?
“Un giorno parlando del più e del meno, ho esposto a Riccardo la mia idea di avviare un’attività agricola con consegna a domicilio. A lui è piaciuta molto, così abbiamo cercato altre persone che volessero unirsi al progetto. Adesso siamo quattro soci: io, Riccardo, Samuele e Raffaele e due ragazze che si occupano della segreteria e della prenotazione ordini. La differenza sostanziale rispetto alla vendita nei mercati ortofrutticoli o al supermercato è che con Green Project la merce non passa “di mano in mano”, non è trasportata per chilometri da una parte all’altra dell’Italia o peggio in Italia dall’estero, prima di arrivare al consumatore. Queste fasi si azzerano per dare spazio solo al rapporto diretto tra noi, agricoltori, e i consumatori. Si ripristina dunque una vendita localizzata, fornendo al consumatore solo frutta e verdura fresca, raccolta nei campi il giorno prima.”

Quando è partito il progetto?
“A gennaio 2019, ma inizialmente era una raccolta destinata alla vendita all’ingrosso, che dopo qualche mese non ci ha soddisfatto proprio per il discorso che facevo prima sul non avere un rapporto diretto con la clientela. Così abbiamo cambiato le carte in tavola e la svolta è stata a febbraio 2020 con l’apertura del sito web. Nessuno di noi aveva alle spalle un’attività di famiglia nel settore, quindi inizialmente abbiamo affittato i terreni con lavorazione conto terzi: un contadino che aveva la disponibilità dei mezzi, arava e coltivava i campi. Durante le prime settimane di lancio del sito, ricevevamo in media 15/20 ordini a settimana, ma il vero boom di richieste si è verificato a marzo 2020, con l’entrata dell’Italia in lockdown totale: la gente non poteva uscire di casa, quindi prenotava online. Da 20 consegne, nel giro di poco siamo passati a 200/300, fino a 400 richieste a settimana (in tutta la Romagna, compresa Bologna e la provincia di Ravenna) e questo fino a primavera inoltrata. Con la riapertura dell’Italia, in estate abbiamo avuto un leggero calo, ma questo non ci ha demoralizzati anzi, abbiamo capito che il progetto era valido, aveva delle grandi potenzialità, perché la gente ci cercava, lasciava commenti e recensioni positive. Quindi siamo andati avanti.”

In che modo?
“Abbiamo deciso di investire per strutturare meglio l’organico: abbiamo comprato le terre (5 ettari e mezzo, divisi tra coltivazione biologica e convenzionale), i mezzi, assunto personale. Oggi ci occupiamo di tutto noi: coltiviamo la terra, raccogliamo i prodotti e li consegnamo al consumatore. Green Project è diventata a tutti gli effetti un’azienda agricola, perché il 70% della produzione è nostra, per il restante 20/30% ci affidiamo ad altre due aziende sempre del territorio.”

Vi piace definirvi “ortolani”, perché? E dove si trovano le terre che coltivate?
“È vero, perché abbiamo molta cura della nostra terra, che non è vastissima, come si ha cura e premura dell’orticello di casa. I terreni della Green Project si trovano tra Cesena e Bertinoro, consegniamo in tutta la Romagna e da qualche mese anche a Bologna. La grande forza del progetto sta proprio nel riuscire ad “avvicinare” il consumatore al lavoro dell’agricoltore. I nostri clienti sanno cosa coltiviamo, sanno da dove proviene la merce che ricevono ogni settimana. Le nostre consegne sono organizzate a giornate, ad esempio il lunedì siamo a Bologna, il martedì a Cesena e così via per tutta la settimana, compreso il sabato. Con la Green box, disponibile in quattro varianti, diamo poi la possibilità al cliente di scegliere tra diverse proposte, oppure è il cliente che ci dice cosa vuole trovare dentro la cassetta.”

Quindi come funziona il servizio?
“È molto semplice: il giorno prima della consegna, ad esempio a Bologna, mandiamo un messaggio su whatsapp ai clienti bolognesi chiedendo quale delle quattro Green box preferiscono o se vogliono scegliere loro i prodotti, li informiamo delle nostre disponibilità, in base ovviamente a cosa offre la raccolta. Il cliente può anche rimandare l’ordine alla settimana successiva se non ha bisogno di nulla. Nel prezzo finale, che varia in base alla Green box scelta, è inclusa anche la spedizione. La vera comodità di questo servizio è che il consumatore non deve fare assolutamente niente: curiamo noi gli ordini, prepariamo le cassette e ci occupiamo della spedizione. Basterà rispondere ad un messaggio su whastapp per riceve il giorno dopo la merce a casa.”

