Unione Comuni Bassa Romagna. A Bagnacavallo convegno sulla capacità di fare rete per lo sviluppo turistico del territorio

La capacità di fare rete con altri territori, la collaborazione tra pubblico e privato, la scelta di una strategia comunicativa forte e identitaria: sono questi gli elementi chiave emersi nel corso del convegno “Borghi, città, territori: quali prospettive per un turismo sostenibile?”, che si è tenuto lo scorso giovedì al Bocon Divino di Bagnacavallo.

Un convegno che ha messo a confronto diversi esperti del settore, tecnici e politici, per mettere sul tavolo i punti di forza e le potenzialità della Bassa Romagna, analizzare l’esperienza guadagnata e tracciare una rotta per il futuro. In apertura, dopo i saluti della presidente dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna Eleonora Proni e del sindaco referente per il Turismo Nicola Pasi, sono stati presentati i nuovi itinerari turistici sviluppati per la Bassa Romagna, da fruire soprattutto in bicicletta: “Note dalla terra della Bassa Romagna”, dedicato alla musica “La memoria nel paesaggio”, per ripercorrere i luoghi simbolo della Liberazione, e “Tracciati di land art in Bassa Romagna”, sulle orme del festival Terrena. Gli itinerari si aggiungono ai cinque già realizzati (“Tra terra e acqua”, “Dal museo alle case museo”, “Street art”, “ciclovia Albaco”, “Lamone: un fiume di emozioni”). La presentazione dei nuovi itinerari è stata affidata a Raffaella Costa, responsabile del Servizio di promozione turistica dell’Unione.

In seguito è stato dato spazio agli interventi di Chiara Astolfi, direttore di Visit Romagna; Mauro Conficoni, consigliere delegato Gal Delta 2000; Aida Morelli, Presidente del Parco del Delta del Po; Marcella Pradella, direttore If Imola Faenza; Luca Albertazzi, sindaco di Dozza e membro del direttivo nazionale dell’associazione Borghi più belli d’Italia; Remo Carulli, autore della guida Lonely Planet. Il tavolo è stato coordinato da Nadia Carboni, dirigente del Settore Governance e Comunicazione, Sviluppo e Progetti Strategici dell’Unione.

In particolare, è stata apprezzata la grande capacità di fare rete della Bassa Romagna, attraverso iniziative diffuse che valorizzano le identità dei Comuni in un racconto corale di territorio: “Non è assolutamente scontato che così tanti Comuni riescano a mettere da parte i propri campanilismi per lavorare a un obiettivo condiviso e più grande – ha sottolineato Chiara Astolfi -. Per questo il punto di partenza per la Bassa Romagna è ottimo. Il turismo sta cambiando, anche per il persistere della pandemia, e ogni territorio deve essere in grado di fare emergere la propria identità. Per questo non basta fare qualcosa, ma bisogna anche saperlo comunicare all’esterno, per invogliare il visitatore e fornirgli un quadro completo di ciò che può trovare. Iniziative innovative come il Festival della Land Art ne sono un buon esempio”.

“C’è un grande potenziale in Bassa Romagna – ha dichiarato Remo Carulli esperto di letteratura di viaggio e autore di diverse guide della Lonely Planet -. Mi hanno colpito l’entusiasmo, la voglia di fare e l’accoglienza che caratterizzano questi luoghi, più che in altri posti dove ho soggiornato, e che a mio avviso sono un punto di forza da non sottovalutare. Ci sono territori che hanno costruito la propria fortuna su elementi storici, architettonici e culturali di valore inferiore a quello che si può trovare in Bassa Romagna, per cui sono convinto che ci siano tutti gli elementi per uno sviluppo turistico efficace. Bisogna crederci e sperimentare”.

“Il convegno di giovedì è stato un momento importante di restituzione, riflessione e condivisione, tanto dei risultati raggiunti quanto degli obiettivi per il futuro della Bassa Romagna in ambito turistico – ha dichiarato il sindaco Nicola Pasi -. Abbiamo potuto ascoltare importanti testimonianze di esperti del settore a 360 gradi e questo ci ha permesso di avere un punto di vista esterno sul lavoro che stiamo svolgendo. Proprio in questo senso, fa piacere avere ricevuto apprezzamenti per il lavoro svolto, soprattutto per quanto riguarda la capacità di fare rete, che è da sempre un tratto distintivo della Bassa Romagna. Stiamo iniziando a costruire una nostra identità nel panorama turistico della Romagna, un percorso lungo fatto di piccoli passi, che però iniziano a dare i loro frutti”.