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Treni. Sciopero Emilia-Romagna, il 10 luglio, azienda cita “malattie last minute”

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“Nessuna soppressione di treni” particolare, nessuna volontà da parte dell’azienda di snobbare i rappresentanti dei lavoratori. Alessandro Tullio, amministratore delegato di Trenitalia Tper, respinge al mittente le nuove critiche dei sindacati sulla qualità del servizio in Emilia-Romagna. Viene annunciato in queste ore un nuovo sciopero, dopo quello del 5 giugno, per il 10 luglio, e “stavolta di 24 ore”.

Perché? “Non è possibile continuare a sopprimere treni e nello stesso tempo fare un ricorso continuo e ingiustificato al lavoro straordinario. Il tutto con l’aggravante di negare ogni tentativo di confronto. È un atteggiamento incomprensibile che danneggia sia i lavoratori dell’azienda, già provati da due anni di pandemia, sia i cittadini della regione che ogni giorno usano il servizio”, segnala Aldo Cosenza, segretario della Fit-Cisl Emilia-Romagna, intervenendo in questi giorni a un convegno sindacale a Bologna. Ecco la critica particolare a Trenitalia-Tper: “Non è possibile che la società di trasporto ferroviario si comporti in maniera totalmente difforme da tutte le società del gruppo Fs e non rispetti l’articolato contrattuale in materia di gestione del personale”.

Ricordando il primo sciopero di otto ore, quello del 5 giugno, con picchi di adesione del 100% da parte dei lavoratori, “purtroppo con inevitabili ed enormi disagi per la stessa utenza”, il sindacato confederale annuncia il secondo ‘fermo’ di questa fase, spiega Cosenza, “visto il perpetuarsi della mancanza di risposte da parte di Trenitalia Tper”. Ma Tullio corregge e, interpellato oggi a margine di una conferenza in stazione a Bologna, replica: “I numeri parlano da soli: abbiamo assunto più persone di quante ne siano uscite e stiamo garantendo tutti i giorni la regolarità del servizio”.

Continua Tullio: “Ci sono state delle problematiche, sicuramente, ma su casi particolari, diciamo così: malattie dell’ultimo minuto, un’eccessiva richiesta di permessi sindacali tutti concentrati, casualmente, e tutti polarizzati. L’azienda non si è mai sottratta al confronto, infatti abbiamo risposto puntualmente ad ogni richiesta”. Insiste l’ad Trenitalia Tper: “C’è stata una riunione con i rappresentanti regionali, convocata dopo la dichiarazione di agitazione delle sigle sindacali, cui abbiamo partecipato noi e non le sigle che invece hanno inviato personale tecnico. Non è stato un chiaro segnale di ricerca del confronto, dal nostro punto di vista. Noi eravamo tutti presenti, ripeto. Ora non resta che cercare una mediazione, perché siamo una società che parla con le persone ed è fatta di loro, ma- avvisa Tullio- bisogna essere corretti da ambo le parti”. Il ceo di Trenitalia Tper spiega che la società gestisce normalmente 900 treni ogni giorno, che trasportano 155.000 persone negli infrasettimanali. Durante il fine settimana si potenziano i collegamenti, portando a 139 i treni diretti a Rimini e verso le destinazioni successive, fino a Pesaro. “Da quest’anno- aggiunge Tullio- abbiamo un nuovo collegamento Torino-Pesaro, che mancava da più di 10 anni e che ha avuto un successo incredibile: nel primo giorno abbiamo avuto oltre 300 persone prenotate solo su Torino e oltre 1.000 a bordo. Anche col potenziamento dell’offerta, non riscontriamo comunque- rimarca l’ad Trenitalia Tper- nessun tipo di affollamento particolare. Anche se i passeggeri sono tanti”.

In ogni caso, per la Fit-Cisl “è necessario” che “anche la Regione Emilia-Romagna si assuma le proprie responsabilità nei confronti di cittadini, a cui non si devono creare disservizi, e dei lavoratori, nei confronti dei quali bisogna trovare soluzioni condivise”.

( Fonte Dire)

 

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