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All’Almagià di Ravenna lo spettacolo “Ottantanove” con Elvira Frosini e Daniele Timpano

07/12/21

Almagià di Ravenna - Via dell' Almagià, 2
Inizio ore 21:00
  • mail info@ravennateatro.com
  • Tel. 0544 36239

Attenzione l'evento è già trascorso

Martedì 7 dicembre, alle ore 21, presso l’Artificerie Almagià di Ravenna andrà in scena lo spettacolo “Ottantanove” con Elvira Frosini e Daniele Timpano. 1789. La Rivoluzione francese tocca e cambia tutta l’Europa fondando il mondo in cui viviamo. Ma cosa ne rimane 230 anni dopo? Elvira Frosini e Daniele Timpano, affiancati per la prima volta in scena da Marco Cavalcoli (che il pubblico ravennate conosce bene per la sua lunga collaborazione con Fanny & Alexander), con la loro scrittura affilata e spietatamente ironica, pronti ancora una volta a scandagliare e a smascherare l’apparato culturale occidentale con tutti i suoi simboli e le sue retoriche fino ad arrivare all’osso dei suoi miti fondativi. Passato e presente, storia francese e storia italiana, modernità e postmodernità si sovrappongono sul palco in un percorso volto a mettere in crisi le nostre vite “democratiche” e l’immaginario legato al concetto di rivoluzione. Una rivoluzione è ancora possibile? E in che modo? Oppure si tratta di una cosa vecchia, novecentesca, conclusasi in un altro tempo e in un’altra Storia? Lo spettacolo ha vinto la Menzione Speciale “Franco Quadri” nell’ambito del Premio Riccione 2019.

La Rivoluzione francese ha dilagato in tutta Europa e ha cambiato e fondato il mondo in cui viviamo. La rivoluzione del 1789. Che domande continua a porci, oggi, la Rivoluzione? Che rapporto abbiamo dopo un altro Ottantanove, il 1989, con la democrazia, la politica e il potere? Quel che resta della Rivoluzione ci riguarda ancora? O è roba vecchia? Parrucche polverose da mettere nei musei? Sono queste le domande da cui sono partiti Elvira Frosini e Daniele Timpano nel creare questo Ottantanove, lavoro che non vuole raccontare una storia, o la Storia, ma immergersi in un mito fondativo, nei materiali culturali che lo hanno prodotto e che questo ha prodotto a sua volta. L’attuale crisi della Democrazia vista in rapporto con la Rivoluzione francese e con il 1989, la fase che apre la nostra epoca, oggi che il concetto stesso di rivoluzione sembra aver perso concretezza, anche se non un suo fascino rétro.

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«Il nostro è uno sguardo da italiani – dicono Frosini e Timpano – da cuginetti d’oltralpe, lo sguardo dei parenti poveri, meno evoluti, da liberare e civilizzare. La rivoluzione francese non l’abbiamo fatta noi. Anzi. L’abbiamo in parte subita. La Rivoluzione si intreccia con la nostra storia e con l’avvio del nostro stesso mito fondativo, il Risorgimento: il tricolore italiano nasce il 7 gennaio del 1797 in piena Repubblica Cispadana controllata dai francesi. Ma il nostro è anche uno sguardo da europei occidentali, perché nonostante tutto siamo gli eredi della Rivoluzione. Le nostre democrazie, l’Europa di oggi, tutto il mondo in cui viviamo è stato fondato allora. Il nostro è quindi uno sguardo dall’Europa, che è un’entità contraddittoria, in evidente crisi politica e democratica, ma che continua a proclamare come suoi fondamenti identitari i diritti civili, la sovranità popolare, la cittadinanza, le libertà di stampa, riunione, culto, associazione, la democrazia».

Concetti nati durante la Rivoluzione e in essa già traditi, ancora oggi sbandierati e utilizzati in qualunque discorso pubblico europeo, nonostante suonino ormai svuotati di senso, di sostanza, come gusci vuoti lasciati sulla spiaggia. Cose nate allora la cui carcassa ci ritroviamo oggi tra i piedi, ma svuotata di ogni contenuto, come le mummie imbalsamate degli egizi, con tutti gli organi chiusi in un vaso canopo – la milza, gli intestini, il cuore, il fegato – e la vuota forma del corpo glorioso che fu, tuttora affascinante e persistente come un deodorante, ormai definitivamente morta. Che fine ha fatto, non diciamo la vita, ma almeno il canopo?

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«In continuità con i lavori precedenti, in cui abbiamo affrontato temi che riguardano la storia e l’identità italiana, attraversandola e soffermandoci sul suo cadavere politico con testi come Dux in scatola,Risorgimento Pop e Aldo morto (che compongono la trilogia Storia cadaverica d’Italia), il colonialismo italiano e la sua eredità di razzismo nel pensiero occidentale in Acqua di colonia, anche per Ottantanove abbiamo attraversato un’infinità di materiali culturali – dalla letteratura alla storiografia, alla musica, alla canzone, al cinema, alla pubblicità – ricuciti, rielaborati e immersi senza soluzione di continuità all’interno di un progetto drammaturgico originale. Così, nel testo confluiscono, accanto a materiali biografici personali e a una scrittura immersa nel presente, più quotidiana e più dialogica, la prosa settecentesca di Vittorio Alfieri, Foscolo e Sografi, la “démesure” ottocentesca di Victor Hugo, la tensione politica novecentesca di Peter Weiss e Federico Zardi» concludono Frosini e Timpano.

Ottantanove

Drammaturgia e regia Elvira Frosini e Daniele Timpano collaborazione artistica David Lescot con Marco Cavalcoli, Elvira Frosini, Daniele Timpano assistenza alla regia e collaborazione artistica Francesca Blancato disegno luci Omar Scala scene e costumi Marta Montevecchi musiche originali e progetto sonoro Lorenzo Danesin organizzatrice di compagnia Laura Belloni

BIGLIETTI

Intero 12 €, Ridotto* 10 € Carnet da 5 spettacoli 40 € *Under30, Abbonati a La Stagione dei Teatri.
PROMOZIONE SPECIALE: i possessori del biglietto per Storie di Ravenna hanno diritto a un ingresso a 5 €.
I biglietti sono in vendita online su ravennateatro.com e vivaticket.com
I posti sono limitati. È consigliato l’acquisto online. Prevendita telefonica con pagamento tramite bonifico o Satispay al numero 333 7605760 da lunedì a venerdì dalle 10.00 alle 14.00.
La biglietteria è aperta da un’ora prima nello spazio spettacolo con i biglietti rimasti a disposizione.

INFORMAZIONI

Ravenna Teatro tel. 0544 36239 / 333 7605760, biglietteria@ravennateatro.com
E Production organizzazione@e-production.org Artificerie Almagià via dell’Almagià 2, Ravenna
Ogni attività verrà svolta nel pieno rispetto delle norme vigenti in materia di prevenzione e contenimento del Covid-19. Dal 6 agosto, in base all’art. 3 DL n.105 23/07/2021, per accedere ai luoghi di spettacolo è necessario, oltre all’obbligo di indossare la mascherina, avere il Green Pass.

CONTATTI

Gli uffici di Ravenna Teatro sono aperti al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00 presso il Teatro Rasi in via di Roma 39 a Ravenna. Tel. 0544 36239, mail info@ravennateatro.com organizzazione@ravennateatro.com.

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