“Impulsivi riflessivi”, il maestro Luigi Varoli raccontato da chi lo ha conosciuto
Sabato 24 gennaio alle 17 inaugura al museo civico Luigi Varoli di Cotignola, nella sede di palazzo Sforza, la mostra “Impulsivi riflessivi – Acquisti, donazioni, assonanze da Luigi Varoli a Guido Guidi”.
“Impulsivi riflessivi” è un progetto espositivo che non attinge solo dai disegni e dalle pennellate dell’artista cotignolese, ma anche da scritti di amici, storici e artisti contemporanei che lo hanno conosciuto o anche solo respirato durante una loro sosta, lunga o breve che sia stata, in quel di Cotignola.
La mostra racconta di persone che vivono due realtà: quella vera è oltre lo specchio di Borges, nella provinciale figura di Varoli, maestro del ‘900 definito tutt’altro che provinciale da vari critici, come Alessandro Giovanardi, curatore del testo critico; la seconda, ossia quella dell’eterno maestro, con l’indottrinamento trasudato dalle sue opere e dai suoi lasciti che continua imperterrito a formare nuovi allievi.
“Il percorso inizia qualche anno fa, grazie alla premura del mio predecessore ora sindaco, Federico Settembrini, che ha acquistato la collezione della famiglia Ancarani, una cospicua raccolta di opere varoliane – racconta l’assessora alla Cultura Martina Minto, curatrice della mostra insieme alla grafica Alessia Tavacca-. La sua giusta denominazione Pollastri-Ancarani rievoca l’amicizia con il professor Pollastri, personaggio fondamentale nell’indirizzare il Varoli: un quasi mecenate all’antica. Negli ultimi anni, inoltre, il Comune di Cotignola ha accolto tre importanti donazioni di opere del Varoli: dalla famiglia Zani, dalla famiglia Albonetti e dall’Anpi di Lugo. Tutte queste azioni formano il corpus di questa nuova mostra: una scuola, quella del Varoli, che torna così a vivere sotto nuove voci e nuove forme”.
Il progetto non si esaurisce con un unico protagonista: artisti contemporanei quali Michele Buda, Daniele Casadio, Massimiliano Fabbri, Guido Guidi, Franco Pozzi, Massimo Pulini si avvicinano alle opere del maestro e fanno sentire la loro voce creando un legame tra gli esiti del passato e la ricerca di un presente che si insinua per erbari e ritratti di personaggi noti e ignoti generando assonanze, grafismi, stesure, inquadrature, errori su pellicola. Il legame si manifesta anche in altra modalità: tra maestro e allievo; è il caso di uno scatto di Guido Guidi, nel quale si ritrova un disegno preso fuori dal cassetto degli insegnamenti varoliani.
La mostra rimarrà allestita fino al 12 aprile e durante tutto il periodo dell’esposizione al pubblico saranno organizzate visite guidate e singoli appuntamenti di approfondimento; sarà visitabile il venerdì dalle 16.30 alle 18.30, sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 12 e dalle 15.30 alle 18.30; domenica di Pasqua (5 aprile) chiuso, Lunedì dell’angelo (6 aprile) aperto con orario festivo.

