Alberto Ferrero: “Ravenna rischia di ottenere solo briciole nella strategia di rilancio del gas nazionale”

Le contraddizioni fra il decreto bollette che dice di aumentare le estrazioni di metano dai giacimenti nazionali ed il Pitesai (piano regolatore) che invece limita fortemente le zone da cui si può estrarre, rischiano di fare rimanere Ravenna ed il settore gas all’asciutto. I toni trionfalistici con i quali si è data la notizia dell’approvazione del Pitesai, grazie alla quale sarebbero ripartiti gli investimenti a Ravenna, scontrano con una realtà, per ora ben diversa.

Prima di tutto si deve sottolineare che il nuovo piano regolatore sposta, per l’alto Adriatico il limite di rispetto ben oltre le 12 miglia, quasi a toccare il limite delle acque territoriali, precludendo, quindi, lo sfruttamento di molte aree ricche di gas, inoltre si deve notare come saranno ripartiti i finanziamenti.

Nel 2021 l’Italia ha estratto 3,4 miliardi di metri cubi di gas (5,6 nel 2017 e 20 miliardi negli anni ’90), inizialmente si era parlato di raddoppiare tale quantità, poi successivamente si è ridotto l’aumento a circa 2,5 miliardi di metri cubi, questo con un investimento di 2 miliardi di euro. Questi investimenti saranno indirizzati per oltre il 70% ai giacimenti siciliani di Argo e Cassiopea, la restante parte fra e Marche e Ravenna, vale a dire briciole.

C’è da notare che i giacimenti dell’alto Adriatico sono circa cinque volte maggiori di quelli siculi ed un loro sfruttamento darebbe notevole impulso alla economia della nostra città quanto sia a commesse che a posti di lavoro, tuttavia il Pitesai ne preclude lo sfruttamento. Fa sorridere che subito oltre il confine delle acque territoriali il giacimento croato Izabela, da oltre 20 anni estrae metano.

In definitiva quella che in Italia è considerata la città del metano rischia di ottenere solo briciole nella strategia di rilancio del gas nazionale. Chi doveva difendere l’interesse economico della nostra città a quanto pare non lo ha fatto. È fondamentale attivarsi e noi lo faremo, per rivedere sia la ripartizione dei finanziamenti sia lo stesso piano regolatore che preclude tutta una serie di giacimenti dai quali, tuttavia, i nostri dirimpettai estraggono metano che poi magari ci vendono.

Alberto Ferrero,
Coordinatore provinciale Fratelli d’Italia
Capogruppo Fratelli d’Italia Consiglio Comunale

Commenti

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  1. Scritto da leo

    purtroppo abbiamo questa classe politica votata che non si interessa del benessere dei suoi
    cittadini – pare vivano in una dimensione parallela – dieci anni e siamo tornati
    sempre più indietro la nostra povera città

  2. Scritto da Alex

    Sicuramente se si torna ad estrarre si torna indietro di 10 anni. E’ ora che si investa in fonti di energia rinnovabili prima che si arrivi al punto di non ritorno , per quanto ancora soldi e profitti verranno messi davanti a salute e ambiente.

  3. Scritto da leo

    alex purtroppo quasi tutti i lavori di rinnovabili sono iniziati ed incompiuti perchè
    si pongono comunque obiezioni alla loro realizzazione e si interrompono prima di ultimarli – e siamo carenti di energia- ora io mi chiedo perchè non mettiamo persone
    competenti in posti occupati da politici che non hanno nessuna cognizione di causa ?
    es. a ravenna quando si fanno le elezioni qualcuno ci dice chi e quali competenze hanno
    i nostri assessori prima di andare al voto? il sindaco quale trascorso ha ? chi era ?
    quali lavori ha svolto? credo che si anche colpa nostra e di chi fa informazione

  4. Scritto da abba

    Scusi Alex, ma perchè vuole regalare il metano ai croati mentre a noi tocca comprarlo dalla Russia a caro prezzo?

  5. Scritto da Alex

    Il problema Sig. Abba sta proprio nel suo ragionamento. Bisogna arrivare a non aver alcun bisogno di metano o altro che ci renda dipendenti . FONTI RINNOVABILI e se la classe politica non è in grado di occuparsene via facciamo largo a persone competenti con un curriculum di tutto rispetto.