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Concessioni balneari, dalla Regione E-R mano tesa alle imprese

Sono 1.067 le imprese del settore balneare in regione, di cui 427 in provincia di Rimini, 355 in quella di Ravenna, 177 in quella di Forlì-Cesena e 97 nel Ferrarese (dati Unioncamere aggiornati al settembre 2021).

La Regione Emilia-Romagna ha elaborato un documento a sostegno delle imprese del settore balneare in vista del rinnovo delle concessioni. Un documento condiviso anche con le associazioni di categoria, fra cui Confartigianato Imprese Demaniali, che mira al giusto riconoscimento del valore aziendale, degli investimenti realizzati e alla professionalità degli operatori, a tutela del lavoro di decine di migliaia di persone.

“L’Emilia-Romagna, con i suoi 110 chilometri di costa, rappresenta un’eccellenza internazionale in ambito turistico grazie a una combinazione unica di fattori. Primo fra tutti l’impegno e la passione profusi nel corso dei decenni dagli imprenditori del settore balneare che hanno saputo generare un’offerta sempre più qualificata e senza eguali. Ciò è avvenuto grazie al connubio di spirito imprenditoriale e attenzione sempre viva da parte delle istituzioni. Per Confartigianato è giusto rispettare le regole ma è prioritario salvaguardare il lavoro e gli investimenti messi in campo dalle imprese del settore, molte delle quali a carattere familiare. Non solo, ma è doveroso aver cura anche di quella cultura e quella tradizione strettamente legate al territorio e alle comunità costiere. Un patrimonio materiale e immateriale che dobbiamo preservare da ogni rischio di speculazione internazionale”, commenta Davide Servadei, presidente di Confartigianato Emilia Romagna.

Le novità in osservanza della legge Bolkestein

La necessità di una nuova, e urgente, discussione sulle concessioni balneari nasce dalla recente sentenza del Consiglio di Stato che anticipa al 31 dicembre 2023 la scadenza delle attuali concessioni. Da qui l’esigenza di predisporre bandi di gara per nuove assegnazioni da parte delle amministrazioni comunali.
Il documento, che la Regione Emilia-Romagna porterà al tavolo del Governo, mira a dare maggiori certezze al settore balneare in vista dell’applicazione della cosiddetta legge Bolkestein.

Quante imprese sono coinvolte?

Sono 1.067 le imprese del settore balneare in regione, di cui 427 in provincia di Rimini, 355 in quella di Ravenna, 177 in quella di Forlì-Cesena e 97 nel Ferrarese (dati Unioncamere aggiornati al settembre 2021). La maggioranza di queste imprese è a conduzione familiare e offre lavoro a oltre 45 mila persone, al netto dell’indotto.

La sintesi del documento della Regione Emilia-Romagna

Nel documento della Regione Emilia-Romagna si trovano questi particolari elementi di valorizzazione delle imprese:

Giusto riconoscimento del valore aziendale dell’impresa, degli investimenti realizzati e della professionalità degli operatori che hanno gestito fino a questo momento il bene demaniale. Tali elementi si chiede siano considerati tra i criteri di valutazione dei nuovi bandi di gara.

Considerare gli standard qualitativi dei servizi e la sostenibilità sociale e ambientale del piano degli investimenti.

Escludere il rialzo del canone demaniale, che non dovrà essere oggetto di gara ma rimanere predeterminato per legge dallo Stato

Concorso da parte di Regioni e Comuni nella definizione dei criteri dei bandi di gara con l’obiettivo di valorizzare il paesaggio e gli elementi identitari della fascia costiera, attraverso la qualificazione dell’offerta turistico-balneare, tenendo conto delle peculiarità dei diversi territori.

Valutare il numero massimo di concessioni da rilasciare a ogni operatore economico, in modo da garantire l’adeguata pluralità e differenziazione dell’offerta nell’ambito territoriale di riferimento.
Determinare limiti minimi e massimi di durata delle concessioni, anche per assicurare un congruo periodo al rientro degli investimenti.

Commenti

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  1. Scritto da Fidenzio

    Spettabile Redazione di «Ravennanotizie.it»

    Io sono dell’opinione che da sempre i balneari, protetti da forze politiche italiane per chissà quali motivi, siano una categoria che va contro gli interassi della collettività per più motivi. Riescono in pratica ad appropriarsi della spiaggia pubblica che sarebbe di noi cittadini e la tengono all’infinito pagando un canone irrisorio: in molti casi inferiore ad un euro al metro quadrato dove poi possono costruire anche vaste strutture per un’infinita di decenni.
    Io sono contrario a che questa ingiustizia continui con assegnazioni senza gare. Inoltre i balneari quando è il momento di fare la dichiarazione dei redditi dichiarano mediamente cifre inferiori a quelle di un operaio ma quando vendono lo stabilimento ottengono cifre altissime. Noi cittadini non otteniamo un canone giusto ma dobbiamo pagare cifre alte se vogliamo usufruire dei servizi degli stabilimenti balneari con la conseguenza che per molti di noi non è possibile poterli frequentare e neppure trovare spiaggia libera disponibile perché i balneari occupano quasi tutto lasciando solo un succinto spazio. Bene ha fatto recentemente il Consiglio di Stato che ha deciso l’applicazione della direttiva Bolkestein nel 2024 ma tengo forti dubbi che si avveri per il fatto che i partiti sia a destra che a sinistra sono , mi pare, a fianco dei balneari come si legge anche in alcuni miei allegati e, l’hanno dimostrato pure quando hanno portato la scadenza delle concessioni al 2033. Porgo Cordiali saluti Fidenzio Laghi