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Obbligo di Green Pass al lavoro: non scoppierà il caos ma c’è chi teme problemi. L’opinione di Confindustria e Legacoop

Mancano solo pochi giorni alla data del 15 ottobre, in cui scatterà l’obbligo di Green pass sui luoghi di lavoro sia pubblici che privati. In vista dell’entrata in vigore della normativa,  il presidente del Consiglio Mario Draghi dovrebbe firmare le indicazioni generali, sotto forma di un Dpcm, sulle modalità dei controlli per i possessori del Green pass.

“Venerdì prossimo nelle aziende non scoppierà “il caos” – ne è convinto Tomaso Tarozzi, presidente della delegazione ravennate di Confindustria Romagna -. La linea tracciata dal Governo è chiara ed è ormai troppo tardi per fare un passo indietro, a pochi giorni dall’entrata in vigore dell’obbligo di Green pass.”

“L’appuntamento del 15 ottobre era stato annunciato da tempo e in queste settimane abbiamo predisposto quanto previsto, in maniera conforme alle disposizioni previste dal Decreto Legge. Abbiamo messo a punto tutti i dispositivi richiesti: informative a tutti i dipendenti, modello operativo sui controlli, comunicazioni sulla privacy, impostato come effettuare i controlli ecc. – spiega -. Abbiamo organizzato webinar per fornire alle imprese associate informazioni chiare e risolvere possibili criticità. Si tratta certamente di un tema molto sentito infatti gli incontri online hanno registrato un’adesione altissima, oltre 450 presenze, circa un terzo degli associati romagnoli.  Venerdì le aziende saranno pronte”.

“Crediamo che l’obbligo del Green pass possa essere l’unica strada per garantire maggiore sicurezza al Paese ed evitare, nei prossimi mesi, un nuovo aumento dei contagi che ci riporterebbe a chiusure o forti limitazioni – prosegue-.  Se, grazie alle vaccinazioni, il 2021 ha fornito una prospettiva di ripresa nell’economia italiana, scivolare nuovamente in un periodo di incertezza, manderebbe al macero quanto fatto finora. Ora siamo in una posizione diversa rispetto ad un anno fa, proprio grazie al vaccino anticovid”.

Rispetto alle sacche di resistenza dei lavoratori novax, Tarozzi auspica un ripensamento: “evidentemente ci auguriamo che le persone non ancora vaccinate, possano cambiare idea. Ma è bene ricordare che l’accesso in azienda sarà consentito certificando la non-positività tramite tampone, anche salivare quindi più semplice nell’utilizzo”.

“Siamo in attesa di leggere il decreto di oggi – afferma Paolo Lucchi, amministratore delegato di Federcoop Romagna -. Come sempre, in quasi due anni di pandemia, il governo si muove all’ultimo minuto, senza pensare al grosso lavoro che devono fare le imprese per organizzarsi e farsi trovare pronte. Per le aziende è un momento di grande difficoltà, per questo motivo come Federcoop abbiamo organizzato un webinar a cui hanno partecipato 155 imprese romagnole, per cercare di dare loro le informazioni e gli strumenti necessari sul green pass e su come organizzarsi al meglio in vista del nuovo decreto.”

“C’è molta preoccupazione tra gli imprenditori, anche per questo motivo abbiamo predisposto una lettera che è stata inviata a tutti i 21mila dipendenti delle aziende e delle cooperative che hanno aderito ai nostri incontri, per preannunciargli il percorso del green pass e quali saranno i passaggi da compiere da metà ottobre. In questi giorni, inoltre, abbiamo strutturato con le nostre aziende piani di azione per effettuare controlli sul green pass totali e non a campione. Inoltre, abbiamo pensato anche ad un controllo preventivo rivolto ai dipendenti vaccinati con green pass (che in Romagna fortunatamente sono il 90%): per loro basterà comunicare prima il Green Pass ai datori di lavoro, che acquisiti i dati in maniera riservata, nel rispetto quindi della normativa sulla privacy, li conserveranno fino a fine dicembre. Così, i dipendenti potranno accedere ai posti di lavoro senza dover ogni volta esibire la certificazione, mentre i controlli al momento continueranno per chi ha il green pass senza vaccino e per chi deve effettuare il tampone.”

“In merito agli avvenimenti di cronaca di questi ultimi giorni e all’attacco alle sedi centri delle CGIL italiane, Legacoop condanna fortemente la vicenda ed esprime piena solidarietà ai lavoratori e alle lavoratrici dei sindacati. Anche noi, il 16 ottobre, saremo al fianco della CGIL, perché crediamo fermamente che i presidi dei lavoratori debbano essere rispettati e tutelati. Dietro le violente manifestazioni di questi ultimi giorni, c’è un rigurgito di destra fascista che l’Italia non può accettare; anche chi quel giorno era sceso in piazza per esercitare la propria libertà contro il Green Pass e i vaccini, è stato totalmente strumentalizzato da questa gente che esprime la parte più anti-democratica, e quindi anti-costituzionale, del nostro Paese, inneggiando a ideali che rimandano a più di un secolo fa. L’Italia non può e non deve far finta di niente, questi movimenti vanno repressi” conclude Lucchi.

Commenti

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  1. Scritto da ST

    L’ignoranza, unita con la paura e alimentata da politici incoscienti, ha generato un mostro. Ma, ricordiamocelo, se oggi possiamo uscire di casa per trovarci con gli amici, se possiamo andare in ospedale senza trovarlo con le terapie intensive piene, se non dobbiamo contare ogni giorno centinaia e centinaia di morto, lo dobbiamo solo a quella MAGGIORANZA di italiani che si è fidata della Scienza e si è vaccinata.
    I fifoni egoisti no-vax sono una minoranza.
    Una minoranza incattivita, appunto, dall’ignoranza e dalla connivenza di partiti e sindacati cialtroneschi. Ma è ora di farla finita: non ci sono più alibi.
    Che si vaccinino. Per rispetto degli altri.