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Ravenna. I 5 monumenti UNESCO della diocesi non apriranno prima di marzo 2021. Saviotti: “se i turisti non ci sono, inutile aprire”

I monumenti diocesani di Ravenna non riapriranno prima di marzo 2021. E’ questa la decisione presa dal Opera di Religione che gestisce a Ravenna 5 monumenti riconosciuti patrimonio mondiale dall’UNESCO: Battistero Neoniano, Basilica di San Vitale, Mausoleo di Galla Placidia, Basilica di Sant’Apollinare Nuovo e Museo Arcivescovile con la Cappella di Sant’Andrea.

“Inizialmente si era pensato di aprire per Pasqua (che nel 2021 cade il 4 aprile n.d.r.) ma ora si sta ragionando sul mese di marzo – spiega Enrico Maria Saviotti, portavoce della Diocesi, indicando le diverse motivazioni alla base della scelta fatta: “riaprire 5 monumenti non è come accendere una luce, cliccando su un interruttore, o aprire una porta, girando semplicemente una chiave. Si tratta di una complessa organizzazione di lavoro, con una gestione ordinaria fatta di turni di personale, costi e utenze”.

Saviotti spiega “innanzitutto la situazione pandemica è molto fluida e quindi non sappiamo per quanto tempo la nostra regione rimarrà in zona gialla, inoltre, non è ancora possibile viaggiare da regione a regione. Al momento è stata data la possibilità di aprire musei e monumenti solo dal lunedì al venerdì, escludendo i fine settimana. Quindi anche puntare sul turista italiano, per ora, è molto difficile e tantomeno si può guardare al turismo straniero”.

“Inoltre il mese di febbraio è storicamente molto “scarso”, non positivo – prosegue il portavoce -. Un conto è tenere aperto per 12 mesi, dove si sa che ci sono mensilità up e down, e comunque il flusso turistico c’è, ben diverso è partire da zero, riaprire in un mese debole, senza dimenticare che quest’anno, sempre a causa della pandemia,  è assente anche il turismo scolastico”.

“Consideriamo infine che le misure anticovid da applicare anche nei musei comportano turnazioni frequenti del personale, numeri contingentati per i visitatori, distanziamento ecc.. sforzi organizzativi superiori” ricorda Saviotti.

“In buona sostanza – sottolinea –  i visitatori non ci sono. Quindi fino a che non ci saranno le condizioni per far arrivare i turisti, è inutile aprire”.
“Apertura posticipata fino a quando non ci sarà una maggior stabilità, come nella scorsa estate, quando l’apertura fu da giugno a ottobre. In quei mesi il turismo nazionale ha risposto bene e i visitatori si sono visti, soprattutto ad agosto e settembre”.

I monumenti dell’Opera di Religione riapriranno quando ci saranno le condizioni per poterlo fare – dichiara  – fondamentalmente quando i visitatori potranno arrivare. Speriamo che sia in primavera, visto che storicamente marzo, aprile e maggio sono mesi cruciali per il nostro turismo: valgono tra il 50 e il 60% di tutto l’anno. Se si salvasse quello, andrebbe già bene”.

Saviotti conclude indicando alcuni dati: “nel 2020 i monumenti diocesani sono stati visitati da 124.291 persone, registrando circa un – 76 % rispetto al 2019, anno dove erano stati staccati più di 509mila biglietti. La differenza è evidente”.