Le vostre pagine social sono inondate di apprezzamenti, la gente sembra essere molto soddisfatta del servizio…
“Sì è vero ed è proprio questo che ci sprona ad andare avanti. Ringraziamo tutti i nostri clienti per la grande fiducia che ci stanno dando. I nostri consumatori sono molto soddisfatti prima di tutto per la qualità dei prodotti: la verdura e la frutta che ricevono è raccolta il giorno prima, non sta settimane intere sui banconi di un supermercato, di un mercato o dentro un camion. Poi anche per la comodità degli ordini, perché come dicevo prima, ci occupiamo di tutto noi: il cliente deve solo scegliere quale tra le quattro cassette ricevere e se ha esigenze particolari, basterà comunicarlo con un messaggio. Un altro riscontro positivo è l’ottimo rapporto qualità-prezzo: una cassetta da 5kg, con una decina di prodotti misti tra verdure e frutta e con spedizione inclusa, pensata per una famiglia di due, tre persone, costa 14 euro. Tutti i prezzi sono studiati in base al consumo della famiglia media. E poi in molti ci dicono che avendo ogni settimana verdura fresca in casa, sono più incentivati a cucinarla, mentre prima magari mangiavano cibi pronti per fare in fretta. Mangiano sano e riscoprono il piacere di stare in cucina, di rallentare i propri ritmi.”

Ci accennava prima dell’importanza di un’economica “localizzata”, in che senso?
“Sì, Green Project si pone l’obiettivo di cambiare la prassi comune per quanto riguarda la vendita di prodotti quali frutta e verdura, ma anche carni e formaggi. Se ci pensiamo è davvero illogico continuare a comprare frutta e verdura, che proviene dall’estero o da altre Regioni di Italia, quando nel nostro territorio ci sono tantissime aziende agricole come Green project che offrono la possibilità di acquistare prodotti freschissimi. Bisogna riabituare le persone all’idea che vale la pena mangiare  solo prodotti genuini e locali, in questo modo si ritornerebbe come in passato ad un consumo che tiene conto dei cicli stagionali. A volte il cliente ci chiede pomodori o melanzane e resta stupido quando gli rispondiamo che non ne abbiamo, ma è impossibile coltivarli a gennaio, in Romagna. Abbiamo alcune serre che ci aiutano in questo senso, ma la maggior parte della produzione va di passo con le stagioni. Ad esempio ora che siamo in pieno inverno coltiviamo tutte le varianti del cavolo, l’erba a foglie che c’è sempre come la lattuga, gli spinaci, la rucola, il radicchio e poi ancora i porri, le cipolle, le patate, come frutta abbiamo tantissimi cachi, kiwi, mele, pere.”

green project

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E la vostra giornata tipo com’è? Immagino che la sveglia suoni molto presto…
“Esattamente, iniziamo la raccolta ogni giorno intorno alle 5 e mezza, verso le 10:30/11 ci spostiamo in magazzino dove organizziamo le cassette con l’aiuto delle due ragazze che si occupano della segreteria, ci laviamo, ci vestiamo e partiamo intorno alle 13 per le consegne della giornata. Lavoriamo di solito fino alle 19, per un totale in media di 12/13 ore al giorno. Ci riposiamo la domenica.”

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Ci ha detto che in estate c’è stato un lieve calo, oggi come vanno le prenotazioni?
“Da settembre sono aumentate, ora abbiamo in media 600 ordini a settimana. Non mi sento di dire che la gente ci ha scelti per via del Covid, anche perché inizialmente tutti pensavano che Green Project fosse un’azienda consolidata, che per via del Covid aveva dovuto rivedere la propria organizzazione e gestione interna, garantendo anche la consegna a domicilio, come in effetti hanno fatto molte imprese. Noi partivamo da zero. Il Covid, dal mio punto di vista, ci ha aiutato invece a credere nel progetto. Il calo estivo infatti non ci ha scoraggiati, ci ha fatto capire che i risultati dei mesi precedenti erano reali, il servizio funzionava quindi…perché non insistere ed andare avanti?”

Per info: https://greenproject.store – pagina Facebook: https://www.facebook.com/agricolagreenproject. Servizio Green Box: https://www.youtube.com/watch?v=_P9dfms3o1Q.

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Commenti

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  1. Scritto da Emanuele

    Questi sono semplicemente dei miti. Dovrebbero andare ad insegnare ai loro colleghi all’università. E … forse forse potrebbe essere che sia proprio così.

  2. Scritto da Aldo

    Complimenti.

  3. Scritto da Alex

    Notizia un po’vecchiotta dato che è stata trasmessa perfino dal TG1 più di una settimana fa…

  4. Scritto da Direttore

    Scusi Alex, questa notizia non ha la data di scadenza. È una storia che si può raccontare sempre, anche oggi. LA REDAZIONE