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Artigianato. Sindacati e associazioni di categoria E-R: “Da quattro mesi i lavoratori non ricevono le risorse degli ammortizzatori”

Sono decine di migliaia nel paese, in regione sono 36.500 occupati in 9.200 imprese, le lavoratrici e i lavoratori attualmente sospesi dal lavoro a causa della crisi provocata dalla pandemia che non ricevono quanto gli è dovuto. E’ quanto denunciano i sindacati CGIL, CISL e UIL e le associazioni di categoria dell’Emilia Romagna, in un comunicato congiunto. 

“Pur in presenza degli accordi sottoscritti tra le parti sociali e l’attivazione dell’ammortizzatore sociale (FSBA), la mancata copertura finanziaria da parte del governo impedisce ai lavoratori coinvolti di avere il riconoscimento del proprio reddito e della contestuale posizione contributiva – spiegano Antonio Mattioli Cgil Emilia Romagna, Ciro Donnarumma Cisl Emilia Romagna, Luigi Foschi Uil Emilia Romagna, Barbara Maccato Confartigianato Emilia Romagna, Lauro Borsato Cna Emilia Romagna – . La situazione sta diventando insostenibile e ritardi del governo nella promulgazione dei decreti necessari a garantire la copertura finanziaria degli ammortizzatori sociali sono incomprensibili ed inaccettabili”.

“L’artigianato, motore del manifatturiero dell’Emilia Romagna e del paese, continua ad essere messo ai margini del sistema produttivo ed economico – dichiarano -. Se da una parte la  pandemia ha palesato le criticità del sistema di ammortizzatori sociali nel paese, per il quale è inderogabile l’avvio di un confronto finalizzato ad individuare una soluzione strutturale in grado di garantire il mantenimento dei livelli occupazionali e la tutela del reddito dei lavoratori coinvolti nelle crisi che di volta in volta si determinano, dall’altra impone la scelta di destinare le risorse necessarie per rispondere al contingente: il contingente significa garantire il reddito di chi lavora è evidente che non c’è più tempo: pena il rischio concreto del collasso del sistema produttivo dell’intero comparto e la crescita di tensioni sociali i cui effetti non possono essere prevedibili”.