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Coldiretti Ravenna: mix esplosivo tra clima, energia, trasporti. Aumenti del 29,6% per pere, poi pasta e pesce

Con un aumento dei prezzi del 29,6% sono le pere a far registrare di gran lunga il maggior aumento dei prezzi al dettaglio tra i prodotti agroalimentari. E’ quanto emerge dallo studio Coldiretti sui dati Istat relativi all’inflazione che vede sul podio anche la pasta (+10,8%) e il pesce (+9,8%).

“Una classifica – commenta il Presidente di Coldiretti Ravenna, Nicola Dalmonte – che è il risultato del mix esplosivo tra rincaro dei costi energetici e dei cambiamenti climatici che impattano sull’offerta di un bene essenziale come il cibo sul quale con la pandemia da Covid si è aperto uno scenario di accaparramenti, speculazioni e incertezza”.

La produzione agricola e quella alimentare in Italia assorbono oltre il 11% dei consumi energetici industriali totali per circa 13,3 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti (Mtep) all’anno, secondo la Coldiretti sulla base dei dati Enea sugli effetti dei rincari della bolletta energetica sugli approvvigionamenti alimentari degli italiani.

La produzione di pere nel 2021 – sottolinea la Coldiretti – si è attestata a 276 milioni di chili contro i 770 milioni di chili di cinque anni fa, con una riduzione del 64% e un crollo del raccolto anche in Romagna al minimo storico, questo per effetto dell’andamento climatico sfavorevole per via delle gelate primaverili che hanno messo a dura prova le coltivazioni e per gli attacchi di agenti patogeni e parassiti alieni, come la cimice asiatica.

“Una situazione – commenta ancora Dalmonte – che nella nostra provincia ha purtroppo interessato anche altre coltivazioni come albicocche, pesche, kiwi e uva mettendo a dura prova i produttori e che ora, per via dei rincari dei beni energetici, per il gasolio e quindi dei costi generali di coltivazione, rischia di innescare una ulteriore contrazione degli ettari ravennati storicamente vocati e coltivati a frutta”.

“Si tratta – aggiunge il Direttore Assuero Zampini – della punta dell’iceberg della situazione di vulnerabilità in cui si trova la produzione agroalimentare nazionale di fronte all’impatto del rincaro della bolletta energetica, alle invasioni di insetti alieni sino agli andamenti climatici anomali che hanno già tagliato i raccolti di frutta anche del 15% e del 9% per il vino provocando perdite alla produzione agricola e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne”.

Sulla difficile situazione dal punto di vista produttivo si sono abbattuti i rincari energetici che hanno colpito l’intera filiera agroalimentare, dai campi all’industria di trasformazione fino alla conservazione e alla distribuzione. Filiera che ora rischia di subire anche l’inevitabile contrazione dei consumi generata dal calo di potere d’acquisto che stanno subendo i consumatori per via del caro-carburante.

Il pieno di benzina, infatti, oggi costa in media 16 euro in più ogni volta che ci si ferma al distributore con una stangata record sulle famiglie e anche sulle imprese, quando l’85% delle merci per arrivare sugli scaffali viaggia su strada. L’aumento del gasolio è destinato a contagiare l’intera economia perché se salgono i prezzi del carburante si riduce inevitabilmente il potere di acquisto dei cittadini mentre aumentano i costi per le imprese. A subire gli effetti dei prezzi dei carburanti – continua Coldiretti Ravenna – è l’intero sistema agroalimentare dove i costi della logistica arrivano ad incidere fino dal 30 al 35% sul totale dei costi per frutta e verdura.

“Per affrontare la nuova emergenza e difendere la sovranità alimentare abbiamo elaborato e proposto progetti concreti immediatamente cantierabili nel Pnrr per favorire una decisa svolta verso la rivoluzione verde, la transizione ecologica e il digitale” afferma il Presidente Dalmonte ricordando che “recupero terreni abbandonati, invasi nelle aree interne per risparmiare l’acqua, chimica verde e bioenergie per contrastare i cambiamenti climatici ed interventi specifici e settoriali, dai cereali all’allevamento, dalla quarta gamma fino all’olio di oliva, sono alcuni esempi di questi piani strategici elaborati dalla Coldiretti insieme a Filiera Italia nell’ambito del PNRR”.