L’Italiana di Algeri di Rossini, o la follia organizzata
Venerdì 13 marzo alle 20 e domenica 15 marzo alle 15.30 il Teatro Alighieri di Ravenna ospita “L’italiana in Algeri”, l’opera di Gioachino Rossini che, già nei primi anni della sua carriera, mette in scena quella che è stata definita una vera e propria “follia organizzata”: un intreccio di ritmi incalzanti, virtuosismo vocale e grande inventiva teatrale.
La nuova produzione, dopo il debutto a Reggio Emilia, arriva a Ravenna con la regia di Fabio Cherstich, che interpreta la comicità dell’opera proprio nel contrasto tra il caos delle situazioni e la disinvoltura dei personaggi in scena. Sul podio dell’Orchestra dell’Emilia-Romagna Arturo Toscanini dirige Alessandro Cadario.
Nel cast, Laura Verrecchia interpreta Isabella, mentre Giorgio Caoduro e Gloria Tronel vestono i panni rispettivamente di Mustafà ed Elvira. Completano la compagnia Barbara Skora (Zulma), Giuseppe De Luca (Haly), Ruzil Gatin (Lindoro) e Vincenzo Taormina (Taddeo). Accanto all’orchestra sarà presente anche il Coro Claudio Merulo di Reggio Emilia, diretto da Martino Faggiani.
La regia è firmata da Fabio Cherstich, mentre le scene sono curate da Nicolas Bovey, i costumi da Arthur Arbesser e le luci da Alessandro Pasqualini. Lo spettacolo è frutto di una coproduzione che coinvolge, oltre a Ravenna e Reggio Emilia, anche i teatri di Piacenza e Modena, la Fondazione Haydn di Trento e Bolzano e il circuito OperaLombardia.
Ad anticipare le rappresentazioni sarà l’incontro di approfondimento “Prima dell’opera”, in programma giovedì 12 marzo alle 18 nel Salone Nobile di Palazzo Rasponi, in piazza Kennedy. L’appuntamento, a ingresso libero, sarà curato dal critico musicale di Repubblica Gregorio Moppi, docente di Storia della musica al Conservatorio di Parma, che guiderà il pubblico alla scoperta dell’opera rossiniana.
“L’ambientazione contemporanea non cerca il realismo, ma un terreno instabile su cui far precipitare l’azione – spiega il regista Fabio Cherstich – La villa incompiuta diventa un contenitore anarchico di oggetti eterogenei: materiali da cantiere convivono con arredi domestici, sedie da ufficio diventano troni, carriole si trasformano in mezzi di trasporto o piedistalli cerimoniali. È uno spazio che i personaggi abitano con assoluta naturalezza, come se fosse sempre stato così. Ed è proprio questo scarto tra il caos che lo spettatore osserva e la disinvoltura con cui i personaggi lo attraversano a produrre la comicità.”
“Sul piano musicale – nota invece Alessandro Cadario, sul podio della Toscanini – emerge un debito di natura strutturale alla lezione mozartiana: non tanto in una più riconoscibile continuità stilistica, quanto in una più profonda ‘meccanica teatrale’ nella connotazione dei personaggi attraverso la musica. Un esempio emblematico è l’inizio del primo atto: Zulma, per convincere Elvira ad accettare il volere di Mustafà, prima ne imita la figurazione e poi la conduce sulla propria melodia, in una dinamica di persuasione che ricorda il rapporto tra Susanna e Figaro nel primo duetto delle Nozze di Figaro. Queste fondamenta costituiscono il punto di partenza interpretativo, senza però esaurire l’identità del compositore pesarese, che si distingue per elementi peculiari e originali.”
Se nel Macbeth di Verdi la Lady è chiaramente uno dei motori dell’azione, anche al centro di questo dramma giocoso c’è una donna capace di capovolgere ogni gerarchia e tener testa agli uomini, in una celebrazione moderna e leggera dell’ingegno femminile. Ed è con attenzione alle protagoniste delle opere in cartellone che il Teatro Alighieri ha rinnovato l’incontro fra spettacolo dal vivo e arti visive, nel segno della nuova generazione di artisti che si stanno formando nella nostra città. Nei materiali promozionali della Stagione compaiono infatti i ritratti fotografici di Lady Macbeth, Isabella e Carmen: tre studentesse del Conservatorio G. Verdi – Clara Civenni, Alexsandra Pickard e Vera Della Scala – che hanno indossato i costumi realizzati da Alessandra Landini, Francesca Fantoni e Federica Sabbatani per il corso di Decorazione di Graziano Spinosi all’Accademia di Belle Arti.
Il percorso Opera si corona con Carmen il 24 e 26 aprile, con la regia di Stefano Vizioli e l’Orchestra dell’Emilia Romagna Arturo Toscanini diretta da Audrey Saint-Gil.
La Stagione d’Opera e Danza 2025/26 è resa possibile dal sostegno del Comune di Ravenna, della Regione Emilia-Romagna e del Ministero della Cultura e dal contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. Si ringraziano inoltre i nuovi sponsor della Stagione, Marco Gerbella e Forlini Optical, e il partner per la mobilità Ghetti Auto Concessionaria DS.
Info e prevendite: Biglietteria Teatro Alighieri – tel. 0544 249244 – www.teatroalighieri.org
Biglietti da 15 a 45 Euro Under 18: 5 Euro

