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I dieci anni della azienda cervese Technacy celebrati con una festa al bagno Fantini

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Technacy, l’azienda cervese che opera nel settore del supporto alla telefonia mobile (e ha ideato fra gli altri l’applicativo Netmon, ormai diffuso in tutta Italia grazie a TIM e Vodafone), ha recentemente compiuto dieci anni. E lo ha fatto in una situazione economica decisamente in controtendenza: grazie al buon lavoro dello staff aziendale, e a un “core business” che ha preso ancor più piede in tempi di smart working, negli ultimi mesi Technacy ha visto aumentare il fatturato e la mole di lavoro, il che si è tradotto anche in un allargamento dell’organico (oggi gli operativi dell’azienda sono una quindicina).

Motivazioni più che sufficienti per festeggiare degnamente le prime dieci candeline. E così sabato scorso Vittorio Foschi, cofondatore e amministratore delegato di Technacy, ha riunito al Bagno Fantini di Cervia tutti i suoi soci, collaboratori e dipendenti – nonché alcuni interlocutori significativi per la vita dell’azienda – invitandoli a festeggiare tutti assieme la ricorrenza. Prima del pranzo e del taglio della torta, c’è stato spazio anche per le parole e le testimonianze dei vari protagonisti: a portare il saluto all’azienda c’era anche l’Amministrazione Comunale nella persona dell’assessore Cesare Zavatta, che si è complimentato “non solo per i successi raggiunti e per l’indotto che questo comporta per la comunità cervese, ma anche per il clima “familiare” che si respira fra tutti coloro che lavorano in Technacy, e che certamente aiuta a spiegare i motivi di questa crescita importante”.

E l’immediato futuro, fra le altre cose, porterà Techancy ad intraprendere per la prima volta anche l’avventura europea: è infatti partita una partnership con l’azienda spagnola Springboard35, con l’obiettivo di diffondere le soluzioni Technacy anche nel mercato iberico e in Portogallo.

“Sono emozionato e soddisfatto – ha detto Foschi ai numerosi invitati -: questa partecipazione e l’attestazione di stima da parte di tutti ci fanno capire che il cammino fatto aveva un senso, nonostante i tanti pareri scettici avuti agli esordi, quando con mia moglie Michela e pochi altri collaboratori decidemmo di fondare un’azienda nostra. Ma abbiamo saputo resistere, credere nel nostro progetto e creare una squadra positiva e rodata nel tempo: i risultati di oggi lo dimostrano, e ci danno la spinta per proseguire con ancor maggiore entusiasmo, anche grazie ai tanti giovani entrati nel frattempo in azienda con le loro idee nuove e la loro freschezza”.

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